“Io lavoro anche 50 ore alla settimana !!!” (sul significato di “lavorare”)


Moltissime persone si vantano di “lavorare” , affermando di aver lavorato e che per questo meritano qualcosa in cambio: denaro, riconoscimento sociale.  Ma cosa significa “lavorare” ?  Milioni di dipendenti pubblici (impiegati e operai) sanno che milioni di dipendenti pubblici passano le ore a non far nulla, se non a soffrire, inutilmente (lo sa anche Brunetta).   Sanno che un conto è il singolo (Mario, Luisa, Giovanni, Clara) un conto è l’organizzazione: questa è diversa dalla somma dei singoli, e quasi sempre una organizzazione pubblica rende meno e peggio di quanto può fare un singolo.  Soprattutto, nei posti di lavoro c’è un comportamento che quelli citati all’inizio, quelli che gridano “Io lavoro ….!” fingono di non vedere: la prostituzione.  Milioni di sedicenti lavoratori si prostituiscono, perdono ogni remora, si annullano, si depurano delle più minime tracce di dignità per … far “carriera”.   Questo lo sanno tutti ma … non si può dire.  E non si può parlare dell’altra faccia della medaglia della prostituzione: il mobbing, le vessazioni, le angherie.

DI QUESTO NON SE NE PUO’ PARLARE : nonostante la “pillola”, la legge sul divorzio, la modernizzazione della struttura sociale italiana (e occidentale) , nonostante la nostra cultura si dichiari priva di tabù ne possiede di immensi e totali, assolulti, innominabili.   Viviamo in una specie di Mulino Bianco dove tutti sono capaci e ragionevolmente buoni, viviamo in una mitologia del lavoro, dove prostituti/e si vendono per “carriera”, per comperarsi un’auto più grossa (così da consumare di più quando passano ore sul GRA).   Praticamente non esistono autori, libri, romanzi, film, inchieste, notizie dei media sul ciclopico tabù chiamato “prostituzione al lavoro”, nè sul mobbing.  Tutti vanno avanti facendo finta di non vedere, come se i riferimenti all’attività sessuale (lecita, perchè tra adulti consenzienti) di personaggi e politici fosse il più grosso dei tabù moderni.   Il più grosso comprende prostituzione e mobbing.  Un’esempio di chi ROMPE QUESTA MITOLOGIA del luogo di lavoro viene da Leonida Maria Tucci, ma attenzione … reggiti forte, prepara qualche busta per il vomito …..

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. antonio
    Nov 25, 2010 @ 00:26:38

    caro amico in altri apesi e ancora peggio e il sol pensero che motli Italiani affittano voli ben precisi per i loro sporchi giochi perversi in aaltri Stati mi fa incazzare, il sesso ben venga, aiuta a vivere se fosse sotto controllo da organi di stato, le case chiuse ecc ecc, aiutano le persone fragili e quelle che sono sole da tempo, ma a tutto c’è un limite, i soldi facili fanno gola a tutti ma io questo non riesco ad accettarlo, e abbiamo le mani legate quando poi vediamo che i signori quelli che stimiamo poi alla fine loro anno il punto debole della prostituzione

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    • massimodangeli
      Nov 25, 2010 @ 11:21:53

      Grazie per il commento.
      Quello che volevo criticare non è tanto la prostituzione sessuale ma quella lavorativo-psicologica, quella nei posti di lavoro grazie alla quale i lavoratori si vendono come persone, per compiacenza, per carriera, per danneggiare altri colleghi.

      Rispondi

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