FF.AA. e di sicurezza in ritardo di 10 anni, (e l’assenteismo NON dipende dai lavoratori)


1.  L’articolo col link sotto indirettamente mostra l’arretratezza sovietica del comparto Ministero Difesa, Ministero Interno, Ministero Finanze (che conoscono tutti i lavoratori di FFAA e polizie varie): il DL 81/2008 imponeva l’obbligo ai datori di lavoro di valutare lo “stress lavoro-correlato” dal 1/1/11, tra l’altro come effetto del famoso Accordo quadro UE datato 2004 (duemilaquattro !).   Da subito però, come se l’Accordo quadro fosse un trattato coperto dal Segreto di Stato (!), come se le commissioni parlamentari che hanno elaborato il DL 81/2008 lavorassero a porte chiuse (!!), quei 3 Ministeri si sono auto-prorogati la data di avvio: 2 anni dopo, cioè dal 1/1/2013.   Successivamente però le teste di quei 3 ministeri, autentici “cettolaqualunque”, si sono fatti un’altra auto-proroga, di un ulteriore anno: le persone che lavorano in uniforme  (notoriamente a bassissimo rischio stress, infatti gli ambienti in divisa sono molto salubri…) potranno avere meno stress solo dal 1/1/2014: 10 (dieci) anni dopo l’Accordo UE. 

Questo sulla carta, perchè nella realtà quotidiana anche la 626/94 è rimasta quasi una lettera morta. 

2.  Quello che diversi studiosi hanno dimostrato (e che ho divulgato anche io ) viene riaffermato anche dallo psicologo Fusari (Ord. d. ps. Friuli VG) : l’assenteismo è l’effetto di un posto di lavoro malato, NON il comportamento di dipendenti malevoli e lavativi.  Nell’articolo del Corriere della Sera lo psicologo Fusari (meno ignorante di Brunetta) dice “In un contesto lavorativo esistono innanzitutto condizioni oggettive di stress, che possono dipendere da ambiente, organizzazione e gestione del lavoro.   A indicare che in quell’azienda c’è un malessere possono essere, per esempio, un eccessivo assenteismo, la frequente rotazione del personale, un numero elevato di infortuni e malattie professionali.   Spesso a stressare i lavoratori sono […] uno scarso riconoscimento delle competenze professionali [ad esempio qual’è il pazzo che metterebbe un dipendente psicologo a fare il centralinista, invece di utilizzarlo con la mansione di psicologo ??]  cui non corrisponde una mansione adeguata.   E poi ci può essere la “pressione” emotiva di continui attriti o conflitti tra colleghi, o di un capo che bistratta.”  .  

Dopo le mie affermazioni nel filmato, in cui citavo studi del Prof. Avallone (La Sapienza) per il concetto di “benessere organizzativo”, poi studi di ISPESL, UE e OMS, arriva l’ennesima dimostrazione che l’assenteismo non dipende dai singoli ma da un ambiente psicologicamente malato e, da oggi, da dirigenti che non applicano la Legge.

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