Prostituirsi al lavoro non è inevitabile


        Chi più chi meno, tutti sono portati a ritenere che il modo di vivere del posto in cui si trovano e del momento che frequentano, sia il migliore, o l’unico possibile.   Chi scrive non fa eccezioni.   Penso che quella occidentale sia la migliore cultura (conoscendone pochissime altre, e male) se non altro per il suo servirsi della scienza, e che la forma repubblicana e democratica sia la miglior forma di Stato.

    Ma criticare certi aspetti deteriori della cultura occidentale non implica doverla demolire, né sminuirne gli aspetti positivi,  né un progetto di sostituzione integrale con altro; se non altro perché ciò è impossibile.

      Ogni cultura ha dei difetti, crea dei problemi: ma sapere che ci sono altri modi di vivere è utile.  Seguiamo il seguente passo :

         “Prendiamo ad esempio una delle attuali società tecnicizzate occidentali e confrontiamola con una società di cacciatori raccoglitori di cibo quale quella dei !Kung San del Botswana.  

Nella prima è diffuso lo stereotipo dell’individuo sicuro di sé, ambizioso e dinamico, portato ad impostare l’esistenza su serrati ritmi di lavoro, ben disposto all’accumulo di ricchezze, molto competitivo e deciso nella propria autoaffermazione.  Un individuo comunque propenso ad inserirsi in una struttura gerarchica ed a puntare al successo con una spiccata mentalità edonistica, abituato, nella realizzazione dei suoi fini, a posticipare anche i più umani e dignitosi principi.

Nei !Kung San il modello di personalità di base è rappresentato piuttosto da un soggetto pacifico, disteso e cordiale nei rapporti interpersonali, animato da uno spiccato senso di cooperazione, restio ad impegnarsi in  ambiziosi progetti di accumulazione personale di ricchezze, amabile e per nulla smanioso di puntare a cariche sociali” (1)

    Ora non pensiamo che sia possibile trasformarci tutti con l’indole dei !Kung San: però si vede bene che prostituirsi al lavoro non è inevitabile.   Molti dei carrieristi occidentali sacrificano tutto per la carriera, “anche i più umani e dignitosi principi”, ma ciò non è inscritto in alcuna natura.

(1) da Verolini R., Petrelli F., Metamorfosi della ragione. Esegesi evoluzionistico psicosociologica di Genesi 1,3 ed implicazioni bioetiche, 1994

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