Lavoratore costretto ad uccidersi


 

          Il suicidio è una scelta come lo è il bucarsi, per l’eroinomane che si fa da 14 anni: si è costretti ad uccidersi per una vita insopportabile.   Nella società attuale lo scenario dove si svolge gran parte della vita sociale e simbolica è il posto di lavoro quindi è plausibile che questo (con la sua patogenicità) c’entri, almeno un po’ .

       Ma noi siamo fiduciosi che anche per questo povero lavoratore, come per tutti gli altri prima, il responsabile assicurerà “il lavoro non c’entra” : certo; se una persona la si isola, la si vessa, la si spedisce nelle stanze sporche e la si dimentica senza dargli alcuna mansione né gli si rivolge la parola per 10 anni,  “il lavoro non c’entra” .  Brunetta ha strombazzato ai 4 venti la caccia ai fannulloni: cioè i colleghi e i dirigenti dei lavoratori costretti ad uccidersi, perché qualcosa si nota.

( da http://www.savonanews.it/leggi-notizia/argomenti/cronaca-2/articolo/luceto-sv-carabiniere-si-suicida-nella-sua-auto.html )

Luceto (SV): Carabiniere suicida accanto alla chiesa dove aveva battezzato la figlia sabato scorso

La dinamica del tragico gesto farebbe pensare ad un atto di somma responsabilità del Militare, che fino all’ultimo istante avrebbe cercato di non recare danno a nessun altro, se non a sè stesso

Un Carabiniere quarantenne originario di Stella, Maurizio Varicelli in servizio a Savona si è suicidato con un colpo di pistola attorno alle 12 di oggi a bordo della sua autovettura privata dopo averla parcheggiata di fronte alla chiesa di San Matteo a Luceto (Albisola Superiore). In quella chiesa aveva battezzato la figlia sabato scorso. Era un Volontario della Croce Bianca. Recentemene avrebbe confidato ad un amico di “non sentirsi molto bene”

Attualmente sta operando la sezione scientifica dell’Arma per appurare la dinamica del tragico gesto. Sono presenti numerosi ufficiali del Comando Provinciale di Savona e la Croce Verde di Albisola.

I Carabinieri sono al lavoro anche con un metal detector su uno sterrato nei pressi dell’attiguo campo di calcio da 11 probabilmente alla ricerca del proiettile in una traiettoria balistica compatibile, circostanza che farebbe presumere l’uscita della pallottola verso l’esterno e l’uso di una munizione a camicia blindata simile a quella in dotazione all’Arma. Fonti vicine agli inquirenti confermerebbero che il suicidio sia avvenuto con la pistola Beretta di ordinanza calibro 9 x 19

Tutto farebbe pensare nella tragedia ad un atto di somma responsabilità del militare che avrebbe fatto fuoco in una posizione tale da non recare danno a nessun altro se non a sè stesso.

Il caso è nelle mani del PM Alessandra Coccoli coadiuvata dal medico legale Benedicta Astengo

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