Creativi ? No, grazie !


Steve Jobs

      Quando è morto Steve Jobs tutti a ripetere “Stay foolish, stay hungry !!!” (sii sciocco[in senso di “creativo", anticonformista] sii affamato [di novità]);  ma la realtà è ben diversa, la realtà ben più preferita e praticata è il conformismo, l’omologazione, il parlare e pensare per slogan.

     “ Considerata nell’ambito dell’adattabilità, la creatività è un fallimento, una malattia e una fonte di infelicità” (Ludwig von Bertanlaffy, richiamandosi a Egon Friedel) “Il livello massimo di adattamento, di equilibrio e di omeostasi non può essere seguito da alcuno che sappia dare al mondo una sola idea: Seyle (1) compreso, che ha certamente pagato per averlo saputo fare ” (2).

           “ Poiché il pensiero creativo è la più importante fra le cose che rendono l’uomo diverso dalle scimmie, esso dovrebbe essere trattato come una merce ben più preziosa dell’oro e protetto con la massima cura ” (3).

gregge - da blog pascolovagante

(foto presa da da blog pascolovagante)

         “ Siamo troppo abituati, purtroppo, a fare la parte di un semplice numero quando siamo al lavoro [purtroppo per questo basta essere passivi; e non sempre è possibile intervenire ad ogni comportamento idiota, italo-becero-sessista]  Guardate le offerte di lavoro nei giornali.   La maggior parte ricerca una persona «creativa».  Personalmente sorrido amaramente di fronte a questi annunci, perché alla prova dei fatti una persona veramente creativa il più delle volte disturba e finisce mobbizzata.

           Parliamoci chiaro: le aziende ricercano persone che eseguano semplicemente le mansioni a cui sono preposte [e ciò qualche volta può spesso anche essere la sola reale necessità], non impiegati che si lancino in grandiosi progetti e propongano rivoluzionarie soluzioni.   La triste realtà è che chi ha nuove idee o dissente dall’opinione generale viene generalmente frenato, e che la creatività dei singoli dipendenti, lungi dall’essere percepita giustamente come una risorsa insostituibile per l’azienda, viene regolarmente ritenuta un fastidio e un disturbo, se non una vera e propria minaccia allo status quo delle cose(4).

      Io queste esperienze le ho constatate ascoltando gli utenti durante il tirocinio da psicologo; « a volte ho avuto qualche idea creativa (che rispetto al livello generali spiccava pure), invariabilmente scontratasi con la grettezza di capi inetti o con l’omertà dei colleghi, ma sostanzialmente in un contesto malato.  Quando poi alla creatività è subentrato il titolo di studio (Laurea), le cannonate si sono sprecate: cacciato via per 8 anni, con l’avallo del Ministro relativo e di altri sedicenti “capi”   ».

Ma non basta sentirsi o dichiararsi creativi, non-pecore: bisogna esserlo, cercare di esserlo il più possibile. 

(1) Hans Seyle, “scopritore” della teoria dello stress psicofisico

(2) Testi tratti da Ludwig von Bertanlaffy, Teoria generale dei sistemi, 1969

(3) Hall A.D.,  A methodology for systems engineering, 1962   [cit. in (2)]

(4)  Ege H., Mobbing, conoscerlo per vincerlo,  2001

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