I legittimatori della violenza


            Ogni gruppo umano (coppia, famiglia, azienda, squadra, ufficio, città, nazione) vive di regole mai confessate, vergognose, violente, basse, che prescindono dal motivo ufficiale del gruppo.  La Prima regola di ogni gruppo è l’Omertà: non si deve mai attaccare o nemmeno criticare un membro del gruppo, se poi lo si denuncia all’esterno diventa peccato mortale (in senso letterale).  Chiunque ha lavorato in qualsiasi posto sa le violenze che avvengono all’interno, e ha constatato l’assoluta forza dell’Omertà: tu che leggi cosa ne pensi?   A questa regola farebbero eccezione le “forze dell’ordine”, le “istituzioni”  ?  La risposta dalla tu; secondo il comportamento dei legittimatori che poi elencheremo invece, sembra di no: “Le istituzioni sono pure, al servizio dei cittadini !!!”.  Un contesto così si chiama “farsa”, e farlo a spese dei cittadini si chiama “truffa”.

 

   Il gruppo deve presentare un’immagine di coerenza, armonia interna, deve fingere di fare quello che dichiara esplicitamente.   Ogni pubblicità commerciale funziona in questo modo.  Le aziende però corrono il rischio di essere smascherate, e giustamente sputtanate, o di perdere denaro: il gruppo-nazione no, un governo non viene mai rovesciato, non fallisce mai perché ha il monopolio sui cittadini-schiavi, e anche perché molti finti  intellettuali fanno proprie le suddette regole del gruppo-nazione, sia attivamente (come vedremo) che, peggio e praticamente sempre, passivamente.

      In ogni gruppo-nazione c’è una quota, variabile ma ineliminabile, di propaganda: ogni nazione esattamente come ogni ditta fa la sua pubblicità: “noi siamo buoni, noi siamo ****** ! “ (***** = può essere senegalesi, turchi, islandesi, bulgari, tutto) : i messaggi sottintesi sono: noi siamo migliori degli altri, i soldati degli altri sono crudeli, i nostri sono eroi che si sacrificano per la libertà.  L’unica differenza è tra “noi” e “loro”: non si valutano i comportamenti ma, come fanno gli animali da branco, l’appartenenza ad un branco  o l’altro: c’è poca scienza, poca psicologia, poca etica in questo farsi animale da branco.

       Ogni gruppo funziona in gran parte come soggetto a sè stante, autonomo, ben distinto dai singoli membri.  Se il gruppo (non parliamo dei singoli) fa qualcosa di grave, di diverso o addirittura fa l’opposto di quanto dichiara, la causa, la responsabilità e la colpa non è tanto dei singoli quanto dell’intero gruppo, e del capo.  In quasi tutti i gruppi, e più che mai in quelli pubblici, il capo è un incompetente che ha acquistato potere leccando i capi, adulandoli, fingendo di non vedere i peggiori comportmenti (quelli che vedi tu nel tuo posto di lavoro), applicando rigidamente la Regola dell’Omertà: in psicologia si chiama “potere incompetente”, cioè quel “capo” sta sulla poltrona ma non sa far nulla se non coprire tutte le indegnità del branco (invece il “potere competente” sa riflettere sulla propria incompetenza, conosce i suoi limiti, non idealizza né fa mitologia, è umile e autoironico).   Possono fare eccezione i “capi” delle “istituzioni” e delle “forze dell’ordine”  ?  E, diciamolo, le “forze dell’ordine” possono fare l’esatto opposto di quello che dichiarano, cioè violenze illecite ? Già porre questa domanda è rischioso.

       Ma il 23/10/2015 branchi di “psicologi” non proprio informati, con il loro inequivocabile comportamento diranno “No, lo Stato, il ministero dell’interno non fanno violenze: ma che siamo matti !  W l’Italia !!” .  Lo diranno pragmaticamente con la loro acritica partecipazione al “convegno”  “Psicologia, ordine pubblico ed emergenze collettive”  .   I soggetti specie collettivi che vi parteciperanno legittimeranno l’immagine propagandistica dello “Stato italiano” e del “ministero dell’interno” come soggetti buoni, e che fanno solo quello che dicono, e certamente non fanno mica violenza !  Insomma, siamo a “Il Mulino Bianco”, i toni non sono quelli de “Il Maresciallo Rocca”, nè quelli di decine di film trash che hanno (più onestamente di questi psicologi) notato il farsesco tragicomico di “forze dell’ordine” e “forze armate”.   No, i toni sono da “Don Matteo” cioè che fanno ridere anche i bambini: e come si chiama questa ?   Deontologia da psicologi ?

    Sappiamo che esistono mille pizzerie la cui attività principale non è fare pizze, come dichiarato, ma l’estorsione o lo spaccio di droga, però costoro parleranno solo di pizze, come se un pizzaiolo che anche una sola volta vende 2 etti di marjuana non fosse un criminale.    Questi soggetti, pragmaticamente, affermeranno “la pizzeria-Italia fa solo pizze !  si le altre pizzerie possono compiere violenze e soprusi, aggredire, umiliare, vessare, ma la nostra no ! ” : ancora, la sola differenza e tra “noi” e “gli altri”; ovviamente un animale da branco non si rende conto di esserlo.

    A parte che tutti sappiamo che tutti i luoghi “di lavoro” sono luoghi prevalentemente di violenza e prostituzione.  A parte questo, a parte che per stabilire se un soggetto è infame, indegno, violento e criminale non serve alcuna sentenza o perizia (la propaganda ci spinge a crederlo ma non è così: una aggressione con violazione di domicilio, con prove, E’ una aggressione con violazione di domicilio) ,  dal lontano 2012 c’è anche la sentenza ufficiale, formale:  il “ministero dell’interno” è violento, fa violenze consapevolmente, nonostante denunce, nonostante le vittime avessero chiesto di smettere, come un cancro danneggia gli altri e si danneggia da solo, ed è stato anche condannato.

   Il “ministero dell’interno” fa violenze, ed è stato condannato.

   Con quale faccia i soggetti parteciperanno al “convegno” ?  Possibile dai fatti di Genova 2001 non abbiano mai guardato manco la TV ? Le migliaia di persone violentate e uccise sooprattutto passivamente dal “ministero dell’interno” (per incompetenza diffusa) non gli sono note ?   Nessun tedesco sapeva dei campi di concentramento ?  In occidente non si sapeva dei gulag sovietici ?

     Ripetiamo: le condanne non hanno quasi alcuna necessità per stabilire certe cose palesi e autoevidenti, tutti i “ministeri” e le “istituzioni” meriterebbero quella condanna, se solo ci fossero psicologi ad aiutare veramente i cittadini e le vittime, invece che a mettersi dalla parte dell’aggressore e a colpevolizzare le vittime, o a fare “ricerche scientifiche” solo per il proprio narcisismo, o a fingere di aiutare “il paziente” senza mai nemmeno osar pensare la benché minima critica ai colpevoli, ai responsabili del violento contesto sociale. 

      Il convegno-farsa citato vede ben 8 interventi del “ministero dell’interno” autore di violenze, e un branco di sedicenti studiosi,  tutti rigidamente schierati, acritici, sorridenti, che si spelleranno le mani dagli applausi come i membri del PCUS dopo un discorso di Stalin.  Il “convegno” vanta addirittura un “comitato scientifico” (!)  a cui evidentemente sfugge “qualcosa”, “professori” ben inseriti nel sistema-Italia.  Uno dei soggetti più violenti del mondo che tenta di ripulirsi, e “psicologi” che si prestano a fare le comparse.  Una farsa tragicomica, “psicologi” al servizio del potere che legittimano la violenza e i violenti.

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