Chi sono

 

    hAtensioNe ! complotto! disklaiMerd: qui ci sono scritte un mucchio di cazzate, come in tutti i siti dello “Stato”, delle “istituzioni” e dei “media”: se invece le prendi sul serio è una tua scelta.

Facciamo schifo ma abbiamo l esclusiva - imm da Largo all avanguardia yt

    ANCHE IO a volte, credo poche, sono stato indifferente e insensibile; MAI lo sono stato per questioni di salute, o gravi, e meno che mai per questioni di sicurezza; MAI (come questo “Stato”) di fronte a denunce esplicite e scritte. Anche io seguivo la TV fino a circa il 2010, anche io ho fatto delle cose solo perché le vedevo in TV, anche io credevo nella “psicoterapia” e che gli psicologi fossero tutte persone dotate di etica, pronte ad aiutarci.

    Se leggi qui significa che non hai un ca*** di meglio da fare  Occhiolino  Sono una persona, chiamata “Massimo D’Angeli”;  ascoltando Silvano Agosti ho capito che la maggior parte dei ruoli che viviamo sono maschere in cui siamo costretti, finzioni: per avere un minimo di riconoscimento (a pagamento) siamo socialmente costretti ad adattarci a ruoli convenzionali, comportamenti, ad appartenere ad un gruppo, a sentimenti che quasi mai sono nostri: “l’ingegnere”, “il maestro”, “la donna”, “l’italiano”, “lo scienziato”, “lo psicologo”, “il laziale”, “il cinese” eccetera.  Tutti i ruoli e tutte le “identità” di gruppo (che vanno sempre di moda nonostante le 2 guerre mondiali) riducono la persona a qualcosa di inferiore, meno libera.

     Ma come è possibile che una persona diventi un ruolo, che si riduca ad una funzione (anche se privilegiata?).  Fino al 1500 cosa facevano gli “ingegneri” ? Un “professore” è diverso da una persona ?  E’ preoccupante che anche gli psicologi (che sono tenuti a conoscere queste distorsioni sociali) si nascondano dietro i ruoli: “lo psicologo”, “noi psicologi” (la cosa più patetica e inutile) e “lo psicoterapeuta” si nascondono dietro questi ruoli pur di non comportarsi da persone, responsabili, si accontentano dell’elemosina dell’appartenenza a un gruppo (uno qualsiasi) rispondendo con un “non mi compete”.

    Grazie ad Agosti ho capito anche che i rapporti tra adulti sono basati sulla menzogna e la finzione, sul nascondersi dietro ruoli o gruppi o “non mi compete”, senza per questo idealizzare un mondo puro che è impossibile.

Dado Star-fagioli

        Il mio Maestro di vita è stato Roberto Freak Antoni: chi ha la fortuna di averlo conosciuto potrà capire quanto segue: io sono un “perdente” (1).

       Ribadendo che i ruoli sono invenzioni e costrizioni,  sono fuggito dal contesto malato chiamato “pubblica amministrazione”, studio il tabagismo  (fumo di tabacco) che è la prima causa di morte evitabile in Italia, ambito in cui faccio attivismo socio-politico (volontario); seguo un po’ la società,  l’arretratezza socioculturale italiana (pizza-e-mandolino), il degrado dei posti di lavoro, la notevole inconsapevole irrazionalità umana – inclusa la mia! – che emerge invariabilmente e peggio in gruppo (cfr Stuart Sutherland "Irrazionalità"); ribadendo che i ruoli non mi piacciono, comunque mi sono laureato in psicologia diventando “psicologo” (Ordine psicologi Lazio n. 13960) , dissentendo da scelte (soprattutto passive) conservatrici, irresponsabili, e a-scientifiche (soprattutto dalle sue omissioni circa il fumo).

          Come musica mi piacciono Lucio Battisti (soprattutto quello con Panella), gli Skiantos (amo il Genio purtroppo scomparso Freak Antoni), i Talk Talk e i Pink Floyd, la musica medievale e andalusa, Elio e le storie tese, i CCCP, Enzo Carella, Edoardo Bennato; suono il basso elettrico. Mi piace l’informatica.  Vedo pochi film, amo Peggio di così si muore, quelli di Kubrik.   I miei libri preferiti sono:

  • Kafka:  Il processo; La metamorfosi; Il castello
  • Orwell G., 1984
  • Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., Pragmatica della comunicazione umana, 1971
  • Watzlawick P. (a cura di), La realtà inventata – contributi al costruttivismo, Feltrinelli
  • Watzlawick P., Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli
  • poi Céline, ancora Orwell, Douglas Adams,e Verolini con il suo “Il Dio laico”
I MIEI MAESTRI DI VITA
  • Roberto “Freak” Antoni (intelligenza, umiltà, (auto)ironia)
  • Silvano Agosti (essere umano)
  • George Orwell (Eric Arthur Blair, giornalista scrittore autore di “1984”)
  • Winston Smith (personaggio principale di “1984”)
  • Céline  (scrittore di “Viaggio al termine della notte”)
  • Giorgio Gaber  (cantautore)
  • Paul Watzlawick  (psicologo)
  • Pierpaolo Pasolini (persona)

 

alcuni amici che pensano con la propria testa, non pecore da gregge :

  • Marco Sicco
  • Cristina Garbini
  • Roberto Verolini
  • Tiziana Ferro
  • Gianni Ferretti
  • Daniele Bolognari
  • Manuele Mariani
  • Alessandra Consoli
  • Anca Ardelean

(1)  [è una canzone, e per capirla bisogna ascoltarla cioè comperarla, e conoscere il Maestro Roberto “Freak” Antoni , è del bellissimo album “Dio ci deve delle spiegazioni.  Possibilmente convincenti”  ]

IO SONO UN PERDENTE  (Skiantos)

(Perché io sono il tipo, caro il mio pubblico, cari i miei trottolini,  che se gli gira scrive una canzone, capito? La scrive e la viene qui a cantare, e ve la canta e ve la suona. Capito chi sono?)

Io sono un perdente, si vede e si sente
poco interessante, per niente brillante.
Io sono un perdente, nascosto fra la gente
divento trasparente, per non essere invadente.
Ma la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai .
E la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai
vedrai,vedrai…te lo faccio vedere io chi sono .

Io sono un perdente, contrario di vincente
poco interessante, per niente seducente, per niente…
Io sono tu sai cosa, e ho una vita noiosa
ma pur sempre cosciente, di esser perdente, comunque…
La prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai .
E la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai
vedrai,vedrai…te lo faccio vedere io chi sono .
(Nessuno può dire di conoscermi davvero caro il mio pubblico, caro nel senso di abbreviazione di carogna, perché io sono il tipo che se gli gira, affitta un Jaguar e va a bersi un caffè al Danieli di Venezia alle 4 del mattino, capito chi sono?)
Io sono un perdente, eterno secondo
alla gara di fondo, della fine del mondo .
Ma la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai .
E la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai
E la prossima volta, ci metto più grinta
mi serve una spinta, e allora vedrai
vedrai,vedrai…te lo faccio vedere io finalmente chi sono, chi sono veramente
Io sono un eterno sconfitto, un perdente, come già ribadito precedentemente, evidentemente, ed altri avverbi con “mente”, io sono un perdente, ma pur sempre un essere umano.  Ti prego, dammi una mano.

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Nunzio Carcello
    Mar 19, 2012 @ 00:50:44

    Una volta ho incontrato sul treno una ragazza e attaccando bottone mi disse dopo un pò che lavorava come segretaria in uno studio di un tuo collega e io ingenuamente dissi:- Ma chi ci và in un posto del genere avrete pochi clienti credo o mi sbaglio?Lei mi disse una cosa che non ho mai dimenticato e ancora adesso mi turba.Mi disse:In quel posto prima o poi ci passano tutti ne sono convintissima è solo questione di tempo.Caro Massimo i tuoi temi sociali mi piacciono molto anche se non li ho ancora letti tutti.Quindi ti prometto che avrei piacere di cercare te quando sarà il mio turno.Io non sono Napolitano, nella scala sociale valgo poco però vorrei farti lo stesso i complimenti x il tuo fantastico blog!

    Rispondi

    • massimodangeli
      Mar 19, 2012 @ 16:32:29

      Grazie per il commento e i complimenti; vorrei chiederti, con “tuo collega” cosa intendi ? Psicologo?
      Il mio contributo contro il mobbing è nel link che ho messo in fondo alla pagina dedicata a Carbone, purtroppo per capire cose NON INTUITIVE (anzi “controintutive) ci vuole tempo (sono 54 pagg), ma non ci sono alternative; ma volendo si possono saltare delle parti del testo. Grazie ancora.

      Rispondi

  2. massimodangeli
    Mar 19, 2012 @ 21:43:28

    Aggiungo che questa società è fatta in modo che i SUOI problemi vengono scaricati sui singoli: le psicopatologie (documentate s-c-i-e-n-t-i-f-i-c-a-m-e-n-t-e) dei luoghi di lavoro vengono scaricate sui singoli. Quindi i clienti degli psicologi (psicologi del lavoro: ce ne sono tanti) dovrebbero essere i tanti dirigenti, ogni ministro del lavoro, tutti i ministri della P.A. e tantissimi parlamentari.

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