L’attribuzione causale: i nostri errori quotidiani

l'attribuzione causale

     Un ottimissimo libro indispensabile per capire gli errori quotidiani che tutti compiamo quasi sempre nelle situazioni sociali, le distorsioni sistematiche della nostra mente quando attribuiamo la causa di un qualsiasi cosa.  Tutti pensiamo di capire, invece la nostra mente fa errori sistematici che se lo stomaco fosse come il cervello sarebbe tutto bucato.  Attribuiamo a noi e agli altri intenzioni, colpe, sentimenti, responsabilità, sensibilità, in modi spesso irrazionali ed errati; colpevolizziamo le vittime invece dei criminali, riteniamo più responsabile la persona che la situazione (ma solo quando non siamo noi ad agire), siamo tutti bravi a dare consigli quando conosciamo già i risultati.  (il libro si trova usato; qui una sintesi non del libro ma della materia).   Gli autori sono Eraldo De Grada e Lucia Mannetti (1992).
INDICE

1. I modelli classici.
L’AC nella "analisi ingenua dell’azione" secondo Heider.  Il mod dell’inferenza corrispondente secondo Jones e Davis.  L’AC come analisi "ingenua" della varianza: il modello ANOVA di Kelley.  Quando attore e osservatore coincidono.                                           %

Altro

L’umanaio globale; proposte da Zinoviev

(estratto dal libro di Zinoviev "L’umanaio globale" http://www.spirali.it/libro/9788877704702/lumanaio-globale/  )

" Conserva la dignità personale. Tieni gli altri a distanza, inclusi gli amici più intimi. Soprattutto questi ultimi, perché sono loro i primi a cercare di diminuire la tua autocoscienza, di farti diventare un “insetto”. Mantieni l’autonomia di comportamento. Tratta gli altri con rispetto. Sii tollerante verso le convinzioni e le debolezze altrui. Non umiliarti, non strisciare, non piaggiare. Non guardare gli altri dall’alto in basso, anche se si tratta di nullità che meritano disprezzo. Dai a ciascuno il dovuto. Non ingigantire la nullità. Chiama genio il genio. Chiama eroe l’eroe. Tieniti alla larga dagli arrampicatori sociali, dagli intriganti, dai delatori, dai calunniatori, dai vigliacchi, e dagli altri essere malvagi. Esci dalla società dei malvagi. Discuti, ma non litigare. Conversa, ma non sproloquiare. Chiarisci, ma non predicare. Se non ti chiedono, non rispondere, Non rispondere più di quanto ti chiedano. Non attrarre l’attenzione. Se puoi fare a meno dell’aiuto degli altri, evitalo. Non imporre il tuo aiuto. Per un servigio volontario non attenderti lodi. Non insinuarti nell’animo altrui, e non lasciare che nessuno si insinui nel tuo.                                                       (segue % )

Altro

I legittimatori della violenza

            Ogni gruppo umano (coppia, famiglia, azienda, squadra, ufficio, città, nazione) vive di regole mai confessate, vergognose, violente, basse, che prescindono dal motivo ufficiale del gruppo.  La Prima regola di ogni gruppo è l’Omertà: non si deve mai attaccare o nemmeno criticare un membro del gruppo, se poi lo si denuncia all’esterno diventa peccato mortale (in senso letterale).  Chiunque ha lavorato in qualsiasi posto sa le violenze che avvengono all’interno, e ha constatato l’assoluta forza dell’Omertà: tu che leggi cosa ne pensi?   A questa regola farebbero eccezione le “forze dell’ordine”, le “istituzioni”  ?  La risposta dalla tu; secondo il comportamento dei legittimatori che poi elencheremo invece, sembra di no: “Le istituzioni sono pure, al servizio dei cittadini !!!”.  Un contesto così si chiama “farsa”, e farlo a spese dei cittadini si chiama “truffa”.

Altro

L’invidia, una confessione di inferiorità

E’ il sentimento più nascosto, di cui ci si vergogna perché è un’ammissione di inferiorità.   Il peggio avviene quando questa “inferiorità” (1)  non viene da fattori “oggettivi” (ammesso e non concesso che possano esserci, es. una gara sportiva, lo stipendio, la grandezza di una casa) o sociali (la posizione lavorativa, lo status e l’immagine sociale), e nemmeno dall’inesauribile fonte che è la società (dei consumi, dell’immagine, dell’apparire), ma da una gara che l’invidioso si costruisce principalmente da solo, in solitario, nella sua mente, senza che nessuno, nemmeno a livello sociale, abbia sollevato nemmeno implicitamente il problema: l’invidia che nasce da dentro, quindi ineliminabile. 

        Qualsiasi cosa fa o pensa l’invidioso non fa che peggiorare la sua situazione, lui si è creato una trappola e ci sbatte il muso. E’ purtroppo vero che la società propone sempre più confronti e modelli competitivi, ipercompetitivi, [e sembra che va sempre peggio] ma non tutti sono invidiosi, e soprattutto non tutti lo sono al punto da danneggiarsi da soli.  E per non danneggiarsi con la propria invidia non serve avere qualche oggetto di lusso, o qualche qualità personale eccezionale: bisogna solo smettere di partecipare alle competizioni ed essere se stessi.  Anche quella dell’autostima è una frottola, perché i nostri pensieri su noi stessi sono già molto distorti da mille fattori e inseguire l’autostima è come invidiare qualcosa.

Altro

Come rendere impossibile il pensare

TV the only window to the world

“  Fine specifico della neolingua non era solo quello di fornire … un mezzo espressivo che sostituisse la vecchia visione del mondo e le vecchie abitudini mentali, ma di rendere impossibile ogni altra forma di pensiero
(G. Orwell, 1984 ; Appendice, I principi della Neolingua)

Meccanismi sociali che ci impediscono di pensare e agire con la nostra testa

  • Rivolgiti alle emozioni; la propaganda deve essere indirizzata alle emozioni, e solo in parte limitata al cosiddetto intelletto
  • Mantieni il messaggio semplice: la recettività delle grandi masse è molto limitata, la loro intelligenza è piccola…
  • Ripeti il tuo messaggio costantemente: le tecniche di propaganda devono ridursi a pochi punti e ripeterli in continuazione ”    (Adolf Hitler)

TV consume conform fear

Silvano Agosti–alcuni suoi pensieri

      Ti senti alienato, solo ? Ti sembra che il mondo va per conto suo, in direzioni che non ti appartengono ?   Soffri inutilmente nei posti di lavoro ? Non credi affatto nel culto del “lavoro” ?  Ti sembra tutto storto, vedi menzogna, vergogne, condizionamenti mediatici, giornalisti leccapiedi, politica-circo, degrado sociale, ignoranza, farse, miti dell’efficienza e delle prestazioni ?   Senti veramente difficoltà a conformarti alle norme sociali ?  Hai il coraggio di andare controcorrente, anche da solo ?

Silvano-Agosti

      Ho trascritto da filmati di Youtube alcuni interessanti pensieri di Silvano Agosti in questa PAGINA ;  dalla pagina puoi scaricare una playlist dei brani inMp3 così da poterli ascoltare come sottofondo.

prima di dire che una terapia funziona, chiedilo al cliente

 

When you look at the data, they are, by and large, disappointing. There typically is a 25%-30% drop in symptoms, maybe slightly better than what we find when we give people placebo pills.

The question is: Are our patients really getting better, or do they just meet the statistical cutoff for improvement? Until your patient says to you, «It’s over and I feel fully alive now» and is joyously engaged in the present, nobody should claim victory.  ”

(B. van der Kolk, L. M. Najavits, 2013)

I 12 “bias cognitivi” che ci impediscono di essere razionali

I 12 “bias cognitivi” che ci impediscono di essere razionali.

Tutti, a prescindere da qualsiasi valutazione di “salute mentale” o “patologia” siamo convinti di vedere bene, ma ci sbagliamo.  Compiamo degli errori SISTEMATICI per dei limiti della nostra mente: nessuno è perfetto !

Lo dice la ggente, quindi è vero !

Sto leggendo Psicologia delle folle (Gustav Le Bon ) scritto 120 anni fa (1895) mi sembra suggerito qui. Nonostante il linguaggio, visto da oggi, sia semplicistico (nel frattempo sono sorte la sociologia e la psicologia sociale quest’ultima con veri esperimenti), mi sembra proprio una bibbia. Cercherò di usarlo per guardarMI con molta umiltà, e lo suggerisco .
Le prime 3 citazioni sono scritte proprio per "noi" OKKIO 😉
– "Questa comunanza delle qualità consuete ci spiega perché le folle non saprebbero compiere atti che esigano un’intelligenza elevata. Le decisioni di interesse generale prese da un’assemblea di uomini scelti, ma di diverse attitudini, non sono sensibilmente superiori alle decisioni che prenderebbe una riunione di imbecilli."
– Comune livello dello scienziato e dell’imbecille in una folla.
– La qualità mentale degli individui di cui si compone la folla non smentisce questo principio. Questa qualità non ha importanza. Dal momento che sono in folla, l’ignorante e il dotto diventano egualmente incapaci di fare osservazioni.

Altro

Contento di essere comandato ?

Bennato_edoardo incazzato 2

Immagine

“Italiano?”, “francese?”, “cinese?”, “americano?” . No.

E.V. Debs - I have no country I am a citizen of the world - cittadino del mondo

Immagine

L’autorità dello Stato non è necessaria

 

   I media, i politici, la società, ci fanno credere che “i politici” abbiano un potere che è tutto necessario al nostre bene, ci fanno credere che deve esistere uno Stato con la forma che conosciamo.  Invece il potere può essere molto meno coercitivo.

          Ci sono società in cui “Il capo invece è il depositario di un paradossale potere che non può nulla, è colui che parla a nome della società, costantemente sotto sorveglianza: la società vigila per impedire che il prestigio derivato dal privilegio della parola si trasformi in Un potere separato e trascendente, in dominio”.     Insomma, dobbiamo sorvegliare e possiamo criticare costantemente chiunque si investa di un potere pubblico: amministratori, sindaci, politici, ministri, presidenti; e se si comportano male possiamo lanciargli invettive, pomodori, uova marce.   Ce lo spiega Pierre Clastres in “Anarchia selvaggia. Le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re”, recensito qui da Alfabeta2.

Il prodotto dei cialtroni che scaldano le sedie al ministero dell’interno: agenti che cantano “Faccetta nera”

    Quando raccontano le favolette tipo non riusciamo a sconfiggere la mafia perché non abbiamo i soldi, pensa che questo è ciò che fanno le forze dell’ordine, per “colpa” innanzitutto di ministri, prefetti, capetti vari, dirigenti, e dei giornalisti lettori di veline e reggitori di microfoni.

“Mi hanno rotto … un braccio, una gamba, 10 costole, avevo la testa come una palla di rugby, ecchimosi dappertutto. mi hanno picchiato con i manganelli alla rovescia. cantavano «Faccetta nera» ”.  Quando gli stranieri ridono, magari pensiamo a questo …

rappresentanti delle istituzioni addestrati a cantare “Faccetta nera”

The long road toward an evidence-based policy

find the courage to abandon the silly idea that policy decisions can be judged just by some minor effects on our own little yard. Policy decisions have broad, dynamic consequences on our society as a whole, and we have to judge them on this base. That means we have to work hard to grasp every aspect of a decision in order to correctly evaluate it. No easy, ideological shortcuts allowed. We must get used to that. And we must also find the courage to support even those laws that will eventually undermine some of our own comforts, if these laws are reasonably fair and have a good overall effect on our society. We must always keep in mind that the advantages of good laws will eventually exceed every immediate, limited discomfort. Last, but not least, we have to forget about ideologies and political parties, and start spending our votes coherently with our evaluations of politicians’ decisions.

viaThe long road toward an evidence-based policy.

Uccideresti una persona ? con una scossa elettrica ?!

Se la tua risposta è "Si" sei l’unico che ha già capito che parliamo dello storico esperimento sull’obbedienza all’autorità di Stanley Milgram (clicca per leggerlo su Wikipedia), pubblicato nel 1974.   Anche per spiegare l’olocausto (allo scopo era stato pubblicato da poco anche il lavoro di Hannah Arendt "La banalità del male", in cui l’autrice già intuiva quanto poi dimostrò Milgram) questo psicologo statunitense fece un vero esperimento scientifico, di psicologia sociale.  I risultati scioccarono il mondo, (ma sono presto stati rimossi Occhiolino  ),  il contesto può trasformarci in assassini, i pochi minuti.  La normale tendenza ad obbedire all’autorità (che abbiamo tutti), anche alla semplice autorità di uno scienziato, ci può portare a dare scosse a sconosciuti che non ci hanno fatto niente, di 450 volt, mentre loro gridano, chiedono di finirla, implorano o svengono.  Milgram pubblicò un annuncio: "Cercasi persone per esperimento scientifico sulla memoria e l’apprendimento" col suo nome e firmato anche da "Department of psychology – Yale University", col quale reclutò alcune decine di persone. 

Obedience to authority Milgram’s experiment (inglese)
Esperimento Milgram (sottotitoli in italiano)
(versione brevissima 100 secondi–animazione)

        All’università, luogo prestigioso e autorevole, gli spiegava per bene l’esperimento "Pensiamo che l’apprendimento mnemonico migliori se durante l’apprendimento ci si aspetta una punizione in caso di errore.  Temendo la punizione il soggetto si sforza di più; vogliamo verificare scientificamente questa ipotesi".   Poi "Lei leggerà delle coppie di parole, poi delle parole varie, chi apprende deve indovinare quale delle parole varie appartiene alla coppia, deve ricordarsi la coppia. Quello lì che vede dietro il vetro è la persona che apprende: quando sbaglia una risposta lei deve punirlo con una scossa elettrica, da 15 volt in su a passi di 15 volt, sempre a salire fino a oltre 450”.    La scossa era finta, e quello che stava apprendendo fingeva di ricevere la scossa, era un attore ma …. i soggetti dell’esperimento tutto ciò non lo sapevano !

Il contesto in cui vennero calati i soggetti era tale da bloccarli, da fargli considerare preminente il rapporto con lo scienziato.  Inoltre gli veniva fatta sentire una scossa di prova, a 45V, l’unica vera.  La variabile manipolata era solo il contesto, non la persona: un medico, un avvocato, un giudice, un membro di giuria di tribunale che non conosce o non capisce questo fatto dimostrato, o che non accetta di essere facilmente manipolabile, commette degli errori madornali e gravissimi (es. le condanne con aggravante per cosiddetti “futili motivi”).  Questi errori sono sistematici, dimostrati in modo scientifico, la conoscenza di ciò è rarissima, e l’accettazione di questi fatti dimostrati è ancora più rara, anche tra psicologi scaltri.  L’astrarre la persona dal contesto è uno sport facilissimo.  Ci sono psichiatri pronti a firmar diagnosi di “…”esibizionismo” alla vista della foto di uno che si sbottona i pantaloni, senza voler notare che la foto era scattata  … nel bagno.

      Durante gli esperimenti variavano diversi parametri (distanza, tempi, tono, persone) ma il risultato fu sconvolgente: diversi soggetti davano scosse (per loro vere!) anche di decine o centinaia di volt, anche mortali !  Stanley Milgram ha dimostrato che con la semplice autorità (*) di uno scienziato, si poteva indurre persone normalissime ad uccidere degli altri.  Ecco la tabella originale dei risultati principali :

Milgram libro Obbedienza autorità - schema risultato principale

La 3a colonna riguarda la situazione 1 (comprendeva 40 soggetti), in cui chi doveva apprendere non era visto né sentito (ma si potevano sentire i pugni di protesta sul muro, con le scosse alte); si vede che il 62% di quelle persone giunse a somministrare la scossa massima, 450 V: ricordiamo che per morire bastano i 220 V di casa.   Con le restanti altre 3 situazioni (ciascuna con 40 soggetti) prima la vittima poteva essere ascoltata (feedback vocale), poi ascoltata e vista (entrambi nella stessa stanza), poi anche toccata (foto sotto).  Si vede che più la vittima è percepita vicina, prima si fermavano.   Nella situazione 2 si udivano i lamenti di fastidio, poi di dolore, poi le grida, il pianto (!), le suppliche a voler abbandonare l’esperimento (!!), poi “grida agonizzanti” e con le ultime scosse il silenzio ad indicare una persona ormai svenuta o morta (!!); a volte i soggetti (chi dava le “scosse”) volevano smettere, lo dicevano, ma allo scopo erano previste delle risposte standard dallo sperimentatore “Per favore continui”, poi “L’esperimento richiede che lei continui”, poi “E’ assolutamente necessario che lei continui”, e “Lei non ha scelta, lei deve continuare”.

Milgram libro - foto 2 soggetti e reazione

(Il soggetto somministra una “scossa”, la vittima grida dal dolore)

Anche ascoltando le precise suppliche (situazione 2) ben il 62,5 % delle persone arrivava all’obbedienza massima: con un annuncio, l’autorità di uno scienziato e pochi minuti di spiegazione si era riusciti a portare delle persone normalissime ad “uccidere” un altro.  Per uccidere non serve una particolare motivazione omicida: il contesto ci può far uccidere.  Con questo non si assolve chi esegue un omicidio, ma si vuole richiamare con forza (per chi è un uomo e non un servo) a tener conto di questi esperimenti.  (riduzione audiobook in Inglese

———————– ——————- – ———————- —————

         IL DEGRADO DEI “Posti di lavoro” malati :

       Ora riflettiamo un attimo e pensiamo a quanto sono infinitamente più potenti i  condizionamenti sociali a cui siamo sottoposti; pensiamo che anche noi stessi saremmo finiti a dare la “scossa mortale”.   Pensiamo a quanto più potenti e vincolanti sono le pressioni in un posto di lavoro ed abbiamo una spiegazione parziale ma più che sufficiente a dimostrare, scientificamente, che il lavoro può uccidere e di fatto uccide.  Le pressioni dell’ultimo caporale o capetto al lavoro sono sufficienti a creare contesti molto peggiori di quelli sopra citati: degrado, pettegolezzi maligni, invidie, violazioni delle più elementari leggi, pressioni, vessazioni, mobbing, minacce, autoritarismo, servilismo, aggressioni e tutto tranne che le sole violenze fisiche, sono il contenuto preminente dei posti di lavoro, anche e/o soprattutto quelli con lavoratori in uniforme (vedi dati ASL RM D) .  Inoltre anche aggressioni o forzature psicologiche “lievi” uccidono se ripetute per settimane, mesi o anni.  Questo avviene ora nei “posti di lavoro”.

      Migliaia di lavoratori anche della Pubblica Amministrazione sono sottoposti a tali torture psicologiche e cosa fa Sacconi ? Cosa fanno i ministri dell’Interno, e quello della Difesa ?  Addirittura abbiamo un incompetente doc chiamato Brunetta (Ministro Funzione Pubblica) che non solo contro il mobbing di concreto non ha prodotto nulla (c’è una legge approvata che tutto è tranne che prassi) ma addirittura se l’è presa con … le vittime, gli ultimi, gli impiegati e gli operai, chiamandoli “fannulloni” se stanno male al lavoro.  E cosa fanno i politici, i giornalisti ?

(*) E’ stata proposta una diversa lettura qui .