Magistrati condannati, carabinieri arrestati

           2 magistrati sono stati condannati pochi giorni fa perché hanno ignorato 12 (dodici) denunce di stalking da parte di una donna, che poi venne uccisa dal marito: gli facciamo i complimenti.  I magistrati sono esseri umani e sbagliano, anche con negligenza e dolo (La Stampa), ammesso che abbiano sempre voglia di lavorare.       La sentenza è l’applicazione di questa legge 117 del 1988 sulla responsabilità civile dei magistrati.   E’ singolare, osserva Il Dubbio, che non si sappiano i nomi di questi 2 magistrati.

      In Toscana ad Aulla invece 4 carabinieri sono stati arrestati, e 4 hanno avuto provvedimenti cautelari, perché praticavano “violenze sistematiche e metodiche” contro persone che portavano in caserma (Repubblica) e le sottoponevano a pestaggi.    (Questo succede in ogni paese, ma in misure molto diverse).            Secondo Il Fatto, i carabinieri avrebbero detto “Il pm Iacopini deve morire. E male anche”, poi cosa facevano: “orinare nei letti degli immigrati, picchiarli, violentarli. Poi discorsi mafiosi, contravvenzioni fatte per vendetta” (sempre secondo Il Fatto), in “4 caserme che sembrano un regno a sé.”.          Si leggono cose orribili e non proprio nobili su Il Fatto: “I negri sono scimmie”, “i negri devono magnare banane”, “mettere le mani addosso ai marocchini mi fa schifo perché puzzano”, “Se avessi i missili sbriciolo lui e la sua famiglia”. “Sanzioni date per vendetta, dicono i pm, e decine di verbali falsi” ““L’appuntato dopo aver contestato a una marocchina di aver guidato con una patente non valida in Italia, per annullare il verbale otteneva un rapporto sessuale a casa di lei”; ciliegina sulla torta: “Nell’orario di lavoro”.   segue un lungo elenco di nefandezze.

      Insomma, per la giustizia e la sicurezza, siamo a posto  Occhiolino

Cassese: l’Italia, una società senza Stato

(Il testo integrale è sul numero 1/2012 della rivista Il Mulino)

La lettura di Sabino Cassese al Mulino:

"L’Italia: una società senza Stato"
6 novembre 2011 – 00:27 di Luisa Torchia    [testo copiato !]
In un momento così difficile per il nostro Paese, la lezione dell’insigne giurista, tenuta nel cenacolo bolognese del Mulino davanti a un pubblico colto in cui spiccava lo stato maggiore della Banca d’Italia e la presenza dell’ex premier Romano Prodi, aiuta a comprendere i problemi di fondo dell’Italia e gli svantaggi che nascono dalla debolezza dello Stato.

Altro

Libro sul crollo russo post-zarista: per capire l’Italia guardandola dall’esterno

                 Essere “Straniero in patria” è lo strumento indispensabile ad ogni sociologo, o studioso di psicologia sociale o tutta, per capire un paese, un contesto.  Tutti siamo vittime della propaganda di ogni Stato; in Italia si è sempre raccontato che “i nostri soldati erano eroi che combattevano per la libertà” : la stessa identica cosa raccontata in ciascuna delle 170 nazioni del mondo.  Non si capisce come abbiano fatto questi eroi a invadere Grecia ed Libia, a gasare i cittadini dell’Eritrea.   

         Insomma è necessario vedere il proprio paese con gli occhi di uno straniero.  Riuscirci al 100% è impossibile, tutti siamo condizionati; riuscirci in parte è molto difficile perché le tue “certezze” saranno stravolte.   

Il crollo russo; dallo zarismo al bolscevismo.  Gayda V.

        Qui ti propongo un espediente per capire l’Italia:  se purtroppo sei nato in italia, allora sarai straniero mentre leggerai questo bello e utile libro di Virginio Gayda  “Il crollo russo: dallo zarismo al bolscevismo(vari formati).   Se ci aggiungi l’ingrediente della scaltrezza e della necessaria sfiducia in ogni Stato  Occhiolino, se ogni tanto ti viene un paragone anche con la tua patria, sei sulla buona strada per capire la forma di alcune radici storiche e sociali dell’attuale autolesionista e tragicomico disastro italiano.  Nel libro troverai la stessa irresponsabilità, il fatalismo, la cialtroneria, la disorganizzazione, le mentalità primitive e familistiche che vedi in Italia.

Le persone intelligenti fuggono dall’Italia

Fuga_dei_cervelli

“Nel 2000, il tasso di espatrio dei laureati si attestava al 7%.[3] Secondo una recente ricerca dell’Icom, solo riguardo ai proventi da brevetto, l’Italia avrebbe perso circa 4 miliardi di euro negli ultimi 20 anni. Inoltre, «il 35 per cento dei 500 migliori ricercatori italiani nei principali settori di ricerca abbandona il Paese; fra i primi 100 è addirittura uno su due a scegliere di andarsene perché in Italia non riesce a lavorare» ”  (wikipedia – fuga dei cervelli)

Tasse e Incompetenza ita secchio fuga cervelli

Renzi chatta a conferenza stampa UE con Schultz

Violenza contro una donna: condannato anche in appello il “ministero dell’interno”

[ENG] Violence against a woman: II degree sentence condemn again the italian self-called “interior ministry”  (see/click here I sentence – english).   In year 2007-8 Italy and “interior ministry” have allowed 2 years violence (as “Clockwork orange” or “Shining”), persecutions, harassment against a woman; him omissions caused serious damges, also a PTSD (for staying into an office: not under bombing or rape!).   After “only” 5 (five) years “interior ministry” receive a condemn for bullying, he must pay € 95.000,00 but instead of pay, he claimed a II sentence (against a victim, dead!).  

         II sentence has arrived exactly 3 year later 16/10/2015 (only 9 years after the violence) and condemn again Italy and “interior ministry”.  Italy confirm itself as a corrupt country, with strong self & etero distruptive behaviors: Italy damage citizens while damages itself, this is the essence of stupidity (see “Stupidity”, Prof. C. Cipolla) . 

stupid01

Exactly like in URSS communism (URSS sent his best scientists, best intellectuals, best workers and citizens into the Gulag).  The fact that this happens also now in all the world, is irrilevant.

                   Chi difende le donne ( e i cittadini in generale) dalla violenza contro di esse ?  Ovvio, le “forze dell’ordine”, cioè il “ministero dell’interno”.   Questo secondo le versioni ufficiali della propaganda.  

      Guarda tu cosa fa in realtà il “ministero dell’interno” alle donne. Già condannato il 16/10/2012 per mobbing contro una donna, non contento ha fatto ricorso, contro una morta (!)(nel frattempo la vittima era morta, probabilmente per le conseguenze), e ha perso anche in appello il 16/10/2015, esattamente 3 anni dopo, ma ben 9 (nove) anni dopo le violenze contro una donna: in 9 anni la Repvbblica Italiana ancora non si accontenta di concludere un suo comportamento immondo, continua a scavare per raggiungere livelli di aberrazione e autolesionismo assoluti. 

       Il 25/11/15 ci sarà la “Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” : guarda bene tu cosa vedi, leggi tu questa sentenza, e poi concludi da solo.

II grado 1

II grado 2

Cristo disperato

Altro

I legittimatori della violenza

            Ogni gruppo umano (coppia, famiglia, azienda, squadra, ufficio, città, nazione) vive di regole mai confessate, vergognose, violente, basse, che prescindono dal motivo ufficiale del gruppo.  La Prima regola di ogni gruppo è l’Omertà: non si deve mai attaccare o nemmeno criticare un membro del gruppo, se poi lo si denuncia all’esterno diventa peccato mortale (in senso letterale).  Chiunque ha lavorato in qualsiasi posto sa le violenze che avvengono all’interno, e ha constatato l’assoluta forza dell’Omertà: tu che leggi cosa ne pensi?   A questa regola farebbero eccezione le “forze dell’ordine”, le “istituzioni”  ?  La risposta dalla tu; secondo il comportamento dei legittimatori che poi elencheremo invece, sembra di no: “Le istituzioni sono pure, al servizio dei cittadini !!!”.  Un contesto così si chiama “farsa”, e farlo a spese dei cittadini si chiama “truffa”.

Altro

Lo Stato mente ?

“Lo Stato mente sempre” (Silvano Agosti)

Le aziende private mentono, le loro azioni crollano, i dirigenti si scusano.

E lo “Stato” italiano ?  Mente  ?  Ti costringe a pagarlo ?  Si è mai scusato qualcuno ??    (“Il Fatto” clicca)

Il Fatto - falso aggravato

policemen and lie

A che servono le “forze dell’ordine” ?

  • 1) Una persona denuncia alle “forze dell’ordine” uno psicopatico criminale: ecco come finisce la vittima, uccisa da una persona, denunciata.  I tumori dell’ordine sapevano tutto ma semplicemente non hanno fatto il loro l-a-v-o-r-o . 15/9/2015

persona uccisa da stalker le forze dell'ordine non fanno nulla

  • 2) Avrà imparato la lezione (siamo a livello di II elementare) il “ministero dell’interno” ?   Ebbene si !   Ecco, finalmente ha imparato a controllare il territorio (il primo motivo per cui si fa pagare): si tratta proprio di fatti ben noti al ministero: ecco il risultato il 9/10/15  (link Il Giornale, Il Fatto ):
  • incompetenza ministero interno
  • 3) L’incompetenza del comparto sicurezza-giustizia è strutturale.   L’ennesima donna che aveva denunciato stalking è stata inascoltata e quindi uccisa da un uomo stalker, il 21/6/2017 in provincia di Teramo (Il Fatto).    Il capo della polizia dopo ha detto “bisogna denunciare subito” ma la signora lo aveva fatto, solo che il giudice aveva archiviato le denunce: non le aveva capite, il giudice non aveva capito la serietà delle denunce.  Era una dottoressa oncologa, Ester Pasqualoni di 53 anni, accoltellata nel parcheggio dell’ospedale dalla persona che aveva denunciato.

In Inghilterra i problemi burocratici si risolvono in 3 giorni, con una email

@

(nel Regno Unito) “… L’Impero non c’è più, la burocrazia è rimasta, con il suo lato ottuso, come tutte le burocrazie.  Ma Internet li salva. Sul web è possibile risolvere ogni problema.   Uno dei commensali, inglese, racconta di essere rimasto stupito – addirittura lui inglese – perché credendo di aver versato più del dovuto di tasse ha mandato un’email all’Agenzia delle entrate.  Hanno verificato, aveva ragione e nel giro di tre giorni gli hanno riaccreditato i soldi sul conto corrente”  (1).   

omertà italiana - 4 scimmiette

           In 3 (tre) giorni e con email, in Inghilterra si comunica con la pubblica amministrazione, e si risolvono i problemi.  In 3 giorni, con le email.  Sicuramente non crediamo al mondo perfetto, ma sembra che la PA inglese risponde, risponde alle email, e considera gli abitanti cittadini: in ItaGlia siamo trattati da sudditi, la PA non risponde mai di nulla, dall’ultimo dipendente del rispettivo ente locale al poco maestoso Quirinale, nessuno risponde di nulla, i giornalisti (servili, col culto del sensazionalismo e del gossip) credono alle “istituzioni” più di un bambino di 3 anni che crede alla Befana (si veda come diffondono i comunicati “ufficiali”, con totale assenza del minimo imbarazzo: fusi con le “istituzioni”), l’omertà della pubblica amministrazione itaGliana è totale.

(1) (dal libro di Caterina Soffici “Italia yes, Italia no” )

La repvbblica delle Banane perde 1 miliardo al mese perché non usa tecnologie digitali, gratuite

            Ecco la pubblica amministrazione, ecco i ministeri, ecco i ministri, ecco i politici, i partiti, ecco “lo Stato”, ecco la Repvbblica ItaGliana: se rispettasse il programma UE usando le tecnologie digitali, risparmierebbero 1 miliardo al mese (calcoli del Politecnico di Milano – La Stampa). 

Il bello è che le tecnologie sono GIA’ disponibili, e gratis .       

1200 km di piste ciclabili in meno: perché l’Italia viene declassata da Standard & Poor’s

1/2 Guarda questa serie di FOTO (Spiegel) sulle bici nell’Europa civile, e valuta se quelle persone sono più o meno serene di chi guida l’automobile

Spiegel - Europe full of bikes

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  Helsinki City Tourist Information

There are more than 1200 kilometres of bicycle paths in Helsinki. A free cycling map available from our office will help you to find your way around the city. Have you already explored Helsinki by bicycle?
Photo: Juho Kuva / Helsinki Tourism Material Bank

There are more than 1200 kilometres of bicycle paths in Helsinki. A free cycling map available from our office will help you to find your way around the city. Have you already explored Helsinki by bicycle?

Photo: Juho Kuva / Helsinki Tourism Material Bank

     Ad Helsinki si vive bene, perché per gli spostamenti quotidiani ci sono trasporti civili e 1200 Km di piste ciclabili.  Le usano tutti, tutti e tutte, grandi, bambini, adulti, anziani, ragazze, anche monopattini o pattini o skateboard.  E dopo un viaggio in bici ci si sente molto meglio che dopo 3 ore imbottigliato sul GRA

La Dopologia e la Retorica del lutto

    L’Italia è un paese cialtrone, ignorante, buffone, burattino, stupido; con tante eccezioni (solo nei singoli) ma sempre insufficienti rispetto al contesto sociale totalmente degradato.             

       Una cosa che odio è la Dopologia : gli italiani sono cicale, sempre “allegri”, ottimisti, tranquilli … poi “all’improvviso” accadono cose strane, “imprevedibili”: le “fatalità” (cani che mordono, una cosa mai accaduta nella storia dell’umanità): incidenti mentre si guida con 3 cellulari, terremoti sotto case costruite in modo illegale e pericoloso, incidenti sul lavoro, insomma incidenti o omicidi e subito si materializzano i Dopologi, burattini delle istituzioni che tutto il giorno omettono di fare il loro dovere, di fare quello per cui sono pagati, e che dopo l’incidente lanciano accuse e strali, fingono stupore (che un cane uccida è imprevedibile), selezionano i casi solo se mediatici.

           E’ la Retorica del lutto: col morto davanti tutti questi inetti poiché percepiscono che in tutta la loro vita non hanno fatto un cazzo di quanto dovevano, poiché capiscono che è colpa loro, si esibiscono in posticcia tristezza, approfittano, letteralmente usano un morto per guadagnare in immagine, e dopo che per anni hanno ignorato le sue legittime richieste, i suoi centinaia di allarmi.  Poiché questo fare è generalizzato, e poiché con gli ignoranti funziona benissimo, in Italia ci saranno sempre morti annunciatissime, anche per iscritto, ma che diventeranno “fatalità” o “disgrazie” o “per esaurimento nervoso” o “per disoccupazione”.  

Altro

L’uso del potere: il più bel film italiano

Il più bel FILM in Italia

Moralità del politico è usare potere x il bene comune - Sandro Pertini

USA, Germania, Finlandia e … ItaGlia

    L’ottusità dell’esibire una Lamborghini è una cosa non proprio immediata da capire.4 tipi auto polizia - commenti

L’autorità dello Stato non è necessaria

 

   I media, i politici, la società, ci fanno credere che “i politici” abbiano un potere che è tutto necessario al nostre bene, ci fanno credere che deve esistere uno Stato con la forma che conosciamo.  Invece il potere può essere molto meno coercitivo.

          Ci sono società in cui “Il capo invece è il depositario di un paradossale potere che non può nulla, è colui che parla a nome della società, costantemente sotto sorveglianza: la società vigila per impedire che il prestigio derivato dal privilegio della parola si trasformi in Un potere separato e trascendente, in dominio”.     Insomma, dobbiamo sorvegliare e possiamo criticare costantemente chiunque si investa di un potere pubblico: amministratori, sindaci, politici, ministri, presidenti; e se si comportano male possiamo lanciargli invettive, pomodori, uova marce.   Ce lo spiega Pierre Clastres in “Anarchia selvaggia. Le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re”, recensito qui da Alfabeta2.

Il prodotto dei cialtroni che scaldano le sedie al ministero dell’interno: agenti che cantano “Faccetta nera”

    Quando raccontano le favolette tipo non riusciamo a sconfiggere la mafia perché non abbiamo i soldi, pensa che questo è ciò che fanno le forze dell’ordine, per “colpa” innanzitutto di ministri, prefetti, capetti vari, dirigenti, e dei giornalisti lettori di veline e reggitori di microfoni.

“Mi hanno rotto … un braccio, una gamba, 10 costole, avevo la testa come una palla di rugby, ecchimosi dappertutto. mi hanno picchiato con i manganelli alla rovescia. cantavano «Faccetta nera» ”.  Quando gli stranieri ridono, magari pensiamo a questo …

rappresentanti delle istituzioni addestrati a cantare “Faccetta nera”

Scandali regionali 2012? tutto previsto 123 anni fa

Se era così difficile rendere disciplinati gli italiani, dichiarava Turiello, ciò che serviva non era più libertà ma meno libertà, e non un minore intervento dello Stato, ma in intervento più deciso.  Se le clientele erano «figlie della natura italiana», non sarebbero affatto sparite con il «discentramento», cioè con la devoluzione del potere dal centro alla periferia …

{Pasquale Turiello, 1889}

(cioè 123 anni prima degli scandali di tangenti e corruzione, in quasi tutti i Consigli regionali italiani, tra cui Lazio, Lombardia, Toscana, e altri) citato in Silvana Petrarca, Italianità, la costruzione del carattere nazionale, Laterza 2010

Finalmente la verità su Stefano Cucchi: si uccise lui per sciopero della fame

morto per malnutrizione” è la causa della morte di Stefano Cucchi, la persona che anni fa la Polizia prese in carico, e glie lo restituì “un po’ più rigido”.  Lo sentenzia un tribunale, non sappiamo se a qualcuno sia scappato da ridere, della Repvbblica Italiana il 14/12/2012.

repubblica_italiana delle Banane La Polizia lo prese, dopo  averlo tenuto a sé picchiandolo (lo fanno anche con Presidenti e Ministri ), e con la collusione passiva di medici e infermieri dell’Ospedale “Pertini” lo uccise … almeno così ci sembrava.
Il nome “Sandro Pertini” sembrava macchiato da questi cialtroni di sanitari, ma oggi emerge finalmente la verità: Cucchi morì per “grave carenza di cibo e liquidi” (= morto di fame); ma una fonte che per ora non possiamo rivelare ci assicura, mentre parla al telefono con la Befana, che in realtà Stefano Cucchi stava facendo uno sciopero della fame ! solo che il motivo lo sapeva solo lui. Stefano Cucchi

        Stefano poi fece di tutto per farsi arrestare e si mise a colpire col suo osso sacro e con la sua testa degli spigoli di mobili, dei manganelli, addirittura dei piedi di agenti (uno di questi “agenti” se non avesse avuto gli anfibi si sarebbe fatto male). Ora i familiari dovranno risarcire la Polizia per gli arredi e gli oggetti che Stefano danneggiò, e lo Stato per le spese che dovette sostenere per un’azione, lo sciopero della fame, che ovviamente resta una iniziativa privata e non a spese della Repvbblica Italiana;i familiari e soprattutto la sorella Ilaria [FILMATO] la finiranno di sparare tutte quelle cazzate: per un suicida ci hanno rotto le palle tutti questi anni !Stefano Cucchi morto di fame e Gesu morto di freddo

Pizza, mandolino, e corruzione

Denmark, Finland, New Zealand, Sweden, Singapore, Switzerland, Australia, Norway, Canada, Netherlands, Iceland, Luxembourg, Germany, Hong Kong, Barbados, Belgium, Japan, United Kingdom, United States, Chile, Uruguay, Bahamas, France, Saint Lucia, Austria, Ireland, Qatar, United Arab Emirates, Cyprus, Botswana, Spain, Estonia, Bhutan, Portugal, Puerto Rico, Saint Vincent and the Grenadines, Slovenia, Taiwan, Cape Verde, Israel, Dominica, Poland, Malta, Mauritius, Korea (South), Brunei, Hungary, Costa Rica, Lithuania, Rwanda, Georgia, Seychelles, Bahrain, Czech Republic, Latvia, Malaysia, Turkey, Cuba, Jordan, Namibia, Oman, Croatia, Slovakia, Ghana, Lesotho, Kuwait, Romania, Saudi Arabia, Brazil, Macedonia, South Africa, Bosnia and Herzegovina,       Paese scarpa - pizza mandolino madonne corni banane Skiantos

Tutte quelle nazioni sono meno corrotte dell’ItaGlia, lo certifica Transparency International 2012.   Inoltre (è noto) è stato ribadito il legame “causale” tra cattolicesimo (culto dell’irresponsabilità; diversamente dal protestantesimo) e corruzione .

Il terremoto a l’Aquila previsto dal 1349

[attenzione alle date]  "Il quadro del XIV secolo è reso più drammatico dalla compresenza di altri fattori critici che interagiscono con carestie ed epidemie.  Innanzitutto i terremoti: mentre già imperversa la peste, nel 1348 la Carinzia è devastata da un terremoto avvertito in un’area di diametro superiore ai 600 chilometri; le scosse di assestamento durano quasi due mesi. L’anno dopo, invece, è la volta dell’Appennino centrale, con due epicentri, in Molise e nell’Aquilano" (*)

        I terremoti a l’Aquila avvengono almeno dal 1349, cioè almeno da 663 anni. A quel tempo c’erano già mezzi scritti di trasmissione delle informazioni. L’unico a non "sapere" dei terremoti era ed è l’Uomo, il
famoso anello mancante tra la Scimmia e l’Homo sapiens  😉;-)        Citando Pievani circa l’evoluzionismo, quando pensiamo ai terremoti è come se guardassimo un giallo sapendo già chi è l’assassino, sapendo già chi come perché quando e dove ucciderà. E’ una deformazione cognitiva di prospettiva. Intendo dire sia che (a mio avviso) a interessarsi di una cosa dopo che esce il sangue non è mentalmente né soprattutto socialmente impegnativo (tutti concordano nell attribuire importanza); e sia che (come penso qui si sappia bene) il tipo di probabilità statistica del fenomeno terremoto è diverso da quello di altri fenomeni sempre "previsti" statisticamente (es. meteo, malattie). Il terremoto è come Testa o croce con la moneta: prima o poi dopo Testa uscirà Croce, ma non hai modo di prevederlo.   (*) fonte: Il medioevo – Castelli, mercanti, poeti (U.Eco)

L’Italia arretra di 3 posti in un anno

      Nella classifica mondiale su 110 nazioni, elaborata da The Legatum Prosperity Index, in un solo anno l’Italia ha perso ben 3 posizioni, passando dalla 30 su 110 del 2011,  alla 33 su 144 del 2012. (nel 2011 di molti paesi non si avevano dati sufficienti, nel 2012 l’agenzia ha aggiunto 34 nazioni); .   Nel 2011 come da figura qui sotto si era al 30/110 posto :

Legatum Prosperity index 2011 Ita

   e già si notava il basso “capitale sociale” (sicurezza, fiducia, e affidabilità nelle relazioni con persone, istituzioni, aziende e soggetti vari).  Dal nostro piccolo osservatorio non sappiamo a cosa riferirlo, né possiamo farlo in 2 righe.  Certo l’Italia non è quella percepita dai politici o raccontata dai media: industria inesistente, ricerca azzerata da decenni, sviluppo zero, sicurezza sociale buona solo a livello di famiglia (familismo amorale) e di “clan”; tanta pizza e tanto mandolino, calcio o “politica” (purché sia un gruppo), culi e gossip in TV, conoscenza scientifica sottozero.

        Certo, si vive molto meglio che nella maggior parte del resto del mondo, la durata media della vita è  molto alta (soprattutto per le donne, le quali però si lamentano sempre…), ma si sta peggiorando, e si vive peggio che in molte nazioni geograficamente prossime o confinanti.   Regge solo la sanità che, con tutte le eccezioni che si vuole, resta globalmente buona.  Qui i risultati del The Legatum Prosperity Index 2012  (nel sito si possono facilmente fare chiari confronti tra nazioni).

2012 - schermata generale Ita

Come spargere il cancro, e farsi pagare

Chi riuscirebbe a spargere sostanze “sicuramente cancerogene” e contemporaneamente farsi pagare ?  E un Direttore sanitario come quello dell’ospedale di Giarre (dovrebbe essere Salvatore Scala), può essere cieco ?

Giarre ospedale violazione legge fumo Uribu r80

Farsi pagare per ignorare la soluzione a degrado e criminalità

 

     Questo testo, la Teoria dei vetri rotti che spiega degrado e criminalità urbani, NON è dedicato al “sindaco” Alemanno e poi Marino & la relativa cricca del Comune e a quanti, fino all’ultimo agente, dicono di lavorare per la sicurezza, si fanno p-a-g-a-r-e senza controllare alcun territorio.  Si tratta di spiegazioni anche ovvie, che comunque sono state verificate, che non costano nulla.  Certo Alemanno-Marino e le centinaia di corpi di “sicurezza” e le migliaia di agenti dopologi (che intervengono SOLO DOPO che inizia a scorrere il sangue) sarebbero costretti a finirla di esibirsi inviando ai tg decine dei filmati delle loro mirabolanti operazioni). 

Tra i tanti che invece hanno ascoltato la scienza c’è il famoso e abile sindaco di New York Giuliani che ha giustamente preteso l’applicazione di TUTTE le norme, leggi, regolamenti (biglietti tram, parcheggi, cartacce, rifiuti, cicche, rumori, occupazione suolo pubblico, degrado) e l’effetto, previsto, è stato un miglioramento della qualità della vita, meno degrado, meno violenza, meno crimini.   Se Alemanno-Marino, e i relativi dipendenti andassero a… lavorare

L’Italia è il miglior paese del mondo, i bambini li portano le cicogne, e l’unicorno rosa si sta estinguendo

Ci fanno vedere i rappresentanti delle istituzioni in giacca, camicia e cravatta; ci fanno credere che si decida razionalmente, che la “dieta mediterranea” sia la migliore (può essere) e che il resto del mondo non capisce la cucina italiana, non capisce il “nostro” estro italico, la nostra inventiva (de che?), la nostra “simpatia”, la nostra cultura.  “Siamo italiani !”.

          Questa sotto invece è una rappresentazione molto più realistica, al di fuori del mito nazionalistico, oltre la cortina fumogena del “150° anniversario della Repubblica”, sovversiva rispetto alle rappresentazioni date da media e politici.  La fornisce The Legatum Prosperity Index. Come si vede in Finlandia si vive moooooolto meglio; a parte la sanità (che tranne per gli aspetti “alberghieri” e organizzativi, in Italia è buona) nei paesi del nordeuropa e in Finlandia c’è un’economia un poco migliore, più opportunità di impresa, migliore educazione, molta più sicurezza, miglior “Governance” (dovrebbe essere lo stile della pubblica amministrazione), più libertà individuali, e soprattutto un quasi doppio capitale sociale [ricchezza delle interazioni, sicurezza di poter contare sugli altri, sulla pubblica amministrazione, sulla società come insieme] .  Qui ci si racconta che gli italiani sono bravi, socievoli, altruisti: forse, ma lo sono la metà che in Finlandia.

Italia-Finlandia - Legatum Prosperity Index

Creativi ? No, grazie !

Steve Jobs

      Quando è morto Steve Jobs tutti a ripetere “Stay foolish, stay hungry !!!” (sii sciocco[in senso di “creativo", anticonformista] sii affamato [di novità]);  ma la realtà è ben diversa, la realtà ben più preferita e praticata è il conformismo, l’omologazione, il parlare e pensare per slogan.

     “ Considerata nell’ambito dell’adattabilità, la creatività è un fallimento, una malattia e una fonte di infelicità” (Ludwig von Bertanlaffy, richiamandosi a Egon Friedel) “Il livello massimo di adattamento, di equilibrio e di omeostasi non può essere seguito da alcuno che sappia dare al mondo una sola idea: Seyle (1) compreso, che ha certamente pagato per averlo saputo fare ” (2).

           “ Poiché il pensiero creativo è la più importante fra le cose che rendono l’uomo diverso dalle scimmie, esso dovrebbe essere trattato come una merce ben più preziosa dell’oro e protetto con la massima cura ” (3).

gregge - da blog pascolovagante

(foto presa da da blog pascolovagante)

         “ Siamo troppo abituati, purtroppo, a fare la parte di un semplice numero quando siamo al lavoro [purtroppo per questo basta essere passivi; e non sempre è possibile intervenire ad ogni comportamento idiota, italo-becero-sessista]  Guardate le offerte di lavoro nei giornali.   La maggior parte ricerca una persona «creativa».  Personalmente sorrido amaramente di fronte a questi annunci, perché alla prova dei fatti una persona veramente creativa il più delle volte disturba e finisce mobbizzata.

           Parliamoci chiaro: le aziende ricercano persone che eseguano semplicemente le mansioni a cui sono preposte [e ciò qualche volta può spesso anche essere la sola reale necessità], non impiegati che si lancino in grandiosi progetti e propongano rivoluzionarie soluzioni.   La triste realtà è che chi ha nuove idee o dissente dall’opinione generale viene generalmente frenato, e che la creatività dei singoli dipendenti, lungi dall’essere percepita giustamente come una risorsa insostituibile per l’azienda, viene regolarmente ritenuta un fastidio e un disturbo, se non una vera e propria minaccia allo status quo delle cose(4).

      Io queste esperienze le ho constatate ascoltando gli utenti durante il tirocinio da psicologo; « a volte ho avuto qualche idea creativa (che rispetto al livello generali spiccava pure), invariabilmente scontratasi con la grettezza di capi inetti o con l’omertà dei colleghi, ma sostanzialmente in un contesto malato.  Quando poi alla creatività è subentrato il titolo di studio (Laurea), le cannonate si sono sprecate: cacciato via per 8 anni, con l’avallo del Ministro relativo e di altri sedicenti “capi”   ».

Ma non basta sentirsi o dichiararsi creativi, non-pecore: bisogna esserlo, cercare di esserlo il più possibile. 

(1) Hans Seyle, “scopritore” della teoria dello stress psicofisico

(2) Testi tratti da Ludwig von Bertanlaffy, Teoria generale dei sistemi, 1969

(3) Hall A.D.,  A methodology for systems engineering, 1962   [cit. in (2)]

(4)  Ege H., Mobbing, conoscerlo per vincerlo,  2001

Oggi le tragi-comiche: aggredito per controlli troppo scrupolosi

    Sordi ci ha fatto un film (Il vigile) negli anni ‘70, disegnando con vari colori un lavoratore scrupoloso.  E’ quello che (esplicitamente) viene insegnato dalle elementari ai dottorati di ricerca: “Sii scrupoloso, non fare errori !”, è quello che viene dichiarato (a parole) in ogni contesto ufficiale.  La prassi poi sappiamo bene cos’è: a parole si comanda una cosa, con l’esempio molto più pragmaticamente se ne insegna (o se ne impone) un’altra.  Il personaggio complementare al lavoratore scrupoloso era il capetto di turno che non tollera che i suoi “dipendenti” (incaricati proprio di controllare!), controllino lui stesso. Questo personaggio è immortale; anzi in Italia è un’istituzione, fa parte del carattere nazionale.

     Un esempio è la vicenda di una parte della CRI contro Lo Zito che, secondo l’On. Turco, lo ha attaccato perché colpevole di un “eccesso di controlli” : siamo certi che nei doveri di un Sottufficiale CRI sia esplicitamente scritto e ordinato sia di controllare scrupolosamente ogni attività, sia di “non eseguire un ordine la cui esecuzione è manifestamente reato” : insomma non ci vuole Einstein per capire nella P.A. che certi appalti e acquisti sono irregolari.    Guai a dirlo però; “il Re è nudo” ma non si dice.   Intanto il bambino-Lo Zito lo ha detto ed ora grazie soprattutto al PDM ma per primo alla sua determinazione, sta smontando il castello.

Il Vigile - Lo Zito

“ CROCE ROSSA: TURCO (PD), A M. LETTA DAVA FASTIDIO LO ZITO PERCHE’ "LAVORAVA TROPPO"

Scritto da  Monica Cataldo

(AGENPARL) – Roma, 26 mag – Irregolarità amministrativo-contabili sono quelle denunciate dal maresciallo Vincenzo Lo Zito, dipendente Cri ormai da tempo. A compierle sarebbe stata la Presidente della Croce Rossa Abruzzo, Maria Teresa Letta, sorella di Gianni, la quale ha anche provveduto al II Trasferimento per incompatibilità ambientale dello stesso maresciallo Lo Zito.

"Noi avevamo già presentato delle interrogazioni in merito – dichiara all’AgenParl il deputato Pd, Maurizio Turco – Secondo il punto di vista della Letta il maresciallo sarebbe stato ‘imputato’ per un eccesso di controlli". Insomma, per Maria Teresa Letta il maresciallo Lo Zito non avrebbe diritto a fare tutti questi controlli, e quindi "l’hanno trasferito, defraudato dello stipendio da parte del Commissario straordinario della Cri, Francesco Rocca gli ha tolto anche lo stipendio".

Maurizio Turco ci spiega che le diverse interrogazioni presentate non hanno portato a nessun risultato, nessuno ha mai risposto. "Quindi ho preso quelle interrogazioni e le ho portate al magistrato – racconta Maurizio Turco – Il maresciallo Lo Zito, da parte sua, ha fatto causa. Per cui adesso immagino che la questione della signora Letta, su cui il magistrato ha deciso di indagare, si congiungerà con le indagini che la Procura di Roma ha avviato dopo le mie interrogazioni".

Oggi le comiche: condannate aziende per mancata valutazione stress lavoro-correlato. Ma chi arresta la Pubblica Amministrazione ?

 

    Studenti S-O

Oggi le comiche.  L’INAIL ha avviato un’inchiesta perché 7 aziende non hanno fatto la valutazione dello stress lavoro-correlato (mobbing, disorganizzazione sovietica, costrittività organizzativa,  burn-out, ecc).   Il bello è che l’Italia ha approvato il DL81/2008 ben 4 (quattro) anni dopo che a livello UE era stato stabilito tutto quanto si poteva stabilire, e che poi la Pubblica Amministrazione (il settore competenza del ministro fustigatore Brunetta) per i settori dove quel rischio è maggiore (Forze armate e di polizia, pompieri, ecc.) si è auto-prorogata 2 volte i termini da cui applicare quel decreto: prima di 2 anni, poi di un altro anno.  

    Ora si inquisiscono 7 aziende: ma l’intera P.A. è fonte di stress e sofferenze per migliaia di lavoratori, non ha applicato la 626/94 e non applica il DL 81/2008.

Quello che i giornalisti-spacciatori non dicono …

    I giornalisti di TV e radio ripetono 5-7 “notizie” ad ogni edizione; sempre le stesse, cioè al tg alle 10, alle 13, alle 15, alle 18, alle 20, non dicono 5-7 notizie diverse ma sempre le stesse.   Spacciano le immagini per “informazione”, spacciano la rapidità e la diretta per “qualità” e “utilità”, spacciano la ripetizione per “servizio”.  I giornalisti di radio e tv sono degli spacciatori (di notizie inutili).     Quelli della carta sono migliori indubbiamente; anche se spesso si piegano allo stesso linguaggio e stile della tv.

      Per entrambi comunque ci sono degli ambiti-tabù, delle zone, temi e problemi che evitano assolutamente e sistematicamente: il marcio del mondo del lavoro è uno di questi.

 

   Ci sarebbe materiale per informare (realmente) per diverse settimane,, per fare vere inchieste, per illuminare sul marcio del mondo del lavoro: mobbing (violenze psicologiche gravissime), demansionamenti, minacce, truffe tra colleghi, vessazioni, e molto altro che c’è nei posti di lavoro.

      Per fortuna c’è Internet: anche se richiede un cervello e il saper uscire dagli infiniti greggi di pecore in cui spesso si è costretti; internet ci svela un altra storia di violenza contro un lavoratore (vedi link – prepara una busta per il vomito) “…Iniziano i richiami verbali, le umiliazioni in pubblico davanti ai miei colleghi. Vengo demansionato fino a non svolgere più i compiti per i quali ero stato assunto. Mi limitavo a fare le fotocopie e a rispondere al telefono”  : questo nei posti di lavoro è la norma, caro Presidente della Repubblica Napolitano. Caro Ministro del Lavoro Sacconi, questa è materia sua, il DL  81/2008 è tutto tranne che prassi !! mentre in gran parte della P.A. non è arrivata nemmeno la 626/94 .   Cari giornalisti: informate anche sul mobbing, per voi sarebbe solo … “lavoro” !

Il lavoro è un diritto, la salute anche

    Mentre Brunetta indisturbato seguita con la sua persecuzione di chi si è già ammalato a causa del lavoro, con la creazione razzista della categoria dei “fannulloni” (concetto che è soddisfacente in persone dalla scolarità fino alla III elementare), mentre lui fa la caccia ai finti malati, migliaia di italiani soffrono a causa di malati veri: i posti di lavoro; luoghi di meschinità, codardia, malessere, persecuzioni, terrore, vessazioni.   

          Copio l’efficace titolo riassuntivo di PagineMediche; visto che l’Italia partecipa alle missioni spaziali verso Marte e per la Stazione spaziale internazionale, sarebbe ora che anche i posti di lavoro salissero allo stesso livello qualitativo e sociale, cioè che siano posti dove si lavori e non dove si soffra, ci si ammali, si venga vessati e aggrediti.  Qui il link e i capitoli dedicati al lavoro:

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Il lavoro è un diritto, la salute anche

Dermatite, insonnia , attacchi di panico, tachicardia sono i disturbi più diffusi tra i lavoratori precari, alla ricerca di realizzazione personale attraverso un lavoro dignitoso.

Il primo maggio è la festa dei lavoratori, un modo per ricordare che ci sono ancora diritti e dignità da conquistare sui luoghi di lavoro. Istituita nel 1889 a Parigi per ricordare una manifestazione operaia svoltasi negli Stati Uniti, precisamente a Chicago, nel 1886 repressa dalle forze dell’ordine, è una ricorrenza molto sentita perchè sono ancora tanti i lavoratori che rischiano la salute a causa del lavoro.

Salute e lavoro: mai abbassare la guardiaSalute e lavoro: mai abbassare la guardia
Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoroGiornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro
Lavorare di notte mette a rischio la saluteLavorare di notte mette a rischio la salute
Stress lavorativo: le aziende italiane chiamate a difendere la salute dei propri dipendentiStress lavorativo: le aziende italiane chiamate a difendere la salute dei propri dipendenti
Lavoro precario stressa più della disoccupazioneLavoro precario stressa più della disoccupazione
Lavoro sedentario raddoppia rischio tumore colonLavoro sedentario raddoppia rischio tumore colon
Sindrome da burnout: logorio da insegnamentoSindrome da burnout: logorio da insegnamento
Stress da lavoroStress da lavoro

3 disastri di Poste Italiane e SDA: richieste le truppe ONU per liberarci

1° DISASTRO

     Da anni ordino libri su una libreria presente in Internet, dove i miei dati sono memorizzati da anni, immutati, identici.  Ogni volta che ordino devo solo scegliere e pagare, perché tutti gli altri dati (nome, indirizzo, telefono, fax) sono già memorizzati e immutati.   Ultimamente però Poste Italiane e SDA (che per essa consegna i pacchi) sono riuscite nell’impossibile, cioè a cambiarmi l’indirizzo (a mia insaputa), a modificare un indirizzo prestampato perché un libro di prevista consegna 21/12/2010 mi è stato consegnato solo a metà gennaio (dopo mie telefonate) perché era bloccato da SDA nei cui computer risultava con “indirizzo errato” !SDA non invia pacco Dic 2010 mask - CANC

2° DISASTRO

Poste e SDA dovevano consegnarmi un altro pacco: il 21/4/2011 mi viene recapitato non il pacco ma una cartolina (e senza nemmeno citofonare!), che mostro, datata 14/4/10 ma consegnata il 21, al momento adatto per far scadere i 7 giorni di giacenza.  Infatti il 22 (andando alle poste col mio tempo) il pacco era stato restituito al mittente.

Cartolina PT- 300 mask CANC

            Ho inviato a Poste Italiane (CP 160 00144 Roma)  lettera di reclamo chiedendo il risarcimento per le ore di tempo perse; ovviamente Poste Italiane non ha risposto.

3° DISASTRO

Nel lontano Novembre 2010 acquistai pagandolo tramite Internet un libro da Mondadori Collezioni; ma il libro non arrivava, chiesi informazioni al mittente il quale – per ovvie ragioni – dopo un po’ si trovò costretto a spedirmi una 2^ copia.  Un libro medio costa 15-30 euro, ciò significa che se a causa del disastro Poste Italiane & SDA si perdono 2 ore a leggere quanto scrive il destinatario, a controllare, e a riscrivergli, il guadagno sul libro è già scomparso e si è tramutato perdita.  Questo vale per l’intera attività commerciale italiana e per tutti i cittadini, PERDIAMO tempo e denaro a causa di Poste Italiane e SDA.  A causa di costoro Mondadori mi spedisce la 2^ copia, in contrassegno (Poste Italiane e SDA consegnano ma solo se costrette), pago una seconda volta; perdo altre ore per scansionare la ricevuta di pagamento, rispedirla a Mondadori che a causa di Poste Italiane e SDA perde altro tempo e denaro per riaccreditarmi la somma dell’acquisto iniziale.  Dopo 2 mesi comincio a leggere il libro.

Win7 libro iniziale pacco ext2

Win7 documenti interni

    Ebbene Venerdì 6 Maggio trovo per terra nel portone una scatola da Mondolibri SpA (vedi sopra), che contiene il libro iniziale spedito dal mittente il 3 Dicembre 2010 : 5 (cinque) mesi per spedire un libro !  per una spedizione nazionale (!!) da Brescia a Roma città.  Complimenti !  E chi ha firmato per il ritiro di questo pacco ?  La firma apposta sul documento è ovviamente falsa.

           Ma perché  molti venditori internazionali di eBay NON spediscono in paesi come Italia ?   Chiediamo l’intervento delle truppe ONU per liberarci da questi soggetti.

  poste_italiane                   SDA logo

     Intanto Poste Italiane e SDA mentre non riescono a svolgere il compito primario, storico e  istituzionale (e per il quale ricevono anche contributi pubblici) cioè consegnare posta e pacchi, mentre pur svolgendo un servizio pubblico NON RISPONDONO a nessuno, pubblicizzano gadget, viaggi, e si buttano nel bancario e nella finanza.  (post segnalato a Mondadori e alle associazioni di consumatori)

Aiuta i lavoratori onesti: una specie in via di estinzione !

 

     Non sono solo i panda a rischio estinzione,  rischiano di scomparire almeno in ItaGlia i lavoratori onesti.
       Vincenzo Lo Zito denuncia irregolarità amministrative alla CRI ma poi, e nonostante una malattia, viene mobbizzato, trasferito, vessato, ri-trasferito, costretto all’inattività, estromesso (!); ha detto ovunque gli è stato possibile la verità (al convegno del PDM alla Camera sul mobbing 3/2/10; anche alla manifestazione per la liberà di stampa): è uno dei pochissimi lavoratori che conosco che per far carriera non usa il muscolo della … lingua ma la fa se è possibile farla onestamente, è uno che non sta ai simpatici giochetti di cricche presenti in tutti i posti di lavoro e noti a tutti. 
            Normalmente nei “posti di lavoro” accade questo: “io ti faccio un lavoro non perché è semplicemente il motivo per cui sono pagato, ma solo a titolo personale, così diventiamo «amici» e quando mi serve tu mi restituisci il «favore», da amico.  Così ogni volta che commetto irregolarità o truffe tu non mi denuncerai mai, ed io farò altrettanto:  che amici che siamo !!!”  : nel dizionario questo comportamento non si chiama “lavoro” ma è definito “prostituzione”. 
               In contesti degradati come questo il singolo non solo non può nulla (con buona pace del reazionario Brunetta che creando i “fannulloni” ha cercato di avere i capri espiatori da sacrificare per ripulire la P.A. dal marcio che invece la riguarda e permea strutturalmente), ma se disgraziatamente si mette a lavorare per l’azienda o l’ufficio anziché che per il capetto-testa di c**** di turno (ce n’è sempre uno/a), è segnato, è condannato: quello non è “nostro amico”.

    Ciò riguarda quasi tutti i posti di lavoro, e determina livelli di “benessere organizzativo” (cfr. ricerche Prof. Avallone) bassissimo, un’efficienza quasi nulla, costi per l’ente e sofferenza e rischio morte per i lavoratori.   Quasi tutti i posti di lavoro NON hanno ancora nemmeno valutato (!!!) i livelli di Stress lavoro-correlato (obbligatori da Gennaio per via del DL 81/2008): ciò è obbligatorio ma poiché ci differenzia dallo schiavismo solo una distanza quantitativa, quasi nessun datore di lavoro lo fa.  Se un lavoratore sta male è obbligato a mandare il certificato, ma se un posto di lavoro è malato, chi lo certifica ?  Il lavoratore può “mandare la visita medico fiscale” alla propria azienda senza subire ritorsioni ?  Il concetto di “posto di lavoro malato” è qualcosa di inconcepibile nell’ItaGlia dei capetti: semplicemente con pochi test e qualche questionario, in poche ore si può misurare il grado di salute organizzativa o psicologica di qualunque posto di lavoro: poichè se si facessero tali misure il 95% dei posti di lavoro sarebbe da chiudere, l’indagine non si fa.  I “giornalisti” censurano questo tipo di problemi, pochissimi politici se ne interessano, i cittadini sono presi da tutt’altro. 

          Lo Zito – a differenza di quanti sopra – è uno che se vede cose losche non si gira dall’altra parte, è uno dei pochi che conosco che MERITA aiuto morale ed € economico : io l’ho fatto varie volte, puoi farlo anche tu: aiuta Lo Zito e/o divulga :
(clicca sulla foto o vedi anche il link fisso qui a destra —-> )

 

Lo Zito

La Pubblica Amministrazione non mette nemmeno i bagni (!) ai lavoratori

 

           Avendo svolto l’attività come psicologo nei servizi pubblici per 1 anno e 1/2, di storie di gravissima violenza psicologica contro alcuni lavoratori ne ho sentite di terribili.  Pertanto in questa che è stata appena denunciata dalle ottime Jene (Italia1) non ci vedo nulla di nuovo, ma non posso evitare di segnalarla a mia volta: 2 lavoratori mobbizzati, privati del diritto al lavoro, privati delle mansioni e delle suppellettili, spediti in posti isolati e – ciliegina – senza nemmeno un bagno !!!!  Ripeto: quanto mostrano le Jene accade in molti altri posti della Pubblica Amministrazione, dove capiufficio e dirigenti vessano i dipendenti privandoli di qualsiasi mansione, e a volte anche del Bagno, lavoratori che poi Brunetta (il Robin Hood al contrario) definisce “fannulloni”, con il tacito e imbarazzante silenzio di giornalisti, politica, sindacati, media e cittadini.  Per rendere l’Italia un paese minimamente civile ci vorrebbe un’invasione dei Caschi Blu dell’ONU!

Clicca sull’immagine

Le Jene mobbing e senza bagno

         Aggiungo che il lavoro di Jene, di Striscia la notizia (pur con i suoi limiti) è quello che dovrebbero fare i GIORNALISTI, per i quali si chiama “lavoro”; nel loro mandato sociale infatti c’è il dovere di informare e su questioni importanti, c’è il dovere di essere il cane da guarda dei cittadini contro il potere (non il contrario!).   Quindi le denunce degli episodi di mobbing e schifezze simili spettano ai giornalisti, che si fanno precedere da generici professionisti dello spettacolo (non-giornalisti), oppure dai cittadini tramite Internet.

Se vedi uno stronzo … (Pubblicità Progresso)

 

Psicologi, avvocati, sociologi sembrano concordare tutti ma si sbagliano: è sbagliato chiamare "bullo" una testa di c**** che molesta gli altri bambini; come minimo quello percepisce un complimento (“bullo” ad un esame molto superficiale ma ampiamente condiviso rimanda a “forza”, “potere”).  E’ ancora sbagliato ammirare chi “fa carriera” senza chiedergli  "come ?"  e fingendo di non sapere che i posti di lavoro sono luoghi di prostituzione (con la differenza che le prostitute certe cose … non le fanno). 

   Comunque "bullo" è sbagliato; e allora  al lavoro, se vedi uno stronzo, un idiota, non chiamarlo “mobber” : anche quello pensa a un complimento, diventa rosso.   Allora ……al lavoro …..
Stronzo 3 txt

Posti di lavoro malati: 2 studiosi confermano quanto si era scritto qui

    La persistenza di un ignorante come Brunetta come Ministro si spiega solo ricorrendo agli stessi concetti necessari a spiegare il persistere di uno sfruttatore di prostitute minorenni come Capo del governo.   In questo blog (su Youtube è da 1 anno e mezzo) sostengo che non esistono “finti malati” che mandano certificati a iosa, né “fannulloni” (inventati in modo razzista da Brunetta come capri espiatori), ma esistono Posti di lavoro malati, veramente malati.   L’ho documentato, anzi l’ho solo divulgato citando ricerche scientifiche, e spiegato in un filmato, il tutto è qui.

      Ora anche 2 studiosi della Bocconi, dopo ricerche condensate in un libro, adottano lo stesso mio linguaggio; di sicuro non sono io il primo ad usare il concetto/espressione di “Posti di lavoro malati”  (l’intera psicologia del lavoro si basa su questa visione), ma certo se siamo in più di uno a farlo, siamo sempre pochissimi: il concetto non è passato, non è stato divulgato, giornalisti ignoranti e società dalla necessità di conclusioni immediate, demagogiche, e bisognosi di capri espiatori, tutti non hanno trovato niente di meglio che affibbiare a qualche lavoratore demansionato e dimenticato da decenni l’appellativo razzista di “fannullone”, ragionando con pensieri più semplici di quelli di un bambino di 3-4 anni, identificando nel lavoro solo la presenza fisica e le operazioni manuali  (i filmati dei tg quando parlano di lavoro mostrano sempre e solo operai che compiono azioni manuali).

       Roberto Vaccani

Ma il lavoro è un’altra cosa, è un contesto complesso; il posto di lavoro comunque è un soggetto ben delineabile e che pertanto si può ammalare.  E circa la P.A. il sociologo De Masi poco tempo fa squalificò anche lui la “caccia ai fannulloni” dicendo “Oggi il lavoro manuale quasi non esiste, e per far lavorare gli impiegati bisogna motivarli, ci vuole uno psicologo, mica ….”  [riporto a memoria personale] ; nel suo sito scrive che nel lavoro di questo periodo c’è la “sostituzione del controllo con la motivazione” .

Paola Caiozzo

I dottori Caiozzo e Vaccani in Le cause organizzative del mobbing. Se il malato fosse l’organizzazione? (Angeli, 2010), concludono che esistono organizzazioni malate: come hanno già fatto la stessa UE, l’OMS, e le ricerche del prof. Avallone sul Benessere organizzativo.

     Questo libro è stato recensito in questo sito, libro in cui da dati scientifici si conclude che “l’organizzazione piatta (pochi ed essenziali livelli gerarchici) e la trasparenza delle politiche del personale risultano essere tra i migliori antidoti organizzativi al mobbing. Il loro contrario, i maggiori predittori. Funzionano da antidoto anche l’effettiva implementazione del disegno organizzativo (organigramma, funzionigramma, procedure) e il suo grado di utilità percepito dai lavoratori.  Inoltre, politiche del personale orientate allo sviluppo (selezione, sviluppo carriere, meritocrazia, formazione), riducono la probabilità di mobbing, mentre le pratiche orientate esclusivamente al controllo (amministrazione, rapporti sindacali, vigilanza), ne aumentano il rischio.”.  Queste cose potrebbero sembrare ovvie (chi pratica la “caccia ai fannulloni” finge di non saperlo), sembrano semplici raccomandazioni di buon senso: Caiozzo e Vaccani però ne hanno dimostrato la veridicità, la corrispondenza ai dati reali.

Chaplin Tempi moderni

      Le persone vittime di mobbing o di altre patologie dell’organizzazione (e della società) in queste poche parole vedono il riscontro di tutto quello che è(o era) e non è (o non era) il loro posto di lavoro; chi scrive sostiene che se all’ingresso dei posti di lavoro invece di scrivere “Ministero dell’industria” o “Spedizioni Giannetti” si scrivesse “Manicomio”, tutto filerebbe senza frustrazioni in quanto le aspettative del singolo impiegato sarebbero adeguate: in un “Ministero” non ci si  aspetta di venir cacciati da un reparto perché un collega è invidioso della tua laurea, ma in un manicomio si.

           Mentre Brunetta cerca i fannulloni, centinaia di mobbizzati riunitisi grazie ad Internet (in gruppi su Facebook) non solo conoscono la realtà, ma la scrivono in chiaro:  tutti sappiamo (riprendendo le parole dei 2 autori) quanto sia elevata la “trasparenza delle politiche del personale”nei posti di lavoro;  tutti i mobbizzati nel leggere di “politiche del personale orientate allo sviluppo (selezione, sviluppo carriere, meritocrazia, formazione)” si mettono a ridere di rabbia o di sufficienza, o con sarcasmo: queste realtà sono note a tutti, tutti sappiamo della merda dei posti di lavoro, solo che ancora non si possono dire in pubblico.

            Il contesto sociolavorativo attuale è fatto di posti di lavoro che esiliano persone, le demansionano, le vessano, le minacciano; è fatto di “aziende” pulite come un porcile che attentano alla vita psicologica di chi osa protestare, ne distruggono le relazioni, la reputazione, e spesso ne attentano anche la vita fisica (si vedano i casi del Maresciallo Lo Zito, e vari altri presenti in rete).  In questo contesto mafioso nessun lavoratore si può permettere di raccontare in pubblico come stanno realmente le cose.  Ma questo, non va bene.

      Si legge ancora “Un risultato significativo riguarda poi il comportamento dei capi. Lo stile di direzione è una variabile critica. Una gestione autorevole orientata alla partecipazione, alla negoziazione e al confronto è un forte antidoto al mobbing. Al contrario, uno stile di direzione autoritario improntato al comando e alla prescrizione è un fattore di rischio mobbing.  …

Brunetta dorme

          …. Anche qui per chi ha subito mobbing non c’è nulla di nuovo, ma ci si deve convincere che il nuovo è nella (ulteriore) dimostrazione scientifica che i malati sono i posti di lavoro, che la responsabilità è dei capi, non degli impiegati !!  E che se una persona è costretta in un posto degradato non solo ha il diritto di starsene a casa in malattia, ma dovrebbe farlo più spesso, e deve mandare decine di certificati (perché costretta) senza alcun senso di colpa !   come invece sta accadendo oggi con questa reazionaria caccia ai fannulloni da parte di perfetti ignoranti.

    Leggiamo ancora la recensione “Considerando le configurazioni organizzative nel loro complesso, risultano a minor rischio di mobbing le imprese che si possono definire a “democrazia flessibile”, improntate a una struttura piatta, sistemi di gestione delle persone trasparenti e orientati allo sviluppo, stili di direzione autorevoli, con una buona implementazione del disegno organizzativo, alla quale è associato un alto livello di utilità percepita. A tali contesti aziendali sono opposte le organizzazioni gerarchizzate, burocratiche, ispirate da stili gestionali autoritari, che risultano ambienti facilitanti il mobbing. :  resta da capire (visto che quella gerarchica è la meno efficiente) come possa funzionare la macchina delle forze di polizia e delle forze armate.  O forse resta solo da dirlo.    Per chi subisce il mobbing non c’è nulla di nuovo: ma c’è la dimostrazione scientifica; e per chi tenta di semplificare, di minimizzare, di limitarsi ad etichettare i “fannulloni” come capri espiatori della propria inettitudine, resta il nostro suggerimento magari di andarsene altrove, nella burocrazia folle di qualche ex repubblica sovietica … ammesso che sia possibile far peggio che in Italia.

L’Italia è una Repubblica fondata sulla violenza verso il lavoratori

– Favro "Andando in giro per i vari palazzi di Roma non ho potuto non notare affissa per i muri della capitale l’immagine di Sakineh. Per lei si sono mobilitate tutte le istituzioni. Per Gianni Favro, insegnante, perseguitato da quattro anni dalle istituzioni pubbliche dello Stato Italiano, definito democratico e civile … non si è mobilitato nessuno" (!!)

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– Trombetta – "Mi perdono Favro, a me risulta che Sakineh stia rischiando la vita… “

– Favro "Io credo di aver pensato almeno cento volte al suicidio, almeno nei momenti gravi”

La MORTE (per suicidio) è il rischio concreto che questo Stato, i vari Ministri del Lavoro, i Ministri della Difesa, i Ministri dell’Interno fanno correre ai lavoratori.  Non è raro che ci riescano, specie gli ultimi 2 ministeri.  Quando si pensa al suicidio si commette un errore grossolano, pensando “In fondo è stato lui/lei a decidere di uccidersi”, oppure “Si è ucciso perché non sopportava…”  : questo va bene per un bambino di 4 anni (forse); quando una persona è costretta a subire violenze psicologiche il suo ventaglio di scelte comportamentali si riduce, e tra le opzioni appare anche quella del porre fine alle sofferenze uccidendosi.  Quando uno è costretto alla fame il suo insieme dei comportamenti da poter scegliere è molto ridotto, e tra le varie cose che può fare primeggia il comportamento "mangiare”: per fare ciò bastano poche ore di digiuno.   E’ chiaro allora che per portare una persona a valutare l’ipotesi di suicidio i 4 anni di Favro siano più che sufficienti.  Ma le vergogne nemmeno biasimate che avvengono in ogni posto di lavoro non si fermano certo ai 4 anni: sappiamo di persone (laureate) costrette all’inattività per 8 (otto) anni, o di laureati nel Ministero Difesa puniti perché laureatisi e costretti a rispondere a 2-4 telefonate al giorno per 7 (sette) anni : queste realtà le conosciamo tutti, ma … intanto pensiamo a Sakineh !!!  

     La decisione di pensare al suicidio non è frutto di una valutazione razionale, è lo stato di sofferenza forzata a farla emergere; e per portare una persona a superare l’istinto di sopravvivenza le violenze devono essere molto forti, o anche leggere ma protratte per anni, per anni, mentre i cittadini continuano a seguire le indicazioni dalla TV …

gregge fotowalterlocascio

… mentre Santoro e Floris continuano a dar voce sempre alle stesse 5-6 persone (nel panorama della TV si salva solo Report e poco altro).  Demansionamento, costrittività organizzative, mobbing, violenze psicologiche, disorganizzazione totale, possono causare suicidio o malattie a rischio morte (es. depressione): questo è un fatto.   Ma nel frattempo milioni di italiani completamente ottusi e deficienti,  che fanno quello che gli si dice dalla TV, poi i partiti (!), i sindacati (!!), i giornalisti (!!!!), si sono interessati della salute di 1 (una) persona lontanissima da qui, per settimane.  Nemmeno Orwell avrebbe previsto tale grado di bovina accondiscendenza.

Il resto è qui nel sito dell’ottimo Egizio Trombetta, (prepararsi una busta per il vomito), un lavoratore, una persona, attaccata perché i diritti li pretende (senza adulare il capetto di turno), in un contesto folle.

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