Ministri e sindaci legittimati dai giornalisti

(nelle prime società statali arcaiche, il re si presentava come associato alla divinità, all’ordine del cosmo) Il concetto che il re era approvato dagli dei, con diritto divino di regnare, rendeva la sua condizione e il suo potere non soggetti a critica (Renfrew C., Preistoria – l’alba della mente umana)

Giornalisti a tempo perso: attenzione ai distinguo

         Oggi ad approvare ministri, sindaci e i vari politici e omertosi ci pensano i giornalisti: l’impero dei media approva ogni fonema di qualsiasi “politico”; anche se lo critica di fatto gli fornisce un potere immenso, il potere mediatico; ci impone la sua presenza a prescindere dalla sua incompetenza, anzi spesso in proporzione diretta con essa.  Il “semplice” mostrare, far parlare un qualunque cialtrone di fatto gli conferisce potere mediatico, potere.  Poi i giornalisti pretendono di essere pagati per aver fornito potere ad un incompetente (!) pretendono soldi per farci accettare la loro surreale selezione.  

media italiani PEGGIO d esercito-nord-coreano

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