Nelle forze dell’ordine non ci sono mele marce: è TUTTO Il Sistema che è marcio

         Negli USA lentamente ci stanno arrivando (leggi )(1): quando si trovano agenti che si comportano male non si tratta di “mele marce”, ma è l’intero barile che è malato, corrotto, violento.   Qui in Italia i servili “giornalisti” parlano sempre e solo di singoli agenti definendoli “mele marce” in un Sistema implicitamente sano; invece per la Teoria dei Sistemi ogni elemento è connesso con tutti gli altri e definire una “mela” separatamente dal contesto è semplicemente un non-senso.   

       In Italia qualcosa di buono ha scritto il sociologo Palidda (2).   

omertà di stato

Gli agenti che per il G8 di Genova del 2001 che fecero irruzione e violenze alla scuola Diaz hanno avuto una totale copertura omertosa dal Sistema, non furono isolate mele marce ma agirono insieme e vennero protette alla grande, e sono stati condannati solo per falso.

cop calcio a donna inoffensiva

Qui è pubblica una sentenza di condanna per l’intero ministero dell’interno.

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(1) testo copiato

“Not Just a Few Bad Apples,” Bill Maher Calls Out Police Across the US

By Jay Syrmopoulos     April 16, 2015

“There’s something wrong with the whole barrel. It’s not just a few apples.”

Los Angeles, Calif. – After the recent police killing of Walter Scott, controversial talk show host Bill Maher took aim at one of the most common, and absurd, arguments put forth by police brutality apologists; that there are just a few bad apples.

“How do you explain a police officer, who up until that moment doesn’t seem like a crazy person. Who then just goes to; “Hey this is the United States of Saudi Arabia and if you run from a cop I shoot you,” Maher commented.

During Friday’s segment of Real Time, Maher pushed back on the notion that police are working to help communities.

“I guess they are. But that second cop came over, and he was black, and he was helping the guy cover it up,” Maher argued. “If you’re helping to cover up this police culture, they’re not all good. There’s something wrong with the whole barrel. It’s not just a few apples.”

Maher went on to comment on the sheer ugliness of officer Slager’s behavior post shooting, stating that he appeared almost “non-chalant” after shooting Scott in the back and killing him.

He also took issue with the fact that Slager fired eight shots at Scott as he ran away, stating that guns have become the “tool of choice” in America.

“We see it in movies. We see it in videos,” Maher said. “It just seems like the gun is too ready and available. And also, why do guns always have to empty the whole clip?”

New York Times columnist Ross Douhat responded,

“The reason cops are supposed to empty the clip is that, in police training, you’re supposed to shoot to take down the person coming at you. This is why people say, ‘Cops should be trained to shoot somebody in the ankle’ and so on. That doesn’t work. If you’re actually in a life-or-death situation, you’re supposed to aim for the center.”

“Really? I think that would work on me,” Maher replied. “I think if you get shot in the leg, it works. What bullsh*t is that?”

CNN host Fareed Zakaria weighed in during the discussion, arguing that police in America are “armed to the teeth” and that new data suggests U.S. citizens are now “50 times more likely to be killed by a cop than a terrorist in the United States.”

“It just feels like we’ve gotten away from the Anglo-American system of justice, which was all about the rights of the individual,” Zakaria said. “That was meant to be the heart of what the Anglo-American justice system was about.”

What’s clear is that without cell phone footage, Walter Scott’s cold-blooded killing would have been just another justifiable homicide committed by law enforcement. As Maher pointed out, it isn’t simply a few bad apples but a systemic problem ingrained in law enforcement.

Jay Syrmopoulos is an investigative journalist, freethinker, researcher, and ardent opponent of authoritarianism. He is currently a graduate student at University of Denver pursuing a masters in Global Affairs. Jay’s work has previously been published on BenSwann.com and WeAreChange.org. You can follow him on Twitter @sirmetropolis, on Facebook at Sir Metropolis and now on tsu.

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(2) https://altreconomia.it/le-mele-marce-nella-polizia-il-declino-dei-democratici/

Le mele marce nella polizia, il declino dei democratici

di La redazione — 13 febbraio 2009

A Genova è in corso una clamorosa inchiesta a carico di un nutrito numero di poliziotti, accusati d’essere coinvolti – anche come consumatori, e spesso in servizio – in un vasto giro di cocaina. Non è la prima volta che…

A Genova è in corso una clamorosa inchiesta a carico di un nutrito numero di poliziotti, accusati d’essere coinvolti – anche come consumatori, e spesso in servizio – in un vasto giro di cocaina. Non è la prima volta che agenti della questura genovese finiscono sotto inchiesta.

Salvatore Palidda, sociologo, autore di un libro molto noto sulle forze dell’ordine ("Polizia postmoderna"), ha scritto questo intervento sull’edizione ligure di Repubblica, invitando a una riflessione si ciò che accade nella polizia, sulle ragioni di una certa deriva antidemocratica e sul ruolo, appunto, dei democratici, dentro e fuori questo corpo dello stato.

Perché tante mele marce nella polizia

Salvatore Palidda*

LA VICENDA degli agenti della polizia di stato arrestati insieme a una
decina di spacciatori di cocaina (resa nota ieri da Repubblica con un
articolo di Massimo Calandri) è purtroppo l´ennesimo episodio in cui si
scopre che degli operatori delle cosiddette forze dell´ordine sono
diventati delinquenti se non criminali abituali. Sono passati pochi mesi
dal precedente episodio riguardante altri della narcotici genovese che da
più di dodici anni sequestravano per loro stessi droga e danaro, si
circondavano di confidenti fidati a cui affidavano anche lo spaccio dei
loro sequestri, avevano il conto a Montecarlo ma non mancavano di mettere
in scena delle belle operazioni con sequestri di droghe e arresti di
qualche pusher. E´ quasi certo che alcuni dirigenti diranno subito che
"non bisogna fare di tutta l´erba un fascio" e che, si sa, ci sono sempre
delle "mele marce" anche nelle buone famiglie. Tuttavia se si analizzano i
diversi fatti di corruzione, abusi, violenze e altri reati commessi da
agenti e dirigenti delle forze di polizia nazionali e locali, stando solo
ai fatti noti che sicuramente sono solo una parte del fenomeno, e provando
anche a fare un raffronto con quanto succede in altri paesi democratici,
si possono ricavare le seguenti considerazioni.

1) La devianza se non della criminalità grave di operatori delle forze di
polizia si riproduce da sempre, ma ci sono periodi e luoghi in cui può
accentuarsi.

2) Le autorità politiche e i vertici non hanno mai predisposto né il
monitoraggio, né un serio studio, né progetti di prevenzione, repressione
e risanamento adeguati.

3) Le abituali "indagini interne" che a volte sembravano voler sradicare
la "malapianta" (si ricordi fra le altre il rapporto Serra sulla questura
di Bologna dopo la scoperta della "uno bianca") si sono sempre risolte in
ben pochi e banali provvedimenti lasciando "tutto come prima" (sono parole di agenti che hanno vissuto da vicino queste vicende).

4) Periodicamente alcune questure o commissariati, caserme, comandi dei CC
o altre strutture anche della GdF o di polizie locali (si pensi ai recenti
fatti della "panda nera" di Calcio in cui sono stati coinvolti operatori
di tutte le polizie e alla vicenda degli agenti razzisti e vigliacchi di
Parma) si rivelano particolarmente "infetti" di tale "male" (per nulla
oscuro). E´ questo anche il caso di Genova non solo per quanto è successo
al G8, ma anche per la costellazione dei vari altri fatti (fra i quali non
va dimenticato neanche il coinvolgimento di dirigenti di Ps nella
struttura illegale creata da Saya, per non parlare prima delle
performances del colonnello Riccio e di altre storie "liguri", per finire
ai delinquenti della narcotici).
Così come fu evidente nel caso della "Uno bianca" di Bologna, se per tanti
anni alcuni operatori perpetuano atti criminali è quasi certo che
l´"ambiente" [cioè Il Sistema]  in cui lavorano se non è complice, oscilla fra indifferenza
(che non è ammissibile) e tolleranza (che è parente della complicità
passiva e che può diventare attiva, cioè correità). Allora perché non è
mai stato pensato un progetto di risanamento di tali ambienti?

5) In tutti i paesi democratici esistono delle strutture di controllo per
prevenire, reprimere e risanare la delinquenza nelle forze di polizia.
Teoricamente anche in Italia; ma, anche quando qualche dirigente
democratico ha tentato di proporre misure esemplari, i vertici hanno
optato per l´insabbiamento abituale e qualche banale punizione di pesci piccoli.

6) Ovviamente la responsabilità di tutto ciò non è solo dei vertici delle
polizie ma innanzitutto delle autorità politiche che si sono sempre preoccupati di prostrarsi a difesa dell´onorabilità della "forza pubblica"
di cui peraltro non hanno mai osato auspicare neanche un minimo di
razionalizzazione democratica (e forse non a caso). Fra i paesi che dopo
il 1945 hanno provveduto al risanamento democratico delle istituzioni,
l´Italia è l´unico Paese in cui manca ancor oggi un minimo effettivo controllo democratico delle forze di polizia nazionali e locali (mentre, ahinoi, si istituzionalizzano anche le ronde).

7) Un´altra responsabilità della riproduzione della delinquenza fra le
polizie appartiene anche all´autorità giudiziaria quasi sempre ultra timida sino alla legittimazione di fatto dell´impunità dei rèi (ben nota per i fatti del G8 di Genova). E´ vero che disporre di una polizia giudiziaria effettivamente indipendente è assai difficile e che parte della magistratura partecipa a giochi di potere e quindi di scambio di favori, che passano anche attraverso lo scambio di coperture. Ma non sarebbe indispensabile l´impegno comune dei democratici che comunque ci sono nei ranghi delle polizie e della magistratura quantomeno per resistere a derive in cui, non a caso, si mescola corruzione, abusi, autoritarismo e razzismo?

8) Infine, dov´è la mobilitazione dei democratici della società locale
(quelli che rivendicano civismo) per la trasparenza democratica delle
forze di polizia e la gestione della sicurezza?

*docente di sociologia della devianza e del controllo sociale Università
di Genova

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