“Oste, com’è il vino ?” : la farsa di ferragosto del ministero dell’interno

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(un’attore che fa il ladro, Alfano l’Intellettuale mentre recita il ruolo dell’agente dello Stato che arresta i criminali, e un inetto con i baffi da giornalista che evidenzia la cosa “Guarda, la polizia arresta i ladri !”  )

             Tra le tante farse propagandate dal governo grazie a “giornalisti” che non sono capaci di capirlo, ce ne è una magnifica: mentre il “ministero dell’interno” non fa il suo lavoro 365 giorni l’anno (ente è solo uno dei tanti carrozzoni della carovana nociva all’Italia chiamata “pubblica amministrazione”), per darsi un’immagine tenta pietosamente di rovesciare le cose mostrando (ai cronisti, che ci credono e ci facevano credere anche chi scrive) che le “forze dell’ordine” “…..lavorano anche a ferragosto” : ma da quando in qua uno che fa il suo ordinario (e pagato) lavoro, deve gridarlo in pubblico ?  E soprattutto: perché ? La risposta la sappiamo ma non si può dire.

    Ogni ferragosto anche il prossimo 15/8/2015 vedremo una autentica farsa, un rituale di cartapesta, tutto composto di attori, con persone che non riescono a capire la differenza tra una farsa e la sicurezza (che è la percezione dei cittadini, non le bugie dei ministeri), la condizione che le forze dell’ordine non garantiscono affatto consegnando il territorio a delinquenti della peggior risma.   Sicuramente qualcuno, agente o cronista, penserà “…ecco il solito elenco di sciocche bugie per nascondere la realtà, ecco la farsa” ma non avrà il potere di dirlo, perché sarebbe aggredito dalla massa che crede alla farsa  “Ti pare che lo Stato menta ?”.   La farsa al viminale è del tipo di quel modo di dire:  “E’ come se uno chiede «Oste, com’è il vino» ?”.  

         Cosa risponderà l’oste ?  Lo sappiamo tutti, il detto è proverbiale; che un cittadino non sappia che l’oste dice sempre “Ottimo” può andare, ma che ci creda un “professionista (!) dell’informazione” no.  Non va bene nemmeno formalmente, visto che lo stesso “ministero dell’interno” ogni tanto viene condannato, e proprio per violenze: il soggetto che si fa pagare per evitare violenze, le mette in atto lui stesso.  E’ come se il Ministero della salute diffondesse virus mortali.    

           Vedremo persone farsi pagare, che si sentiranno importanti (!), per reggere microfoni, o fare delle fotocopie: quando ripetono i dati del viminale essi fanno solo delle fotocopie.

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