BISPENSIERO

        (da wikipedia) Bispensiero (in inglese doublethink), è un termine in neolingua coniato da Orwell nel libro di fantascienza distopica “1984”, indica il meccanismo psicologico che consente di credere che tutto possa farsi e disfarsi: la volontà e la capacità di sostenere un’idea E il suo opposto, in modo da non trovarsi mai al di fuori dell’ortodossia, dimenticando nel medesimo istante, aspetto questo fondamentale, il cambio di opinione e perfino l’atto stesso del dimenticare. ”

Doublethink-Bispensiero

           Esempio: con il bispensiero è possibile pensare e sostenere che un tavolo è tutto bianco E che è tutto nero nello stesso momento, con il bispensiero si possono pensare entrambe queste cose insieme.   Ma bisogna poi cancellare il fatto di aver cambiato idea, e infine soprattutto l’atto di aver fatto la cancellazione: non solo non esiste più alcuna contraddizione, ma nulla è accaduto.  “Il tavolo è tutto bianco  ed  è tutto nero”.  Si raggiunge la purezza, l’ortodossia assoluta, nessuna contraddizione, nessun problema, “è tutto ok”, l’annebbiamento mentale totale.

IL BISPENSIERO OVUNQUE

           Pensare che questo accada solo nel romanzo 1984 di Orwell è una grossa “ingenuità” ma frutto necessario della propaganda di ogni società e del continuo lavaggio del cervello praticato dai media ad ogni persona (nella misura in cui questa appartiene a qualche “massa”).   Pensa che nella Terra ci sono circa 170 nazioni, e ognuna fa credere a chi ci cresce che essa è la migliore, che ha “la nostra storia” (che è sempre piena di soli eroi), che è la più buona e giusta (i cattivi sono solo gli altri), con i suoi miti che è socialmente vietato discutere; e così, dall’educazione familiare a quella formale in poi, cresciamo in un ambiente che è solo uno degli infiniti possibili, ma ci viene imposto di pensare che quello sia il migliore: l’Italia, la Tanzania, la Russia, il Mozambico, gli USA, non importa.  Tutte le culture/nazioni ci convincono che essa è la migliore; pensa che diciamo il 90% delle persone ha cambiato almeno una volta il partner, ma forse 2, 3, 5, e pensa che qui il 30% delle coppie si separa: tutti cambiano partner, ma pochissimi cambiano nazione !  Si, la lingua, il lavoro: ma il paese dove sei è veramente il migliore ?  Eppure miliardi di persone nate in paesi corrotti, disgraziati (come l’Italia) e poverissimi, si radicano lì o se espatriano sognano sempre di tornare nella cacca.

          Pensa che ci sono 7.000 (settemila) lingue diverse, e ogni parlante di quella lingua si scioglie in un brodo di giuggiole e considera la sua la migliore, si oppone fino alla morte alla cancellazione di quella lingua, o addirittura esalta lingue mortissime ma chic (come il latino: a che serve se i latini non esistono ? non conviene imparare il cinese visto che sono 1,2 miliardi?). 

VIVA LA NOSTRA LINGUA !  ABBASSO IL CALO DELLE NASCITE !

     Si legge “L’italiano è la seconda lingua straniera nel mondo”: a parte la dose industriale di melensa retorica patriottica, a parte i seri dubbi sul fatto in sé, a parte il fatto che siamo certi che nelle altre 169 nazioni questa informazione non ce l’hanno ma ne avranno altre retoricamente simili: qual è l’utilità di questa cosa ?  Aumenta il benessere dei cittadini del peggior paese in UE a parte la Grecia (ma primo per corruzione)?  Riduce del 90% i tempi dei processi ?  No, aumenta il narcisismo e la retorica del “noi siamo i migliori”.  Il bispensiero ci sembra presente anche qui: il calo delle nascite è un bene (oggettivamente) e insieme è un male (nell’ottica retorica nazionalista), cancello questa operazione mentale, e cancello pure la cancellazione.

       E intorno al Giugno 2015 a Radio3 si parlò del famigerato fenomeno positivissimo, ma capovolto e presentato come negativo: il calo delle nascite.  Quasi ogni nazione pretende che i suoi abitanti aumentino sempre di più, il fatto grave che la Terra abbia risorse e superficie limitata e che siamo sempre più stretti non li sfiora.  A Radio3 a parole accennarono al fatto che il calo delle nascite non era un problema, ma nei toni rimasero afflitti, e ciecamente nazionalisti.  A parte l’infame razzismo di frasi come “.. siamo in paese di vecchi …” (cioè mica dicono “sporco negro”), come è possibile pensare in negativo un fatto positivo ?  Col bispensiero !

PROPAGANDA

     Non si tratta affatto di “complottismo”: Ellul (1) ha dimostrato che ogni società, anche la più democratica e “buona”, ha intrinsecamente bisogno di propaganda, con i suoi miti, la sua retorica, l’obbligo del nazionalismo, il divieto di dire cose negative sulla nazione (cioè, proprio come scrisse Orwell, non si può scrivere “2+2=4).

(1) Ellul J. – Propaganda. The formation of mens attitudes, 1965

 

doublethink-1

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: