Anatomia del “Coniglio mannaro”

            Molto molto sommariamente le persone si possono raggruppare in due parti, per ragioni “profonde” di indole individuale (immutabile):

  1. da un lato quelli che si identificano con la vittima;  sono ostili alle ingiustizie, che si schierano dalla parte di chi ha ragione e spesso con i deboli (anche se a volte tendono a prendere partito per i deboli pure quando essi hanno torto; es. con gli zingari); evitiamo di dargli un aggettivo per evitare fraintendimenti.   Possono esagerare nello schierarsi per un qualcuno a prescindere dai comportamenti precisi , e dalla responsabilità.  In genere aiutano il prossimo, almeno finché non gli si tocca l’orticello.  Comunque si identificano con la vittima: si comportando da persone abbastanza forti e sicure.
  2. dall’altro lato stanno gli autoritari, quelli che si identificano con l’aggressore; si schierano sempre col più forte (anche se non lo ammettono perché nemmeno se ne rendono conto: agiscono non per ragionamenti ma per riflessi impulsivi), che sono profondamente infastiditi dalle sofferenze altrui tanto da attaccare le vittime (il che è da imbecilli), che invece di attaccare l’aggressore incolpano la vittima.  Sono i ridicoli, gli autoritari, i fascistelli, i “forti coi deboli ma zerbini coi potenti”, quelli che gridano, sono quei padri o madri di famiglia che fanno i gridando come bambini capricciosi con i figli i quali si vedono costretti a invertire i ruoli e a prendersi cura dei loro genitori.   Di fronte a qualcuno che parla di popolo, nazione, e che evoca la forza, si eccitano e gli brillano gli occhi.

Per questo gruppo 2 c’è una bella definizione, che ho adattato (con parti mie in grigio) da quella data dei sadici da Erich Fromm (Anatomia della distruttività umana, 1972):

        “Gli autoritari soffrono di impotenza interiore, di incapacità di farsi amare e di sentirsi bene dalla parte dei deboli: si schierano col più forte a prescindere, non sanno avere altrimenti una risposta da lui.  A questa impotenza relazionale cercano compensazione attraverso l’eccitazione dell’esercizio del potere arbitrario (quando non crudele) sul prossimo, e con l’identificazione con l’aggressore: essendo una illusione di forza, illusione che in profondità riconoscono, non li soddisfa e non li porta da nessuna parte.  Sono la caricatura della forza; sono quanto di più debole esista. ”  

          Sono i Conigli mannari.

         Che bisogno c’è di mostrare i muscoli, le mazze, di vestirsi di nero, di inneggiare al duce (roba da caricature umane), o anche di aggredire verbalmente ?   Solo una persona che si sente debole (senza che nessuno glie lo ha chiesto!) ha bisogno di gonfiarsi.      In queste foto alcuni esempi di Conigli Mannari singoli o gruppi, con eventuale codazzo di reggitori di microfoni.

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