i pensieri di Pasolini

(https://www.youtube.com/watch?v=rc6MYoG7y_0) (intervistato insieme a ex compagni di scuola dal giornalista Biagi; testo ridotto)

  • (Biagi chiede a Pasolini qualcosa di quando era studente, Pasolini parla del greco e del latino)
  • B. Quali sono le illusioni che lo studente Pasolini ha perduto ?
  • P. Mah, nessuna, assolutamente nessuna …
  • …..
  • B. La sua famiglia era religiosa ?
  • P. Mio padre, nazionalista o quasi fascista, aveva una religione puramente formale … mia madre aveva una religione contadina, rurale … molto poetica ma per niente convenzionale e confessionale
  • (un compagno) “… Pasolini era uno che stava per conto suo anche quando era in compagnia ..
  • B. Come ci si sente ad essere tanto spesso contestati ?
  • P. Mah, le cose non arrivano molto in realtà, perché chi lavora è impegnato nel suo lavoro ….evito di ascoltare discorsi fatui, non me ne occupo oltre.
  • B. Lei ha scritto “Sul piano esistenziale io sono un contestatore globale, la mia disperata sfiducia in tutte le società storiche mi porta a una forma di anarchia apocalittica. “ Che mondo sogna ?
  • P. Per un certo tempo ho creduto nella rivoluzione … come tutti i ragazzi adesso. Adesso comincio a crederci un po’ meno … sono apocalittico, vedo davanti a me un mondo doloroso e sempre più brutto. Non ho speranze quindi non mi disegno nemmeno un mondo futuro.
  • B. Mi pare che lei non creda più ai partiti ..
  • P. No, perché se mi le dice che non credo ai partiti mi da del qualunquista, io invece non sono un qualunquista. Ho … tendo più verso una forma anarchica che verso una scelta ideologica di qualche partito, ma non è che non creda ai partiti.
  • B. Lei si batte contro l’ipocrisia, sempre. Quali sono i tabù che vuole distruggere, quelli sul sesso, lo sfuggire alle realtà più crude, la mancanza di sincerità nei rapporti sociali ?
  • P. Mah, questo l’ho detto fino a 10 anni fa, ora non ci credo. La parola “speranza” è cancellata dal mio vocabolario. Continua a lottare per verità parziali, momento per momento, ora per ora, mese per mese, ma non mi pongo programmi a lunga scadenza perché non ci credo più.
  • B. Lei non ha speranze ?
  • P. No.
  • B. Vive giorno per giorno ?
  • P. Vivo giorno per giorno, si. Non ho più quelle speranze che sono alibi.
  • B. Questa società che lei non ama in fondo le ha dato tutto: le ha dato il successo, una notorietà internazionale…
  • P. Il successo non è niente. Il successo non è niente. Il successo è l’altra faccia della persecuzione. E poi il successo è sempre una cosa brutta per un uomo. Può esaltare al primo momento, può dare delle piccole soddisfazioni a certe vanità, ma in realtà appena ottenuto si capisce che è una cosa brutta per un uomo il successo.
  • Per esempio, il fatto di aver trovato i miei amici qui alla televisione non è bello. Per fortuna noi siamo riusciti ad andare al di là dei microfoni e del video e a ricostituire qualcosa di reale, di sincero. Ma come posizione, è brutta, è falsa.
  • B. Che cosa ci trova di così anormale?
  • P. Perché la televisione è un medium di massa, e come tale non può che mercificarci e alienarci.
  • B. Ma oltre ai formaggini e al resto, come lei ha scritto una volta, adesso questo mezzo porta le sue parole: noi stiamo discutendo tutti con grande libertà, senza alcuna inibizione.
  • P No, non è vero.
  • B, Si, è vero, lei può dire tutto quel che vuole.
  • P. No, non posso dire tutto quello che voglio.
  • B. Lo dica !
  • P. No, non potrei perché sarei accusato di vilipendio, uno dei tanti vilipendi del codice fascista italiano. Quindi in realtà non posso dire tutto. E poi, a parte questo, oggettivamente, di fronte all’ingenuità o alla sprovvedutezza di certi ascoltatori, io stesso non vorrei dire certe cose. Quindi io mi autocensuro.
  • Comunque, a parte questo, è proprio il medium di massa in sé: nel momento in cui qualcuno ci ascolta dal video, ha verso di noi un rapporto da inferiore a superiore, che è un rapporto spaventosamente antidemocratico.
  • B. Io penso che in certi casi è anche un rapporto alla pari, perché lo spettatore che è davanti al teleschermo rivive attraverso le vostre vicende anche qualcosa di suo. Non è in uno stato di inferiorità. Perché non può essere alla pari?
  • P. Teoricamente questo può essere giusto per alcuni spettatori, che culturalmente, per privilegio sociale, ci sono pari. Ma in genere le parole che cadono dal video, cadono sempre dall’alto, anche le più democratiche, anche le più vere, le più sincere.
  • B. Quali sono i suoi nemici?
  • P. Non lo so, non li conto: sento ogni tanto delle ondate di inimicizia delle volte inesplicabile, ma non ho voglia di occuparmene molto.
  • B. Chi sono invece le persone che ama di più?
  • P. Quelle che che amo di più sono le persone che possibilmente non abbiano fatto neanche la quarta elementare, cioè le persone assolutamente semplici. Non lo dico per retorica, ma perché la cultura piccolo borghese, almeno nella mia nazione (ma forse anche in Francia e in Spagna), è qualcosa che porta sempre a delle corruzioni, a delle impurezze. Mentre un analfabeta, uno che abbia fatto i primi anni delle elementari, ha sempre una certa grazia che poi va perduta attraverso la cultura. Poi si ritrova a un altissimo grado di cultura, ma la cultura media è sempre corruttrice.
  • B. E se dovesse fare dei nomi? Lei ad esempio ha avuto molta amicizia per Maria Callas, una donna straordinaria. Che cos’è che l’affascina in lei?
  • P. In lei mi affascina la violenza totale dei sentimenti: quando lei prova un sentimento non è mai un piccolo sentimento mediocre o trattenuto. Quando prova un sentimento, lo prova totalmente, senza freni: è questa ricchezza sentimentale che mi piace soprattutto in lei.
  • B. Secondo lei gli intellettuali italiani scendono a troppi compromessi: che tipo di compromessi accettano ?
  • P. accettare in un modo acritico l’integrazione
  • B. Non la accetta anche lei ?
  • P. Si, ma in modo critico. Certo, non posso non accettarla perché …. devo essere un consumista per forza anche io, mi devo vestire, devo vivere, devo scrivere, devo fare dei film, devo avere dei produttori …

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