La grande truffa della psicologia per i mobbizzati: completamente inutile

ENG “The biggest scam of psychology for mobbed: completely useless”

10 Prima EF 10 - ritagli x blog

ENG “Bullying must be seen as an workplace/environment/context problem. Prevention must concentrate on risk reduction, and care to psychosocial context, climate, organizative culture and leadership.  The initiatives focused on the single are doomed to failure

CURARE IL CANCRO CON L’ACQUA FRESCA ?

         Per il mobbing, “le iniziative focalizzate sulla personalità [del singolo] sono destinate all’insuccesso” : è questa la sentenza definitiva dell’OMS, che risale al lontano 2008, sugli interventi contro il mobbing.   In pratica è come scrivere “Il Re è nudo”, oppure “Babbo Natale non esiste”: perseverare nelle illusioni è molto gratificante e comodo, inutile ma (per gli psicologi) confortevole.  Peccato che a uno psicologo non sia permesso.

Ciarlatano

        Poiché smonta e demolisce l’intera autoreferenziale organizzazione “degli psicologi italiani” contro il mobbing, poiché smaschera il narcisismo e l’egocentrismo dei singoli psicologi (anche degli avvocati e dei sindacati) che asseriscono di aiutare significativamente i mobbizzati, tale conclusione è stata platealmente censurata, non solo dai media (notoriamente infantili e servili) ma dagli psicologi stessi e dalla comunità italiana degli psicologi, che continua a sfornare convegni, studi e ricerche utili solo a gratificare il narcisismo degli autori, salvo rare eccezioni (in aumento) che collocano la causa e la soluzione del mobbing a livello organizzativo (es. gli studi del Prof. Avallone).  

SISTEMATICI E INACCETTABILI ERRORI DEGLI PSICOLOGI E DELLA RELATIVA COMUNITA’

         Ma la comunità e i singoli psicologi proprio non possono permettersi interventi autoreferenziali, non possono essere narcisisti patologici, non possono far pagare i mobbizzati con interventi-farsa dall’efficacia inferiore a quella dell’acqua fresca, non possono colpevolizzare le vittime (!) e assolvere le organizzazioni.   Ciò forse ad un medico è permesso, perché egli ha una certa formazione e non è tenuto a conoscere e usare i concetti psicosociali di conformismo, narcisismo, autoreferenzialità, omertà, consenso sociale.  Lo psicologo invece è obbligato a considerarli: lui deve conoscere e usare la sociologia, l’antropologia, e soprattutto la psicologia sociale.  Nessuno psicologo può permettersi di compiere un errore talmente madornale (per la scienza) che in psicologia sociale è definito “L’Errore Fondamentale” cioè quello di attribuire un comportamento/stato a cause interne del singolo, anziché ambientali: eppure lo fanno quotidianamente.

         Puoi leggere tu stesso la conclusione dell’OMS del 2008 “Buone pratiche negli interventi su violenza e mobbing nel posto di lavoro” (clicca, in pdf), e renderti conto con i tuoi occhi della realtà.  Il programma tv Report lanciava il seguente invito “Pensa.  E’ gratis” : ma pensare con la propria testa non solo non è gratuito, ma è molto costoso, faticosissimo, perché richiede di svincolarsi dalla massa, dagli automatismi, dal richiamo del consenso popolare, dal non-pensare che ci viene continuamente proposto.        Le pratiche proposte contro il mobbing sono il frutto dell’indagine seria (non autoreferenziale) di tutti gli studi sul mobbing; l’OMS pubblica spesso delle “sintesi” sui più disparati problemi medici o sociali  (es. sul tabagismo), e lo fa con centinaia di studiosi che analizzano tutta la letteratura.  In questo caso gli enti coinvolti sono:

  • PRIMA-EF Psychosocial RIsk MAnagement – Excellence Framework (l’ente organizzatore)
  • I-WHO – Institute of Work, Health & Organizations
  • WHO – World Health Organization
  • BAUA – Bundesanstalt fur Arbeitsschutz und Arbeitsmedizin (Germania)
  • ISPESL – Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro
  • TNO Work and Employment (Olanda)
  • CIOP-PIB – Central Institute for Labour Protection – National Research Institute (Polonia)
  • Finnish Institute of Occupational Health (Finlandia)
  • ILO – International Labour Organization

… insomma …   sono i soggetti più autorevoli che esistano.  

IL NARCISISMO DEGLI PSICOLOGI

     L’efficacia di un intervento proprio non si può basare su singoli casi, ma va valutata con l’unico strumento disponibile: la scienza, cioè studi e ricerche basati su statistiche.   Il concetto che l’esser costretti a vivere in un ambiente violento sia molto nocivo è lapalissiano, autoevidente, logico e di buon senso:  se dei genitori perseguitano un bambino, essi vanno semplicemente allontanati, eppure gli psicologi, per autogratificarsi a spese delle vittime, continuano a pontificare, a “scavare nel profondo”, a fare “colloqui di sostegno e ascolto”, a “dare spazio alle emozioni” e con una lunga serie di altri “interventi” tragicomici (tragici per le vittime, comici per la loro ridicola seriosità) che gli forniscono denaro e prestigio: ma non servono a niente !   La vittima viene illusa, ma non ottiene niente: gli interventi focalizzati sul singolo sono destinati all’insuccesso.    Invece loro si atteggiano a persone serie che “ascoltano il cliente”, si atteggiano a “empatici” e “sensibili” senza vedere il trave davanti ai loro occhi.    Gli psicologi non vogliono impegnarsi, non vogliono aiutare veramente le vittime, hanno paura di coinvolgersi attaccando le aziende (e lo status quo) schierandosi apertamente con la vittima, essi sono conservatori, reazionari, conformisti; no.  Gli psicologi rimandano tutto al “colloquio” magico, che sanerebbe tutto, loro nascondono tutto nella stanza del colloquio, senza render conto a nessuno.

ALTRE FONTI CON LE MEDESIME CONCLUSIONI

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