Le persone giuste e sane, in un posto violento e malato

          Alcuni psicologi situano quasi tutto dentro la testa delle singole persone, cancellando l’ambiente, per loro comodità e lucro.   Gli psicologi competenti anche in psicologia sociale (o di come gira il mondo) non fanno questo errore, ma troppi, e l’intera impalcatura ideologica della “psicoterapia”, vede tutte le cause nella testa di chi soffre, e cancella l’ambiente, col risultato di creare un ulteriore danno: colpevolizzare la vittima.

ESSER SANI IN POSTI INSANI, L’ESPERIMENTO ROSENHAN DEL 1973

          Queste cose sono note, ma l’ossessione “mainstream” per le “psicoterapie” rigorosamente individuali, le cancella, con la retorica e col vestirsi da buoni.   Già nel 1973 con poche chiacchiere ma tante prove oggettive, Rosenhan e colleghi dimostrarono chiaramente che esistono posto violenti e malatissimi, che per celare ciò si auto-etichettano come “ospedale”.  Questi soggetti (queste istituzioni) sono così inette da accettare come “malate” persone sanissime, che stavano fingendo di avere dei disturbi, facendole ricoverare e visitare; nessuno se ne è accorto tranne i “veri” malati, il personale invece sulla base della sola “autodiagnosi” riferita continuava ad etichettarli come “malati” e li trattava male e come oggetti, facendo cioè violenza , causando una “schiacciante disumanizzazione, noia e grave invasione della privacy”  (il violento soggetto si etichettava come “ospedale” non “lager”) “gli operatori discutevano come se i «pazienti» non fossero lì”.    Questo esperimento non sembra aver dato molto seguito (eufemismo).  (2)

PERSONE ALTAMENTE SENSIBILI (ESSERI UMANI)

         Eppure le critiche alla psicologia “mainstream” ci sono ancora, tante vengono dalla Psicologia sociale, o da altre aree; una è del 2014 pubblicata su Brain and behavior e parla di "persone altamente sensibili” (PAS), cioè esseri umani (non “pazienti”) che hanno una alta sensibilità per gli altri (stimoli sociali) ed empatia, e per l’ambiente.  Hanno tutte qualità positive no ? cioè sono brave persone, sono prosociali, sono utilissime e indispensabili ad ogni società; eppure possono soffrire, e spesso soffrono veramente.  Perché soffrono le persone brave e sane ? Per l’Ideale dell’Io, per l’attaccamento insicuro ? per la “schizofrenia” ?    Soffrono per le stesse ragioni dimostrate da Rosenham.

          Nei posti san e puliti stanno benissimo e contribuiscono al benessere altrui e sociale.  Soffrono solo ed esclusivamente in posti violenti, malati, insani, come gran parte degli ambienti massificati odierni, o nei luoghi di prostituzione umana chiamati “posti di lavoro”.  Soffrono come un pesce sulla terra, come un essere umano o un uccello sott’acqua, o un mammifero in aria.  Bianca Acevedo e i colleghi ricercatori si chiedono giustamente: perché l’evoluzione ha mantenuto un tratto che sembra portare svantaggi ?  La nostra risposta è quella di Rosenham, e costoro in pratica la ripetono pari-pari

    “Le teorie evolutive circa le persone PAS si stanno ancora sviluppando  … ma tutti sottolineano che ci sono vantaggi in esse, specie in ambito sociale.   Ad esempio, la risposta ai bisogni degli altri è essenziale per la stabilizzazione dei rapporti di cooperazione e la fiducia negli esseri umani e le altre specie.  Infatti essere persone PAS [cioè persone sociali, buone e degne] conferisce benefici per gli individui in ambienti sociali "sufficientemente buoni", ma causa vulnerabilità ai risultati negativi in ambienti poveri ”. (1)

     Lasciamo a chi legge, magari chiedendo di cancellare l’onnipresente retorica e propaganda, la conclusione personale.  Qui aggrava il quadro Massimo Giusio che invece di contrastare i criminali pontifica sfruttando le vittime (2010)

Esistono  poi  le  c.d.  vittime  permanenti  che,  come  osserva  Tambone  (ma  l’ipotesi  è  condivisa  da  molti  studiosi),  sono  individui  che  presentano spiccati tratti personologici, per temperamento e carattere, che, pur senza sfociare  in  vere psicopatologie [come quelle riscontrate dall’”ospedale” ingannato da Rosenhan] espongono cronicamente a situazioni vittimizzanti. ”  quindi non esistono criminali E BASTA contro cui agire magari rischiando qualcosa di proprio (no Seghe mentali©), ma singoli che “si espongono” (!), magari alle pallottole, alle rapine, o al mobbing e alle aggressioni verbali, magari “solo” per abissali contestuali differenze di potere.   Queste persone non sanno cosa significa lavorare con una basso potere in un grande ambiente degradato, magari pubblico.

“INDIVIDUI AFFETTI DA BONTA’ ECCESSIVA” : DA CURARE FACENDOLI ADDESTRARE DALL’ISIS

         Prosegue Tambone “In  una  condizione  molto  liminare  troviamo  poi  le  c.d.  “vittime  nate” che, per  varie cause, presentano una propensione ad assumere un ruolo di vittima. ”    (corsivo nostro) fin qui, malamente, si potrebbe ancora salvare il testo, ma poi prosegue in un assolo di negazione dell’ambiente-contesto :

ML King - prender posizione perché è GIUSTO

“Anche  qui  vi  è  una  notevole  pluralità,  ampiamente  descritta  dalla
psicologia  clinica  da  cui  la  vittimologia  ha  mutuato  rilevanti acquisizioni  e  valide  certezze,  di  precisi  tratti  personologici.  Si  va dagli  individui  affetti  dal  c.d.  “complesso  di  Abele”  (o  “sindrome  di Abele”)  che,  per  bontà  innata  eccessiva,  docilità  e  remissività,  sono poco  o  per  nulla  capaci  di  tutelarsi  (diventano  frequentemente  vittime di  raggiri,  plagi,  circonvenzioni  con  atti  economici  lesivi  e  truffe, ecc.),”

le decisioni sulle vite umane sono prese da coloro che non rischiano niente

Non sappiamo se Tambone da la caccia a raggiratori, plagiatori, e ingannatori vari, mobber, leccapiedi, carrieristi, prostituti sociali; se non lo fa qui sta solo sfoggiando erudizione addirittura attaccando quegli “individui affetti da bontà innata eccessiva”, cioè secondo Tambone è innata, genetica.  Questa frase ci sembra per lui

Birds born in a cage think flying is an illness - Jodorowski

(Un uccello nato in una gabbia pensa che volare sia una malattia)

C’è il gene della bontà eccessiva .    Forse T. non li attacca, ma sono da curare: psicofarmaci ? psicoanalisi ? psicanalisi ? dai rogersiani ? CBT ? magari per star sicuri inviamoli all’ISIS in addestramento.

 

(1) INGLESE  Evolutionary theories of SPS are still developing and
vary (e.g., Wolf et al. 2008, 2011; Ellis et al. 2011; Aron et al. 2012; Pluess and Belsky 2013), but all emphasize that there are advantages to it, many of them being social. For example, responsiveness to others’ needs is essential for stabilizing cooperative relationships and trust in
humans and other species (e.g., McNamara et al. 2009).
Indeed, SPS — whether it is measured by questionnaires, physiological measures, behavioral observations, or
genetic markers — confers benefits to individuals in
“good-enough” social environments but vulnerability to
negative outcomes in poor ones (e.g., Belsky and Pluess
2009; Pluess and Belsky 2013).

(2) Noi un seguito lo abbiamo dato nel 2012 (“Mobbing in uniforme: quando i veri malati sono i luoghi di lavoro”).

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