Ogni persona è in parte solo un ingranaggio di un Sistema

Ogni persona è in parte solo un ingranaggio di un Sistema. ovvero “Ogni Sistema-gruppo di persone, si comporterà in un solo modo ad esso possibile”:

OMERTA’ E POTERE IN OGNI CONTESTO SOCIALE

         (Sono uno psicologo, con conoscenza ed esperienza concreta di contesti di lavoro e nazionali, malati e omertosi .  Alzo i toni solo per CHIAREZZA, per fare una cosa breve, e per infiniti gravi danni ricevuti da questi fenomeni; in fondo metto alcuni riferimenti minimi)          La maggior parte degli psicologi, nonostante gli studi universitari gli abbiano mostrato quanto scriviamo noi, si concentra solo sulle singole persone (etichettandole come “malate” o comunque bisognose del loro aiuto); gli “psicologi” fanno questo quasi esclusivamente per interessi personali (denaro, comodità, status sociale, conformismo).    Dagli anni ‘60 è stato dimostrato scientificamente quello che comunque può essere alla portata di chiunque: il comportamento di una singola persona spesso non dipende da sue motivazioni, ma dall’ambiente, dal contesto, dalla situazione contingente in cui si trova.  Quasi tutti gli psicologi invece usano delle lenti deformanti e colorate, scelgono di vedere persone isolate, o ingranaggi isolati, come questi :

errore fondamentale di attribuzione - persona separata_thumb[2]

(Fig. 1.a Come quasi tutti gli psicologi scelgono di vedere le persone)

ingranaggio separato artificialmente - clockwise_thumb

(Fig, 1.b Un ingranaggio “singolo”)

        Lo psicologo incompetente, attribuisce le cause della sofferenza di quella persona ad essa stessa; è come se egli vedesse l’ingranaggio ruotare in senso orario, ed attribuisse al solo ingranaggio la scelta di quel senso di rotazione.   Tutta la psicologia clinica, in gran parte una truffa, è basata su questa visione, nel considerare sano l’ambiente e malato (“disadattato”) il singolo; è una ideologia, le aspettative “scientifiche” predispongono lo “psicologo” a vedere solo quello che gli è stato detto di vedere.  La psichiatria ritiene che il comportamento dell’ingranaggio dipenda principalmente da cause biologiche, e comunque agisce solo su di queste.  La psicoanalisi è la più estrema e  assoluta, nel cancellare magicamente il contesto e nell’attribuire letteralmente tutto a “pulsioni inconsce” proprie solo del singolo, che gli psicoanalisti sfruttano (scucendo migliaia di euro).  Ma come fa a scomparire l’ambiente ?

        La mente umana di tutti noi è imperfetta, ci inganna, e ci fa commettere quello che in psicologia sociale si chiama addirittura “L’Errore Fondamentale di Attribuzione” (english = FAE) , cioè nell’osservare i comportamenti preferiamo attribuire la causa ai singoli individui (cause disposizionali) anziché al contesto (cause situazionali); questo avviene in tutti noi, in mille situazioni, non per “psicopatologie” ma perché la nostra mente è fatta in un certo modo  (le nostre orecchie non riescono a sentire suoni che hanno frequenza di oltre 20KHz non perché sono difettose, ma perché sono costruite così).  Studiare questi errori sistematici e universali può ridurre il problema ma solo di poco, perché spesso facciamo attribuzioni in pochi decimi di secondo, in situazioni che richiedono una soluzione che sia rapida e, soprattutto, prevedibile, stereotipata, approvata dagli altri.    L’attribuzione non è una procedura scientificamente dimostrata ma è un’operazione mentale, ed è dimostrato che normalmente tale attribuzione è viziata.  In Psicologia sociale si scoprono centinaia di errori sistematici, gravi, che compiamo tutti) (Esperimento Milgram, Effetto Lucifero, Conformismo sociale, Violenza tra gruppi, ecc.).

     Che uno psichiatra (cioè un medico) faccia l’errore di vedere solo la singola persona, si può forse accettare.  Che lo faccia uno psicologo proprio no; uno psicologo non può commettere questo errore madornale (almeno in Italia tutti gli psicologi hanno come esami obbligatori Sociologia e Psicologia sociale).  Che poi lo facciano quasi tutti non cambia niente: non solo non migliora la situazione, ma la peggiora !

       Propongo con forza di cercare assolutamente di distinguere e separare il singolo dal contesto, l’individuo dal gruppo, il singolo lavoratore dall’intera azienda, il singolo ingranaggio dall’intera scatola del cambio di un’auto, il singolo elemento dall’intero Sistema.   Cerchiamo di spiegarci meglio con l’immagine, molto eloquente, di una scatola di ingranaggi (es. la scatola del cambio di un’auto); non ho scritto “ingranaggi” ma “scatola” proprio perché è essa (Il Sistema) a determinare cosa fanno i singoli ingranaggi (elementi).

ingranaggi 3c

(Fig. 2.a  Una normale scatola di ingranaggi)

errore fondamentale di attribuzione 2

(Fig. 2.b  Un normale contesto sociale)

    Mentre prima era possibile (barando) di attribuire al singolo ingranaggio sia la rotazione che il senso scelto, ora non è più possibile: l’ingranaggio giallo gira in senso orario perché la spinta (in rosso) viene dall’ingranaggio verde, che gira in senso antiorario.  Per come sono accoppiati (relazionati) e per come è costruita e progettata l’intera scatola, l’ingranaggio giallo può girare solo passivamente e solo in senso orario.  Il Sistema-scatola è progettato in quel modo, e l’ingranaggio giallo non può girare in senso antiorario: non dipende da lui, è perché non è previsto dal progetto.  Il funzionamento dei singoli ingranaggi non dipende da come sono fatti  (caratteristiche individuali), ma da come sono assemblati (progetto, Sistema).

            Analogamente avviene per la persona: essa non è più isolata, il suo comportamento, le sue emozioni, la sue eventuali sofferenze, non dipendono solo da essa ma anche dall’intero contesto: se i 2 che gli stanno vicino la aggrediscono psicologicamente con insulti, minacce, squalifiche, accuse, svalutazioni (e se è un posto di lavoro dove ci sta da 12 anni, costretta per mangiare), se lei è costretta a farsi 2 ore in coda con l’auto, se in un posto di lavoro viene pesantemente demansionata, il suo stato non dipende tanto da essa ma soprattutto dall’ambiente.  Gli psicologi ortodossi (“mainstream”) sono specializzati nel cancellare magicamente il luogo di lavoro e l’ambiente: infatti la sofferenza psicologica aumenta (vedi/click la dimostrata inefficiacia delle terapie contro il mobbing).

           Gli psichiatri (ma anche gli psicologi) devono conoscere il famigerato DSM: ma essi accuratamente nascondono che (almeno fino alla versione IV) è fatto di 5 assi, uno di questi è l’asse IV che è relativo all’Ambiente e alle condizioni psicosociali.  Ma proprio per mantenere il potere e per restare comodi, attribuiscono tutto alla singola persona, e la valutazione su questo asse non viene quasi mai fatta: una vera censura!  

           Ovviamente nel caso delle persone il funzionamento non è rigidamente meccanico, c’è più libertà, ma la gran parte di questa è solo apparente. Tutti siamo parti di un contesto con norme, rituali, valori e credenze che sono arbitrarie, contestuali, storiche, a cui siamo più o meno costretti ad adattarci.  Ci illudiamo di potere scegliere.  In una semplice cena tra amici benevoli e carini, la “semplice” pressione sociale ci costringe tutti a fare il brindisi e a posare per le foto, anche se non ci pensiamo, o anche se odiamo farlo: non si può fare perché il comportamento sarebbe preso come contestazione all’esistenza stessa del gruppo.

OMERTA’ E POTERE IN OGNI CONTESTO SOCIALE

           Questa frase è una mia invenzione: “In un contesto sociale, per trovare una regola nascosta, basta violarla”.  Inoltre in ogni contesto sociale (anche in ogni coppia, anche di amici) ci sono cose che per varie ragioni (mancanza di linguaggio, formalismi, paura, salvare l’apparenza, ecc) non vengono rese esplicite: due di queste sono :

  1. Non parlare esplicitamente di (Chi di noi ha il potere ?) 
  2. Tutto quello che ci diciamo deve restare tra noi (Omertà, Blue code of silence).

         Questo accade in ogni situazione in cui ci siano almeno 2 persone: amici, coppia, circolo di basket, associazione, partito, azienda, negozio, studio professionale, associazione di psicologi, ospedale, clinica di malattie mentali, università.  La domanda 1 (Chi ha il potere?) non viene mai detta esplicitamente perché si vuole salvare una parvenza di “democrazia”: ma questa è rarissima; nei posti di lavoro non esiste mai.  L’affermazione 2 (Omertà) è anch’essa implicita e per questo fortissima, assoluta, violenta, sottintesa; in un qualsiasi posto di lavoro gli errori, i reati, i danni, i conflitti, le minacce, le ritorsioni, ma anche i comportamenti socialmente scorretti vengono accuratamente nascosti, nonostante sia possibile gestirli (ammettendone esplicitamente l’esistenza).  Per trovare la regola nascosta dell’Omertà, basta parlare all’esterno di cosa avviene dentro.

HAI MAI VISTO UNA CASA SENZA BAGNO ?

           (Tutti andiamo al bagno, tutte le case hanno un bagno.)           Anche le singole persone cercano di presentarsi “bene”, nascondendo le loro cose storte.  Ma passando al gruppo, azienda, comune, ufficio, ditta, nazione, questo processo aumenta milioni di volte; pensa a come si presenta ogni ditta, anche un piccolo negozio: presenta una immagine attraente, pulita, benevola, accogliente, sicura.   Ma dentro cosa accade ?  Certo ci saranno moltissimi “scheletri nell’armadio”.  Se dal negozio si passa a contesti più grandi (es. uffici pubblici, o ogni “Stato” in persona), non solo l’omertà è assoluta e per gli “scheletri” ci sono appositi immensi scantinati, ma i normali e fisiologici conflitti tra persone, spesso causati da incompetenza gestionale (quando va bene) o da palese degrado, vengono negati.  Il degrado, la disorganizzazione vengono negati. 

         Eppure ogni azienda sana prevede strumenti, uffici, persone e luoghi, stanze deputate proprio a risolvere i problemi interni, e i conflitti.    La “Stanza per risolvere i conflitti” è come il bagno: la porta è chiusa, ma è indispensabile. E’ ovvio che l’azienda i problemi interni non li va a sbandierare, non li pubblicizza, ma se è sana cerca di risolverli, a vantaggio non solo dei singoli lavoratori ma dell’intera azienda; il capo che si cura del benessere psicologico dei dipendenti potrebbe non essere “buono”, ma anche semplicemente solo interessato ai propri interessi, perché è ovvio che le persone trattate bene lavorano volentieri e rendono di più.  Semplice no ?   Eppure questo nel privato non avviene quasi mai, nel pubblico non avviene mai.  Tutto viene insabbiato, nascosto, i problemi e i conflitti non sono riconosciuti ma negati: però continuano ad esistere, a danno dei singoli e dell’azienda.  I posti di lavoro degradati, quasi tutti, sono come delle case senza bagno.

SIAMO INGRANAGGI

            Quindi, a meno che uno non viva isolato, e specie nei posti di lavoro, la singola persona è solo un ingranaggio del Sistema, Sistema che assegna a ciascun lavoratore un suo ruolo preciso, con libertà spesso molto limitate (nonostante le apparenze).  Ogni posto di lavoro prevede implicitamente che il potere effettivo non sia oggetto di discussione, e prevede che tutte le cose storte, ma anche le critiche costruttive, vengano negate, insabbiate, archiviate.  Le regole sono queste: Il Sistema è una Scatola di ingranaggi, e svolge una sola funzione; se il cambio di una auto è progettato per avere 4 marce, è impossibile mettere la quinta: non è prevista.    In una moto non si può mettere la retromarcia perché non è prevista: non dipende dai singoli ingranaggi ma dal progetto.   Se un posto di lavoro prevede l’omertà, ogni critica anche costruttiva viene taciuta, negata, bloccata; se il singolo ingranaggio (la singola persona) insiste nel voler girare in senso opposto a quanto previsto dalle regole implicite, si scontrerà non con singoli capi omertosi ma con l’intero Sistema-scatola del cambio, che non prevede che egli giri in un altro senso.

           Tutti siamo più o meno costretti a fare il ruolo di ingranaggi; a volte anche intuitivamente comprendiamo che quando ci scontriamo con singoli burocrati il problema non sono loro ma il Sistema.   Il Cancro non sono i singoli burocrati ma la burocrazia (quindi di capi di governo).  In ogni luogo di lavoro tutti ci scontriamo non tanto con singole persone ma con un Sistema che prevede l’Omertà alla base di tutto.  Se un singolo insiste, scrive, denuncia (civilmente) si trova di fronte un muro di gomma invalicabile; ma basta una non-risposta a dimostrare che il sistema è basato sull’omertà.  Perché ad una lettera l’azienda omette di rispondere ?  Quanti uffici pubblici rispondono alle comunicazioni dei cittadini ?  Rispondere per esse è la funzione ufficiale; i dipendenti ma soprattutto ministri, sindaci, presidenti e dirigenti lo devono fare perché è il loro l-a-v-o-r-o per il quale il 27 prendono una cosa chiamata “stipendio”.  Ogni non-risposta è la prova dell’omertà del Sistema.

      Guarda qui sotto il cambio di una automobile: come fa un singolo ingranaggio a decidere di girare in un certo modo diverso dal solito ?  Dovrebbe non tanto cambiare il verso di rotazione di tutti gli altri ingranaggi, ma dovrebbe sconvolgere il Sistema.

gearbox

 

UN SISTEMA CHE NON PREVEDE CRITICHE

             Il Sistema “Massachusetts Dept. of Mental Health” sembra essere così: un lavoratore (operatore per centri psichiatrici) ha rilevato dei possibili problemi (eccesso di prescrizione di farmaci) e li ha segnalati.   Il fatto che questi problemi fossero reali e verificati scientificamente, o che lui si sbagliasse, è irrilevante.  Quel sistema non ha accettato le lettere, non ha mai risposto: perché quella “scatola di ingranaggi” non prevede alcuna critica.  In quel cancro chiamato “pubblica amministrazione” ciò è La Regola n.1.

             L’operatore Richard D. Lewis (clicca) afferma che c’erano troppe prescrizioni di ansiolitici, e che potevano essere collegate a varie morti per overdose in persone con tossicodipendenza.  Ha segnalato con lettere, il Sistema-Clinica poteva semplicemente verificare se i fatti erano esatti, quindi le risposte logicamente possibili (secondo la propaganda di ogni posto di lavoro) erano 2 (con possibili varianti intermedie): il fatto è vero, o il fatto è falso.  Invece il Sistema ha scelto un terzo comportamento, preciso: ha omesso qualunque risposta.  Omertà. 

ANALOGIA CON L’INFORMATICA

     Non si tratta del singolo dirigente omertoso, ma è l’intero Sistema che non prevede che si risponda a nessuna critica. Se un computer è stato progettato e costruito per soli monitor VGA, collegarci un monitor HDMI è impossibile fisicamente, e se un computer ha 4 prese USB ed il suo ponte tra processore e porte esterne può raggiungere una velocità massima di 400Mbit/s, la velocità totale dei 4 dispositivi USB collegata sarà quella, perché il progetto non prevede oltre, è impossibile a livello di progetto e di risorse hardware.  E se in quel computer c’è un solo un programma, uno, per manipolare solo testi, esso non riuscirà mai a manipolare immagini, o musica, perché a livello software (progetto, gestione) in quel computer non è prevista la gestione di immagini.  Il computer è potente a sufficienza, ma l’utente non ha in mente di gestire le immagini e anche se le mette nel computer non riuscirà mai a vederle: l’utente non lo ha previsto.  

        In quasi tutti i contesti di lavoro semplicemente non è prevista non dico la querela per reati, ma nemmeno la critica, la segnalazione, o spesso (tragicamente per tutti) neanche i progetti costruttivi, quelli a costo zero (la PA vive di propaganda, omertà, ed è un Sistema ad altissima stabilità).  Il Sistema gira in quel modo, non prevede di girare in modo diverso; non è colpa del singolo ingranaggio ma dell’intero Sistema. 

      Attenzione: è vero che un ingranaggio (lavoratore) può rompersi (soffrire) prima o più degli altri, ma questa non è una prova della superiore forza del primo ingranaggio rispetto al secondo: quasi tutta la psicologia invece è basata sul concetto di successo individuale, e vede l’adattamento del singolo a ogni Sistema-contesto come un fatto sempre e solo positivo (la psicologia familiare è una pregevole eccezione).  Se un lavoratore soffre, se un ingranaggio si consuma troppo, non è per una sua “debolezza”: in una scatola di ingranaggi di metallo come quella della foto, è ovvio che un ingranaggio di plastica sarà il primo a rompersi, ma questo non significa niente.  Se quell’ingranaggio di plastica viene messo in una scatola-Sistema mettiamo che deve lavorare in acqua, insieme ad altri ingranaggi di plastica, resisterà mille anni senza problemi.

           Richard è una persona di coscienza, ha semplicemente fatto il suo lavoro  (anche se potrebbe essersi sbagliato): ma quel Sistema di ingranaggi non prevede critiche.  Richard è come l’ingranaggio giallo: ha tentato di girare al contrario ma il Sistema non lo prevede, altrimenti avrebbero dovuto invertire il senso di rotazione tutti gli altri ingranaggi, il Sistema sarebbe stato sconvolto.  Richard (e molti che hanno commentato) spesso usa la parola “Sistema” quindi ha capito dov’è il problema, e si è licenziato.  Per altri esseri umani le uniche vie d’uscita sono il trasferirsi, il subire danni e quindi malattie gravi, violenze psicologiche ventennali, mobbing, sintomi depressivi.  Il “suicidio” (indotto) è solo la punta della punta dell’iceberg.

—> TO RICHARD: SEARCH HELP TO “Critical psychology” (   https://en.wikipedia.org/wiki/Critical_psychology   http://www.radpsynet.org/  http://www.radpsynet.org/  )

gearbox 5

           Queste 2 caratteristiche [  ( 1 Non parlare esplicitamente di (Chi di noi ha il potere ?)  2. Tutto quello che ci diciamo deve restare tra noi (Omertà, Blue code of silence).  ]  sono in ogni contesto, anche in quelli composti da psicologi; i capi e dirigenti che ne parlano sono pochi e coraggiosi.

     Io che scrivo durante il tirocinio ho sempre sentito di tali logiche violente e perverse, specie nella pubblica amministrazione, le “istituzioni”: omertà assoluta, violenze.

– Alcuni commenti  a Richard (comments)
        1 I think we might agree that the system is not “broken” but functioning as it is meant to — to protect the wealthy and powerful.”

  2  They need to avoid any public discussion of these issues, and while it may seem to you that your actions have been futile or gone unnoticed it may well be that all the buck-passing over jurisdiction, etc. is a way of them trying to appear calm and collected as they hold their fingers in the dike. Because this is an emperor’s new clothes scenario

      3      Many of the other therapists are definitely aware that Psychiatry has too much power 
This attitude on whistle blowers has existed throughout Government and most industries through the years.  In the late 1950’s I was working for a Dept. of Defense agency that maintained the online catalog of all items of supply (from a pencil to a battleship) that were used by the U.S. Government, NATO and the friendly foreign governments.  Serious errors that killed many of our service personnel were hitting the news such as our men were down behind enemy lines and needed a new part for their helicopter. They radioed an order by Federal Stock Number; a case of toilet tissue was airlifted to them. All died.  In another incident, a part was needed for an airplane engine; a stepladder was received.  Personnel also died.
I was working in cataloging and found these and other serious errors in the database.  I took them to my boss and he said "If you want to get along here, you don’t do anything to rock the boat; you just forget you found those." [ = Blue code of silence]  He didn’t realize that he had just waved a red flag in front of Toro.  I went to the Branch, Division and Directorate heads and was told the same. I went to the commander of the agency, who was a 4-star Air Force Colonel, and two days later I was on a plane to New Jersey and New York to visit the companies that made the parts in question.  From this I learned to start at the top; if it doesn’t work you will probably make enemies at the lower ranks; but if it does work you will have someone at the top pulling for you.  The most important thing is to "blow the whistle."
Yyyyyy

 

ALCUNE FONTI (some References)

  • Teoria dei sistemi
  • Pragmatica della comunicazione umana
  • Vari libri, convegni, studi ed esperienze sulla pelle, sul mobbing e sulla disorganizzazione lavorativa, sull’omertà
  • Libri di psicoterapia familiare (si vede la famiglia come un Sistema, in cui la persona che lamenta dei sintomi non è  “malata” ma è solo la spia del malfunzionamento dell’intera famiglia)

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