Psicologia del Coniglio Mannaro

      C’è chi li chiama “forti coi deboli, zerbini coi potenti”, Adorno li ha classificati con “personalità autoritaria” (conservatori, fascistoidi, gregari, tradizionalisti), e c’è chi li chiama acutamente “Conigli Mannari” CM: sono quelli che aggrediscono i deboli ma si sottomettono (godendo) ai forti; insomma, chiamarli  “sadomasochisti” è un po’ nobilitarli: sono delle semplici merde®.   Lo scopo dell’aggressione è il tentativo – del tutto illusorio – di superare il proprio enorme senso di inferiorità (e imbecillità): ma ciò non gli servirà proprio a niente e il bello è che loro per primi lo sanno !      

         L’immagine sottostante mostra tutto il il patetico, il comico di bambinoni incarnazione della debolezza scema (si può esser deboli senza esser scemi) che si atteggiano a duri, personaggi a cui manca pure il benché minimo senso del ridicolo.

(bambinoni Conigli mannari)

       Questi bambinoni si sentono impotenti, non sanno far nulla (fin qui tutto bene), ma si illudono di contare qualcosa rifacendosi alla presunta forza di altri: qui è l’ideale fascista.  Migliaia di italiani hanno busti del duce verso cui si inchinano come chi vede la madonna di Lourdes, foto, libri, amuleti: i simboli del loro nulla. Sono come i pianeti: non emettono alcuna luce ma sanno solo riflettere quella del Sole, che però per i fascisti è la luce della debolezza.

           Prima di tutto il senso di inferiorità (legittimo) è un loro problema interno e personale (gli altri non c’entrano), ma poi, nonostante il loro QI non proprio brillante, loro stessi sono consapevoli che aggredire un debole non è, non può essere una manifestazione di forza.   Loro per primi sanno prima, durante e dopo che aggredire un debole è una illusione, non li rende forti né concretamente né come immagine, ma poiché non hanno altre strategie esistenziali per vivere, aggrediscono i deboli, come un tossicomane incallito si fa la millesima dose di eroina illudendosi di non essere dipendente; questo tipo di tossicomane è irrecuperabile, diverso è il “tossicomane” che ha consapevolezza delle proprie debolezze.         Insomma il Coniglio Mannaro invece di sfidare il toro infuriato, non solo prende a badilate un agnellino  ma  si “esalta” e si eccita nel farlo soffrire, ma lui stesso è il primo consapevole del suo nulla sottovuoto spinto.

         I CCMM sono sublimi quando gli brillano gli occhi mentre maneggiano un’arma, perché senza di un supporto esterno si sentono merde (fin qui va bene) ma reagiscono a ciò in modo nocivo agli altri; un loro subordinato meno scemo ovviamente non c’entra nulla con la stupidità del CM, e capisce benissimo che è uno molto debole e scemo, ma non sa come aiutarlo perché il CM si maschera da “Mannaro”, da cattivo.

           Il Coniglio Mannaro è caratteristico: nell’osservare e nel partecipare alle situazioni sociali, quando ci sono un aggressore e una vittima lui si identifica immediatamente, automaticamente (senza alcun ragionamento) e rigidamente con l’aggressore, col più forte; il suo non è un processo razionale ma una sorta di riflesso, automatico, a livello profondo.    Lui lo sa che mettersi dalla parte dell’aggressore significa esser meno di una merda, e infatti non risolve nessuno dei suoi problemi.   In queste situazioni egli si sente terribilmente serio e grida, grida, grida (incapace di pensare), più che parlare emette fonemi, e infatti al Coniglio Mannaro manca l’arma che consente a miliardi di persone di sopravvivere: l’autoironia.

      Ad esempio quasi tutti  noi italiani “bianchi” nel vedere inaspettatamente una persona di colore ci sentiamo in imbarazzo: ma dietro non c’è alcun ragionamento, è la semplice paura del diverso (che è un un “riflesso” ancestrale derivato dagli antenati scimmioni), (ci accade lo stesso se in casa invece del solito tavolo troviamo un acquario); molti dopo questa paura fanno un vero e proprio sforzo mentale, notevole e consapevole, e si sforzano di ragionare dicendosi “non c’è alcuna differenza …. sono io che mi sento a disagio non è lui che ruba il lavoro o altro”.  Questo sforzo è razionale ma richiede tempo e moltissima energia;  invece attribuire “colpe” alla persona di colore non richiede sforzo né pensiero: è automatico.  Il Coniglio Mannaro semplicemente è incapace di compiere alcuni sforzi mentali razionali: è inconsapevole di quanto fa, è debole (e fin qui nessun problema) ma aggredisce chi è in situazione di svantaggio: ma che c’entra la persona nera con il loro nulla?    Un italiano bianco può aggredire un povero nero barbone, ma si sottometterà e volentieri al primo nero potente e autoritario.

E’ ANCHE STUPIDO

Il Coniglio Mannaro soddisfa pienamente i criteri per esser definito “Stupido” (vedi Cipolla o Livraghi), cioè uno che danneggia gli altri danneggiandosi a sua volta; in quanto stupido è molto pericoloso perché il suo comportamento è imprevedibile.   Se chiedi aiuto l’altro può aiutarti (raro) o  fingere di non capire/ girarsi dall’altra parte (la scelta più praticata).   In teoria potresti anche prevedere che l’altro ti dia un pugno in faccia, ma non puoi prevedere che egli faccia anche una sonora figura di merda (per sé e in pubblico), non puoi prevedere che si danneggi da solo: ebbene Lo Stupido fa proprio questo.

     Bruciare un barbone non dimostra alcuna forza e infatti chi lo fa si sente una merda peggio di prima, e ha bisogno di negarlo gridando; aggredire gli inferiori sul lavoro, attaccare ammalati e vittime di aggressioni, non gli serve a nulla, e infatti il CM è sempre frustrato, e rompe sempre le scatole; quando grida è come un bambino che fa i capricci al supermercato.   In altre parole i CM sono la caricatura del concetto di “forza”. 

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(il maestro a casa viene aggredito dalla moglie)

         Nel film “The Wall” il maestro aggrediva gli alunni (più deboli di lui) solo e proprio perché a casa era aggredito dalla moglie: subire aggressioni non è da stupidi né implica inferiorità o colpe, ma è stupido e illusorio tentare di rifarsi sui deboli.    Mannaro con gli alunni, Coniglio con la moglie  Occhiolino quanti ne conosciamo ?   Tutti lo siamo qualche volta, ma esserlo sistematicamente richiede doti eccezionali, anche se affatto rare.

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(il maestro si illude di rifarsi a scuola aggredendo gli alunni; così un coniglio mannaro può aggredire anche i familiari malati)

            Tutti possiamo avere mille “sensi di inferiorità” (esemplare è Fantozzi con cui quasi tutti ci identifichiamo) ma la maggior parte li gestisce in maniera produttiva, o comunque non da Coniglio Mannaro (illusione).   Fantozzi subisce ma non è un CM, non vessa i familiari.  Il CM non riesce a ridere con Fantozzi, non si identifica con lui ma solo col Megadirettore galattico.

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(… ma quando torna a casa non è cambiato nulla: è sempre sottomesso alla moglie  Occhiolino )

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