STUPIDITA’

La Stupidità: il più grande flagello dell’umanità

La stupidità può essere individuale o di gruppo (la maggior parte dei testi si concentra sulla prima).

La stupidità individuale sembra maggiore soltanto perché è saliente, perché è molto facile attribuirla a un singolo e a un comportamento specifico.

La stupidità di gruppo (gruppo, squadra, partito, associazione, ente, istituzione, governo, sindacato, nazione, qualunque gruppo) è invece molto più forte, estesa, e di percezione più difficile.

Stupido è quel soggetto che danneggia gli altri facendo male pure a se stesso. 


Carlo Cipolla –


Morrone Stupidità riquadro

Gianfranco Morrone, Stupidità, Bompiani 2012

La stupidità vince. Bisogna farsene una ragione. Gli imbecilli ci sono sempre stati, si sa. Eppure, nell’attuale società dei media e dei consumi sono diventati una folla cianciante che dichiara bellamente la propria deficienza intellettiva e sentimentale, esibendola come un valore. Il cretino è cool, più volente che nolente: ce lo dicono la tv, la stampa, i brand, la rete; ce lo ribadiscono i colleghi d’ufficio, i vicini di casa, i compagni di merende, gli amici al bar. Ecco un’indagine semiseria sulla stupidità contemporanea, alla ricerca delle radici filosofiche, letterarie e antropologiche di quest’inquietante fenomeno del nostro tempo. Vagabondando fra le pagine dei più vari pensatori e scrittori (Flaubert, Musil, Adorno, Deleuze, Barthes, Sciascia, Eco…), l’autore conduce una riflessione sul senso della stupidità, sullo spazio che ha nella vita di ognuno, sulle ambiguità di cui si nutre, proponendone una piccola fenomenologia sociale. Antidoti? Qualcuno sicuramente sì. Prima regola: non sentirsi troppo intelligenti  ”

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