Un altro colpo alla mitologia del “lavoro”

       Il New York Times (clicca) ha sintetizzato quello che da decenni è scritto nei libri di psicologia, quella scientifica, quella che troppi psicologi candidamente e indegnamente ignorano:  i comportamenti negativi nei posti di lavoro dipendono non dai singoli ma dall’ambiente.  L’articolo si intitola “Non è più tempo di essere gentili al lavoro” e smonta la mitologia di quasi ogni posto di lavoro.

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    Praticamente ogni azienda, società, negozio, ogni gruppo di lavoro presenta ufficialmente una faccia, ma la realtà è sempre fatta di vessazioni, angherie, violenze, nepotismo, favori, cricche; è molto più terra-terra di quanto la propaganda racconti.   Il peggior soggetto, quello che mente di più e pergiunta dopo aver rubato il denaro dei cittadini, è la pubblica amministrazione, lo “Stato” italiano, composto da ministeri ed enti locali primi per corruzione in UE, primi nell’inefficienza e nel degrado umano, luoghi dove chi fa carriera la ottiene dopo aver giurato di non vedere le peggiori violenze e reati, e dopo essersi prostituito .

      Stiamo parlando dei famosi “capi che rubano lo stipendio” descritti magistralmente dallo scienziato della psicologia del lavoro Prof. Avallone .

AUTOLESIONISMO, ALTRO CHE IL MITO DEL LUOGO DI LAVORO “RAZIONALE”

        Tra i vari studi, si citano quelli in cui i “capi” che sminuiscono, sono rudi, rimproverano, fanno rendere molto meno all’azienda: è scientificamente dimostrato; anche chi solo assiste a vessazioni rende molto meno.    La mitologia a livello religioso estremista dipinge i luoghi di lavoro come soggetti razionali orientati al loro massimo profitto: ma questo è falso, le ricerche dimostrano che quasi tutte le aziende sono autolesioniste, danneggiano loro stesse, come il mitico uroboro, solo che questi posti di “lavoro” sono reali.

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Tutti i ministeri e gli enti locali fanno lo stesso, sono inefficienti non per la tanto gridata “mancanza di fondi” ma perché i capi sono inetti, e gli enti sono autolesionisti, si danneggiano da soli.   Se lo facesse un singolo verrebbe stigmatizzato e guardato male (ma anche ricoverato): e se lo fa lo Stato ?   A garantirne l’esistenza ci pensa la propaganda, grazie a giornalisti senza alcun senso critico o del ridicolo.

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