Skiantos biografia

Abbiamo scovato l’audio con cui Roberto “Freak” Antoni ha raccontato gli Skiantos, nel 2008 (a RAI Radio3 – Storyville )

L’audio Mp3 delle 5 puntate di circa 25’ l’una è in questi link :

1 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMYXhkTTl2Q2RDbDA/edit?usp=sharing
2 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMU0dfdS1NRW9RaFk/edit?usp=sharing
3 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMMUpXUlhScUVVWkE/edit?usp=sharing
4 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMTy1vcDJvUkFwSDg/edit?usp=sharing
5 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMQzlyU2F2Y2IwWFE/edit?usp=sharing

Freak-Antoni-primo-piano_thumb1_thum

Qui di seguito, poiché indubbiamente merita, mettiamo la mia TRASCRIZIONE raggruppata di tutte le 5 puntate (per altre mie elucubrazioni cerca “Skiantos” nel sito).


Auto-audio-presentazione

degli

Skiantos

fatta da

Roberto "Freak" Antoni

a Radio3 – Storyville, in 5 puntate dal 2/1/2008 al 6/1/2008

versione 1.1

Trascritta da Massimo D’Angeli (https://massimodangeli.wordpress.com/ ) declinando ogni responsabilità per qualsiasi tipo di danno o nocumento diretto o indiretto derivante dalla lettura (anche solo mentalmente) integrale o parziale, del testo. In altre parole, sono ca*** tuoi.

N.B. Antoni parla col tono da professore per dipiù snob e saccente, lento, con aria solenne: tranquilli, lo fa solo per intimorire chi ascolta ma in fondo è un buono.

[ Ho fatto dei rarissimi e piccoli adattamenti o semplificazioni, o tagli che non cambiano il senso; tra (parentesi tonde in grigio) ho scritto il brano di sottofondo; tra parentesi quadre alcune [aggiunte mie di chiarimento]; 1/5 significa 1^ parte di un totale di 5. I titoli dei paragrafi (es. Io sono uno Skianto) sono in grassetto e sono proposti da me e non sono le parole di Antoni]; le parole in corsivo sono enfatizzate dal Maestro col tono di voce.

Pubblico qui come omaggio ad Antoni e agli Skiantos, per fine ed uso gratuito/amatoriale, chiedendo la gentilezza della citazione del blog o del mio nome in caso di riuso). ((Il Maestro ci ha lasciato il 12/2/2014, sono addolorato))


(1/5)

La nicchia vincerà, la storia ci darà ragione (Io sono uno Skianto)

(Io sono uno Skianto) Gli Skiantos sono un gruppo che ha il coraggio di essere impopolare, che è saldamente ancorato alla dimensione della nicchia, "la nicchia vincerà, la storia ci darà ragione" dicono gli Skiantos per consolarsi.

La data non è certa, perchè la memoria del sottoscritto (sono Roberto Antoni detto "Freak", cantante e paroliere degli Skiantos) vacilla; il ricordo comunque è remoto, forse la metà degli anni ’80, siamo sul palcoscenico del vecchio palasport di Bologna (quello nel centro storico, il PalaDozza) … e insieme con altri gruppi, con i Litfiba, con i CCCP ed altri, gruppi importanti per la scena rock italiana … [lì] facciamo la nostra parte … per sostenere un locale che è stato storico a Bologna: il Cubò …un locale che ha ospitato i più importanti gruppo rock italiani e internazionali. "Il Cubò deve chiudere perchè non può fare le opere di risanamento e insonorizzazione che sono indispensabili" e allora per cercare di avere un aiuto economico [si] organizza questa kermesse con tanti gruppi al Palasport.

Karabigniere blues

Gli Skiantos sono sul palco, io sto cantando e canto "Karabigniere blues" che guarda caso è la prima canzone in assoluto registrata ufficialmente per l’etichetta Cramps, dagli Skiantos. (Karabigniere blues) Sale sul palco Red Ronnie e mentre sto cantando mi sussurra all’orecchio "Guarda che i Carabinieri ti vogliono arrestare!". Da lì in poi è tutta una frenesia e un’angoscia, a crescere; finisco il pezzo, finiamo il nostro repertorio, scendiamo dal palco arriva l’ufficiale dei Carabinieri, arrivano altri carabinieri che mi circondano e mi dicono "Ci segua nei camerini": scendiamo nei camerini, arrivati nei quali l’ufficiale e gli altri carabinieri mi dicono "Lei è accusato di vilipendio all’arma " io chiedo di sapere per quale ragione e loro mi dicono "Perchè lei ha appena sputato sui carabinieri" , io ribatto che non mi permetterei mai di fare una cosa simile e loro mi dicono "Si, abbiamo capito benissimo, lei ha detto «Karabigniere -bigniere -bigniere ptchù» e questo “ptchù” è un suono onomatopeico per riprodurre lo sputo nei confronti dell’Arma". Ho detto "Guardi c’è un grosso equivoco !" ho risposto " …c’è un grosso equivoco, perchè in realtà il brano, la canzone, dice «Karabigniere -bigniere -bigniere blues» , e parla delle fatiche, dei «blues» [in inglese blues significa anche tristezza, malinconia], dei disagi del Carabiniere. E’ una canzone registrata su disco … è una canzone dove non è possibile il turpiloquio, l’offesa all’Arma dei Carabinieri". [loro rispondono] "D’accordo, allora ci porti il disco e ci faccia sentire la canzone ". Il giorno dopo mi presento in caserma e faccio sentire la canzone, l’ufficiale si accorge dell’equivoco e mi chiede cortesemente di soprassedere, dimenticando la cosa. La cosa fu dimenticata …., io però naturalmente non me la sono mai davvero scordata, perchè è stato un momento interessante, un equivoco in qualche modo "annunciato" … perchè appunto i tutori dell’ordine erano molto nervosi in quell’occasione, si sentivano in quel momento al centro di una particolare derisione, secondo me in maniera esagerata. Poi sono partite le barzellette sui Carabinieri, e … naturalmente tutto il resto ha concorso a creare questa specie di divertente aura di … stranezza sui Carabinieri, che poi alla fine è diventata positiva anche per l’Arma … è diventata positiva per l’Arma perchè ha dimostrato che i Carabinieri in qualche modo sono esseri umani, fallibili e fallaci.

Novembre 1977 (08′ 35")

(Karabigniere blues) Gli Skiantos in quell’occasione presentarono al pubblico (non solo a i Carabinieri presenti … in quel caso, ripeto, particolarmente agitati) presentarono al pubblico il loro repertorio. Esistevano oramai da 10 anni, gli Skiantos sono nati alla metà degli anni ’70, anche se storicamente il primo disco ufficiale, che si intitola [pronunciato in inglese] "Inascoltable", o [pronunciato in italiano!] "Inascoltable", a seconda delle pronunce anglosassone o all’italiana, che risale … disco …. anzi cassettina (perchè allora si facevano delle musicassette, allora mi riferisco sempre al ’77) nel Novembre ’77 quello è l’inizio ufficiale della produzione Skiantos. Dopodiché il gruppo approderà poi a quella che è stata la più grossa etichetta indipendente italiana, la Cramps di Milano, e produrrà appunto "Karabigniere blues"; siamo nel 1978 (09′ 43") .

(12′ 50") Gli Skiantos nascono a metà degli anni ’70, e provano nella cantina del sottoscritto, nella cantina di Roberto Antoni detto "Freak", provano delle strane cover… le cover delle canzoni più famose, più importanti, dei gruppi inglesi, americani, che questi ragazzi … i ragazzi degli Skiantos, i componenti del gruppo, ascoltavano quotidianamente il pomeriggio dopo la scuola ("Immigrant song" Led Zeppelin). (14′ 00") Abbiamo passato interi pomeriggi, io e gli altri Skiantos, ad ascoltare i Led Zeppelin, ad ascoltare ovviamente i Beatles, i Rolling Stones, ad ascoltare i Deep Purple … e tutti i gruppi … gli Who naturalmente, i Kings [dovrebbe trattarsi di un gruppo italiano], e tutti i gruppi della scena musicale internazionale, devo dire inglese soprattutto.

Assurde cover (15′ 00")

E l”idea degli Skiantos era quella di fare il verso a questi gruppi, creando delle cover assurde, creando delle cover demenziali in qualche modo, e cioè falsando completamente il senso ed il significato del testo inglese (che noi non capivamo e provavamo maldestramente a tradurre), ma la cosa che ci più divertiva era immaginare questi gruppi di idoli inarrivabili, dire cose improbabili, tipo parlare di pastasciutta, parlare di … fagioli, parlare di pomodori, di macaroni, e di sciocchezze simili. Inoltre ci sembrava notevole l’operazione di sdrammatizzare, di in qualche modo di [poi l’audio non si sente] idoli, tirandoli giù dal piedistallo, e quindi comporre queste canzoni sulla falsariga dei modelli che avevamo introiettato, ma trasformandole in cose molto più particolari, molto più divertenti (Makaroni).

Gli anni di pongo (17′ 00)

Era la seconda metà degli anni ’70, e dunque il movimento studentesco a Bologna era decisamente forte, potente … molto propositivo, molto energico; gli Skiantos sono figli del movimento studentesco degli anni ’70, della seconda metà degli anni ’70, e in qualche modo hanno cominciato, iniziato la loro storia facendo proprie tutte le istanze di quel movimento (Makaroni). Il movimento studentesco, che non ha determinato soltanto gli anni di piombo, come alcuni giornalisti revisionisti oggi vogliono far credere, ma sono stati piuttosto "anni di pongo", a noi piace pensare così, anni molto creativi, perchè il movimento studentesco ha prodotto tantissimo sia nell’ambito della musica … e infatti a Bologna ci fu una stranissima quanto straordinaria esplosione di gruppi musicali, si parlò del "movimento rock bolognese", del "Bologna rock" [che dovrebbe essere il nome effettivo del festival del 2/4/1979, che Antoni poi indica però come avvenuto nel 1980], tanto che nel 1980 nel Palasport di Bologna, da dove abbiamo iniziato il nostro racconto, ci fu il raduno ufficiale di questi gruppi. Ricordo i Gaznevada, oltre agli Skiantos, ricordo i Wind Open, ricordo i Luti Chroma, ricordo gli Habemus papam rock … i Rusk und brusk, ricordo tantissimi gruppi, un’esplosione di creatività eccezionale per una metropoli di provincia come Bologna (Wind Open "Sei in banana dura").

Inglese (20′ 18)

Una metropoli di provincia, esattamente; che però aveva molto da dire, perchè il movimento studentesco era davvero propositivo, davvero creativo, e questa creatività finì nelle vene degli Skiantos. Anche nel nome gli Skiantos vogliono rifarsi a questo gioco anglosassone: "Skiantos" con la "s" del plurale come ordina la lingua, la regola del plurale della lingua inglese; e dunque Skiantos perchè … il gruppo voleva fare esplicitamente il verso, ripeto, ai propri modelli anglosassoni (Mi piaccion le sbarbine). Se ricordate una canzone come "Mi piaccion le sbarbine", noterete che la finta pronuncia inglese, imitando Shel Shapiro dei Rokes per esempio, o Mal dei Primitives … tutti i nostri geni, tutto patrimonio genetico che noi avevamo ben presente: [ora pronuncia con fortissimo accento inglese] "I tuoi occhi sono fari abbaglianti …" e., "Sarà una bella società, fondata sulla libertà, però spiegateci come mai se non la pensiamo come voi, ci disprezzate. Ma che colpa abbiamo noi ". Ecco, questo modo di cantare di un inglese, di un americano, di un anglosassone che cerca di … conservare il proprio accento, e si gratifica del proprio accento, gli Skiantos volevano deriderlo … metterlo alla berlina, in qualche modo giocarci sopra; ecco perchè Mi piaccion le sbarbine è fatta proprio così, con il finto accento anglosassone. (Mi piaccion le sbarbine).


(2/5)

La creatività al potere

(Io sono uno Skianto) Gli Skiantos figli del movimento studentesco, come si è detto; movimento studentesco che a Bologna … Bologna città …che raccoglie …, innanzitutto che ha l’università più antica del mondo occidentale, e che dunque raccoglie ogni anno migliaia di studenti da tutta Italia, studenti che naturalmente vivendo in questa città … sono propositivi; giovani che danno slancio, danno …linfa vitale, danno suggerimenti, così come successe nella seconda metà degli anni ’70, perchè gli Skiantos sono figli di quel tempo. Il movimento studentesco non solo produsse a Bologna una grande ondata musicale, ma in qualche modo esercitò una funzione creativa, dette un’estrema spinta vitale anche al fumetto, se si pensa ad Andrea Pazienza, oppure al gruppo Valvoline no ? Carpinteri, Jori, Iosa Ghini, e tutto quel periodo… Bologna era una città davvero prolifica, davvero molto molto produttiva, in senso creativo. E badate che insisto sul senso "creativo" perchè il movimento studentesco non voleva capitalizzare nulla, men che meno voleva monetizzare la cosa. Parlare di business, di affari a quel tempo, sarebbe stato bestemmiare (Panka rock) .

Il movimento studentesco produceva per il piacere di produrre, il movimento studentesco agiva per il piacere di inventare l’azione, era futuro dadaista il movimento studentesco; [loro dicevano] "Siamo realisti, immaginiamo l’impossibile", "Potere dromedario", "No alle z/angherie" (in riferimento al sindaco Zangheri), il linguaggio trasversale … e cioè il fatto di tagliare le parole in varie maniere. "Zangherie" è uno di questi esempi: la "z" poi "barra [/]", "«slash» si direbbe oggi in linguaggio computeristico", [poi] "angherie" : le z/angherie. Anche gli Skiantos assorbono quest’atmosfera, tanto che usano il gergo giovanile; se ricordiamo una canzone come Eptadone, per esempio, che inizia con quel dialogo … quel piccolo dialogo gergale "Sbarbi sono in para dura … schiodiamoci schiodiamoci ! Ma che viaggio ti fai ? " eccetera eccetera, ecco gli Skiantos raccolgono segnali dal mondo giovanile circostante, e li trasformano in canzoni (Eptadone) .

Punk-rock (07′ 37")

Oggi il gergo giovanile non fa assolutamente più scalpore, anzi probabilmente, anzi certamente il gergo giovanile è qualcosa di "già sentito", forse di banalizzante, nelle canzoni contemporanee; ma bisogna pensare che a metà degli anni ’70 questa fu una vera e propria rivoluzione, perchè la scena musicale era costretta …a quel tempo, era costipata, tra cantautori (impegnati o romantici) da una parte, e disco-music dall’altra: in mezzo c’era un certo rock melenso, che da lì a poco sarebbe stato ribaltato, completamente rivitalizzato dal cosiddetto punk-rock. La rivoluzione del punk fu contemporanea agli Skiantos, che però avevano la grande arma dell’ironia (Kakkole).

Demenziale

In quanto figli del movimento studentesco, aggiunsero al punk, alla ribellione punk, e al nichilismo del punk (ricordiamo il "no future", "nessun futuro per te" dei Sex Pistols, la filosofia punk era estremamente nichilista) mentre gli Skiantos aggiunsero l’ironia (propria del movimento studentesco) e quindi inventarono il "demenziale", che è un punk molto ironico, quindi molto più positivo rispetto al punk tipico, al punk tradizionale (Gelati) .

Boccalone con le ali (11′ 45")

Inoltre, anche per le immagini delle copertine gli Skiantos si riferivano ai fumetti …, il movimento studentesco produsse tantissimo sul fumetto, cito il grandissimo Andrea Pazienza, che è il più grande menestrello visivo, visuale, del movimento studentesco anni ’70; ma produsse anche molto nella letteratura, ricordo il libro di Enrico Palandri "Boccalone", che è stato poi la base, l’ispirazione al libro di Enrico Brizzi "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" (Bau bau baby). "Porci con le ali" è stato il libretto, di notevole successo commerciale …. il libretto per così dire "pop" [cioè] "popolare" nel senso lato del termine, che ha segnato la stagione del movimento studentesco del ’77; "Porci con le ali" descrive appunto questa situazione molto adolescenziale, di un rapporto amoroso, di un rapporto sentimentale, tra un "lui" e una "lei": una "lei" femminista (Antonia), femminista spregiudicata, con la voglia appunto di essere… di liberarsi dai suoi ruoli storici, dalla schiavitù atavica della donna eccetera eccetera, e invece un "lui" (Rocco) molto più impacciato, molto più ….con molto meno strumenti per affrontare la realtà, molto meno spregiudicato. Lo cito perchè insieme a "Boccalone" è stato … come si può dire … un refrain letterario che ha accompagnato il movimento del ’77 in quegli anni (Blues degli orti metropolitani) (14′ 05").

Studelinquenti Vs Forze dell’ordine

Gli Skiantos intervenirono anche sul teatro, per esempio vennero a Bologna in quel periodo Julian Beck e Judith Malina(2) del Living theatre, il teatro vivo, vivente, il teatro di strada, e ci insegnò, in Piazza Maggiore dove i giovani spontaneamente si radunavano allora, che si doveva fare teatro a contatto con la gente, si poteva fare teatro drammatizzando quello che succedeva, infatti Julian Beck e Judith Malina ci divisero… in Piazza Maggiore, tra "studenti" o "studelinquenti" come allora si diceva forzando appunto il punto di vista del potere, e "Carabinieri". Quindi "studenti" da una parte e "Forze dell’ordine" dall’altra, non solo carabinieri … il "Caramba" era, diciamo così, uno stereotipo; ma anche le Forze di pubblica sicurezza …e drammatizzarono uno scontro di piazza (Blues degli orti metropolitani) (17′ 00").

Altra grande risorsa del movimento studentesco fu il femminismo, che scoppiò assolutamente esplosivo, in quegli anni, nella seconda metà degli anni ’70. Dico questo perchè gli Skiantos assorbirono tutti questi stimoli, e li fecero propri. Quando a metà degli anni ’80 …gli anni del riflusso, il decennio successivo, io ascoltai una canzone di Vasco Rossi nella quale si diceva una frase simile …che adeso cito a memoria: "E’ andata con lui, la troia" io fui assolutamente scioccato, gli Skiantos non si sarebbero mai permessi una frase del genere, gli Skiantos in quanto femministi non avrebbero mai apostrofato una donna in quel modo, e a quel punto ci rendemmo conto che i tempi erano definitivamente cambiati.

A proposito di femminismo, devo dire che il gruppo Skiantos a vissuto in pieno le istanze del femminismo; io devo dire che in quel periodo mi sono innamorato follemente di una studentessa femminista, che mi ha lasciato dopo 2 mesi, dicendomi esattamente questa frase "Tu non ami me per come sono fatta realmente. Tu ami l’immagine che di me ti sei fatta." : io ricordo perfettamente questa frase perchè non riuscii a replicare, nel senso che le ginocchia mi cedettero in qualche modo, diventai bianco, mi sentii morire… perchè io ero davvero innamorato e non seppi cosa replicare, cosa rispondere, e… incassai questo rifiuto molto molto male, per cui scomparsi per un po’ dalla circolazione (Io ti amo da matti – Sesso e karnazza) (19′ 12").

Dunque gli Skiantos hanno avuto anche momenti difficili, anche al loro inizio, non solo dopo, non solo quando si scioglieranno per 3 anni, evitando di capitalizzare il loro piccolo successo; "piccolo" ma sostanzioso successo. Ad ogni modo gli Skiantos non vollero diventare come le stupide rock-star che citavano1, e soprattutto non si voleva capitalizzare questo successo perchè allora il movimento studentesco teorizzava il fatto che "tutti potessero fare tutto", e cioè che ognuno di noi potesse essere creativo a 360°, e che quindi non ci si dovesse "sclerotizzare in un ruolo": d’accordo, andava bene fare gli Skiantos per 3-4 anni, poi si poteva … non so… viaggiare…, si potevano fare film, si doveva e si poteva diventare cineasti, no ? C’era il Super-8, il passo cinematografico economico per eccellenza che permetteva a tutti di realizzare film. Insomma si diceva che comunque si doveva rimanere liberi da ogni schema, e gli Skiantos chiusero la loro prima fase di attività … nel 1981-82, e fino all’84 smisero di produrre qualsiasi cosa, in pratica si fermarono, in pratica cessarono la loro attività, anche se "cessarono" è un termine che può diventare ambiguo quasi quanto "supposta" . (Non so cosa fare) (23′ 20").

1Nella IV di copertina del libro "Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti" Michele Serra scrive "Le migliori menti della mia generazione [non] sono state distrutte dalla politica o dalla droga … ma dal professionismo. Possibili poeti, scrittori, pittori, musicisti sono diventati copy, designer, giornalisti, ospiti televisivi. Antoni è un micidiale dilettante (uno che si diletta) e per questo mi piace … Ha fatto di tutto …. senza diventare né un rocker, né un personaggio televisivo né un attore."

(2) Per coincidenza il 10/7/2011 abbiamo visto che Malina che è ancora in scena col suo Living theatre, in Italia a Santarcangelo.


(3/5)

Verdura lanciata sul pubblico

(Io sono uno Skianto) Forse qualcuno che ricorda ancora gli Skiantos (gruppo mitico in qualche modo, nato alla metà degli anni ’70, sviluppatosi poi nella seconda metà degli anni ’70 [intende ’80 o ’90 ?]), forse qualcuno si chiederà perchè gli Skiantos hanno avuto la loro fetta di successo, … e per certi versi in un certo periodo sono stati anche piuttosto famosi, sotto i fari della ribalta. Gli Skiantos devono il loro successo in parte …., voglio dire il successo è sempre una ricetta fatta da molte alchimie, da alchimie con molti componenti, ma una tessera vincente di questo mosaico del successo Skiantos è stata il lancio della verdura. E cioè il fatto che a metà concerto, gli Skiantos (che prima di iniziare il concerto, nel pomeriggio si erano organizzati passando nel mercato ortofrutticolo della città in cui tenevano il concerto e … rastrellando su tutta una serie di ortaggi, possibilmente non contundenti… ortaggi di scarto) a metà concerto gli Skiantos tiravano questa verdura sul pubblico … (Sono un teppista) (3′ 15"). Questo fece parlare tantissimo i giornalisti, e in qualche modo innescò un processo a catena che porta gli Skiantos appunto al successo che in qualche modo gli si può … gli si deve riconoscere.

Avanguardie artistiche

Il lancio della verdura che gli Skiantos decisero di fare sul pubblico degli spettatori era un gesto di provocazione che aveva un’origine colta, da una parte, era un riferimento alle avanguardie … che il sottoscritto Freak Antoni ha sempre amato moltissimo, e quindi l’avanguardia futurista, l’avanguardia dadaista: imitare le avanguardie è sempre stato uno dei giochi preferiti degli Skiantos, che si sentivano con … un cipiglio un po’ snob (questo lo debbo riconoscere), un cipiglio un po’ intellettuale, e si sentivano un gruppo d’avanguardia a loro volta.

"Copiare i futuristi", quindi tirare … fiori o … ortaggi sul pubblico, per scatenare un grande gioco collettivo, e dire al pubblico "Guarda…" dire allo spettatore-Skiantos "Guarda che tu non sei diverso da noi … c’è solo la barriera del palcoscenico che ci divide. D’accordo questa barriera può essere più o meno evidente, ma gli Skiantos in realtà vorrebbero spezzare questa barriera. Noi stiamo sul palco solo perchè siamo un po’ più organizzati di te spettatore che stai giù in platea, ma quello che stiamo facendo noi lo potresti benissimo fare anche tu: basta organizzarsi, basta volerlo".

E qui vorrei citare John Cage, quando inventa "il silenzio" no ? questo … quest’opera … 4 primi e 33 secondi di silenzio assoluto, e arriva una persona a dirgli "Maestro, ma questa cosa avrei potuto farla anch’io, no !?". E’ come andare da Picasso e dire "Ma anch’io riesco a fare un brutto quadro con gli occhi storti … il naso da una parte, e la bocca dall’altra !" : fallo però al momento giusto !! fallo i primi del ‘900 ! fallo quando è il momento in cui nessuno lo fa. Allora questo gesto artistico diventa importante, diventa unico, e diventa storia dell’arte1. (Largo all’avanguardia) (7′ 35" – 9′ 47").

Spettatori = coloro che aspettano ? No !

Gli Skiantos tirano la verdura, sul pubblico, perchè vogliono invitare il pubblico degli spettatori, che alla lettera … (e anche qui l’idioma, il linguaggio ci viene in aiuto) [gli spettatori] sono coloro che aspettano che succeda qualcosa: gli Skiantos vogliono ribaltare, non sopportano questa situazione, vogliono creare un grande gioco, collettivo, una grande kermesse collettiva. Questa è un’utopia comune a tanti gruppi internazionali: per esempio i Doors, di Jim Morrison, volevano fare la stessa cosa; perlomeno Jim Morrison, ho scoperto poi recentemente documentandomi, voleva fare la stessa cosa. Jim Morrison tra l’altro era innamorato del Living theatre, Jim Morrison voleva anche lui … voleva creare un grande gioco d’insieme con il pubblico, di grande complicità con il pubblico. Ma il pubblico di solito fraintende, soprattutto se paga il biglietto: dice "Io ho pagato il mio balzello, e … ho pagato la mia tassa e voglio starmene qua seduto, a godermi il concerto. Non ho voglia di far nulla." : non puoi farlo con gli Skiantos, perchè gli Skiantos ti tirano addosso la verdura. Gesto anche molto frainteso, gesto di provocazione molto equivocato, tanto che alcuni spettatori rispondono molto male a questa provocazione, tirano monetine ad altezza d’occhio, tirano lattine di birra piene, cercando di farci male.

Fate il vostro big-atto

Ma gli Skiantos non desistono, tanto che nel corso della loro storia (si riformeranno poi nel 1984 e da allora non si scioglieranno più) nel corso della loro storia … successiva, alla fine degli anni ’80 … negli anni ’90, e nel 3° millennio (all’inizio del 3° millennio), hanno sempre tirato cose sul pubblico: caramelle, cracker … anche vermi da pesca. Bisogna dire che a Bologna il verme da pesca viene chiamato "bigatto"; e allora gli Skiantos inventarono anche questo gioco: io feci diversi cartelli con su scritto "Fate il vostro grande gesto creativo, il vostro grande-atto, il vostro big-atto" e siccome i bigatti sono i vermicelli da pesca, ecco che li abbiamo tirati sul pubblico, e lì c’è stata una reazione straordinaria … la gente è veramente impazzita sentendosi tra i capelli… tra i vestiti questi vermi da pesca, la reazione è stata straordinaria: urla, soprattutto di ragazze … che ci hanno veramente gratificato (Kinotto) (12′ 50" 14′ 30").

Gli Skiantos hanno fatto della provocazione il loro pane quotidiano; ricordo perfettamente che questa esperienza del bigatto fu consumata a Bologna negli anni ’90 in un teatro tenda: alla fine del concerto noi tirammo fuori queste bacinelle piene di vermi da pesca, e li tirammo addosso al pubblico a piene mani, proprio divertendoci. Spesso il pubblico ci ha ricambiato d’estate tirandoci cocomeri sul palcoscenico, ma anche aranci, uva, frutta varia. Si, abbiamo dato e ricevuto, devo dire che forse il bilancio può considerarsi alla pari (Mammaz) (15′ 13" ).

Gli Skiantos, io credo (io sono Roberto, "Freak" Antoni, il cantante e paroliere degli Skiantos) credo che abbiano fatto cose interessanti e… che continuano a cercare di fare cose interessanti. La provocazione più grossa però è stata questa: il fatto di organizzarsi in un gruppo, in una band-rock senza saper suonare, o suonando minimamente, perchè l’importante era quello che si doveva comunicare, era il messaggio, erano i contenuti. L’importante era la voglia di fare musica. Quello che noi Skiantos abbiamo sempre sostenuto è che l’importante è avere cose da dire, cose da comunicare; per questo abbiamo dato estrema importanza al testo. Le parole delle canzoni suggeriscono l’atmosfera musicale della canzone stessa, quindi determinano la valenza musicale del brano, per cui ci dicono se è un blues, se è una canzone triste dunque, se invece può essere una canzone ribelle dunque… heavy metal o hard-rock. Gli Skiantos amano molto l’hard-rock (Vortice) (17′ 35" – 19′ 04").

Prima le parole

Badate che questo non è così frequente perchè di solito i compositori fanno il contrario: i compositori compongono la musica, e poi cercano un testo, in un secondo tempo2. Gli Skiantos invece hanno sempre avuto come punto di partenza le parole. Le parole sono importanti, le parole ti possono cambiare la vita. La mia stessa intera esistenza è cambiata quando ho sentito mia nonna (che ha 96 anni e posso dimostrarlo) dire "Quando muoio fate quello che volete, basta che non mi cromate" . E spesso uscendo … da un ospedale ho sentito … anziani dire "Ho passato tutta la notte al capezzolo di mia moglie, e adesso non mi ci raccapezzolo più". Spesso mi hanno detto "Lei è un cabarettista sui genesis", e io l’ho sempre preso come un complimento. Dunque questi svarioni, questi errori della lingua … queste … scivolate appunto nell’errore, sono spesso molto più significative del linguaggio normale anche forbito. Per questo gli Skiantos nel loro primo disco, nel disco d’esordio (che è del novembre ’77 e si intitola "Inascoltable" [pronunciato in italiano], o "Inascoltable" [pronunciato in inglese] a seconda delle pronunce … come potete … immaginare) ebbene gli Skiantos giocano sempre con le parole e anche con gli errori (Vortice) (20′ 50").

Fuori di testa (W gli errori)

(Lieve affranto (moderato dolore). In quel disco gli Skiantos hanno lasciato volutamente, volontariamente, degli sbagli: la batteria che va avanti … in uno stop, i cori che sono completamente stonati: ci piacciono gli errori, gli sbagli. Secondo gli Skiantos, secondo la filosofia e la poetica Skiantos, l’errore è più importante della normalità. Lo sbaglio, il diverso, nel linguaggio, è molto più significativo, è molto più evocativo, è molto più interessante della normalità del linguaggio grammaticalmente ineccepibile. Ecco perchè gli Skiantos fanno da sempre delle cose … fuori di testa (22′ 30").

1 Mi sembra che Antoni stia affermando cose importanti e valide; fare le cose per primi ha un suo valore. Sentendo Antoni dire queste parole il trascrittore rimase affascinato, ammaliato, suggestionato, rapito, e pensò "Ca*** ! quelli di Ti spalmo la crema sono avanguardia artistica! E adesso Io lo so!!” Ottima qui Radio3 che ha inserito in crescendo Il Brano logicamente adeguato alle parole “Largo all’avanguardia”. Questo poi dice "… non c’ho niente da salvare" chiarendo esplicitamente che non si vuole inviare (i soliti) messaggi politici; è la stessa cosa che Pasquale Panella fa dire al suo Carver (teatro di Torre Argentina, Roma 17/12/02) "con la narrativa… no! Si forse con la poesia salvi uno che si stava già buttando dal 18° piano … ma [con la narrativa] cambiare le cose [no!] o salvare le balene o le sequoie ? no! " (21′ 45") .

2 Tra le eccezioni note a chi scrive, abbiamo il duo Battisti-Panella dal 1988 al 1994: Battisti musicò dei testi che Panella aveva composto prima, senza sapere nulla della musica (sapeva solo che si sarebbero dovuti cantare); il risultato divise il pubblico, ma la creatività fu estrema, e comunque negli aspetti musicali Battisti toccò vette irraggiungibili.


(4/5)

Contratti !? mmhh…

(Io sono uno Skianto) Ebbene gli Skiantos giocano sempre con le parole, e anche con gli errori. Tutto questo ebbe il suo riconoscimento da parte di un intellettuale milanese: Gianni Sassi, che era il direttore artistico della più grossa etichetta indipendente (oggi si dice India1) del periodo: la Cramps. L’etichetta milanese mise sotto contratto gli Skiantos, che però … mal sopportavano i contratti, come… come fossero dei pullover di lana ruvida troppo stretta: i contratti discografici andavano stretti agli Skiantos, ecco perché poi nella prima metà degli anni ’80, quasi 10 anni [a] poco meno di 10 anni dalla nascita, gli Skiantos poi decideranno di… terminare provvisoriamente la loro storia, di prendersi una pausa.

Tutti (s)contenti

(Io sono un autonomo) Il primo disco del contratto con la Cramps fu un 45 giri, come usava allora (quando ancora non eravamo in pieno avvento CD – compact disc, ma c’era il vinile, e … i dischi si vendevano in grande quantità, in quel periodo), uscì nel 1978 "Karabigniere blues" che ebbe dall’altra parte, come "B side" "Io sono un autonomo". "Io sono un autonomo" si apriva con uno slogan, che era "Andate a lavorare, teppisti !!" (Io sono un autonomo) ( 2′ 45").

Come al solito gli Skiantos con questo disco scontentarono un po’ tutti: scontentarono da una parte il potere diciamo così… l’establishment, contemporaneamente gli Skiantos scontentarono gli autonomi, che videro in quell’ "Andate a lavorare, teppisti !!" una presa in giro dell’Autonomia, l’Autonomia [Autonomia Operaia, movimento politico di sinistra extraparlamentare] era … padrona del campo, all’interno del movimento studentesco anni ’70.

La parte invece creativa del movimento studentesco, quella che considerava propri figli gli indiani metropolitani, vide negli Skiantos un’apprezzabile ambiguità …da sostenere.

Urge ironia

Dopo un lungo periodo di crisi durato 3 anni (dall’81 all’84), nell’84 gli Skiantos si ritrovano; si erano sciolti anche perché pensavano che non ci fosse più bisogno d’ironia, in ambito musicale in modo particolare. Si accorsero, rivedendosi, che non era così, chiacchierando… saltò fuori che che d’ironia c’è sempre bisogno, ce n’era più che mai necessità a metà degli anni ’80 (Ti amo terrone) ( 6′ 40" – 8′ 03").

Arrestato il capo delle BR: Ugo Tognazzi

Quell’ironia fondamentale… che trovò sfogo nel movimento studentesco… ricordo per esempio i falsi, straordinari, de "Il Male"2, la rivista "Il Male", che fu la madre di tutte le successive riviste di satira… politica, e di satira di costume… no so… Cuore, Tango, Zut, Boxer.. lo stesso Frigidaire è figlio de "Il Male", insomma "Il Male" riproduceva le prime pagine dei maggiori quotidiani italiani, provocando il pubblico dei lettori con notizie assurde, assolutamente improbabili, del tipo "Finalmente arrestato il capo delle BR, è Ugo Tognazzi". E a questo punto mi piacerebbe raccontare un episodio, ricordando il figlio di Ugo Tognazzi3, Ricky, il quale a Roma mi disse che dopo la stampa di questo giornale (credo fosse Il Corriere della sera, o forse la stessa Stampa4 che riproduceva questa prima pagina dove si dichiarava che il capo delle BR era Ugo Tognazzi), lui scese al mattino …nel bar sotto casa, a Roma, per una colazione: e i camerieri del bar, con molto sussiego … con molto imbarazzo, gli servirono il caffè, il cappuccino e le brioche, e lui, Ricky, Riccardo Tognazzi, guardando… cioè accorgendosi di questo imbarazzo generale, si accorse che avevano… il falso compiuto da Il Male, e capì che davvero l’avevano preso sul serio5. Questo per dire che in Italia fare satira, usare l’ironia, spesso è difficilissimo (Paese scarpa) ( 10′ 15") .

Italiani suscettibili

Perché il pubblico italiano, che sembra un pubblico ridanciano, molto ben disposto alla comicità e all’umorismo, è in realtà estremamente suscettibile, per questo gli Skiantos sono stato a lungo equivocati: "Ma ci sono o ci fanno ? Sono veramente stupidi e goliardi, o recitano un ruolo ?": un po’ l’uno e un po’ l’altro forse (Io non mi lavo) ( 11′ 00") .

Ma comunque l’ironia richiede sempre uno sforzo metalinguistico, cioè uno sforzo di lettura, di interpretazione: è una metafora. Se tu la prendi alla lettera, non capirai mai il vero senso della cosa.

Ecco che gli Skiantos hanno fatto canzoni stupide (tra virgolette), in rima baciata, proprio per citare anche la canzonetta stupida, retorica, romantica, all’italiana; sono stati spesso equivocati per questo, sono stati presi per "scemi tout court", per "cretini sul serio", e questo naturalmente ci ha resi estremamente orgogliosi insomma, eravamo davvero sempre molto soddisfatti di essere fraintesi. (Ehi, ehi, ma che piedi che c’hai) ( 13′ 30") .

"Ehi, ehi, ma che piedi che c’hai" dall’album Monotono del 1978, è un bell’esempio di questa rima baciata… su un tema assolutamente risibile e stupido e… di nessun conto, come la lunghezza spropositata dei piedi. Ecco che gli Skiantos danno il loro meglio quando riescono ad essere scemi, riescono ad essere finalmente liberi da qualsiasi… remora, da qualsiasi catena di buon senso, e riescono a dare sfogo alla loro pazzia. Anche se il mondo circostante è sempre meno pazzo, ha sempre meno voglia di ridere, è sempre meno disposto e disponibile alla risata; sono gli anni ’80, sono gli anni ’90, anni molto duri, molto differenti dall’esplosiva creatività del ’77, anni molto… molto pieni di fatica di vivere, anche per gli Skiantos, che nel frattempo hanno però migliorato la loro tecnica, anche perché hanno dovuto confrontarsi con un altro gruppo, nato da una loro costola … un gruppo di ammiratori per loro stessa ammissione, che sono "Elio e le Storie Tese" (Cara ti amo, Elio e le Storie Tese ) ( 15′ 50").

EelST

Elio e le Storie Tese nascono 10 anni dopo gli Skiantos e si rifanno agli Skiantos, ma scegliendo giustamente una strada un po’ diversa, è la strada della musica impegnata, il rock virtuosistico un po’ jazzato alla Frank Zappa, dove il bravo musicista, il virtuoso può dimostrare quanto sa suonare bene, quanto sia un musicista provetto, quanto sia un virtuoso dello strumento (Cara ti amo, EelST) .

Prima i contenuti o prima la musica ?

(17′ 55") La cosa fa impressione naturalmente sul grosso pubblico, che dice di Elio e le Storie Tese "Magari sono un po’ goliardi, i loro contenuti non sono così esaltanti, però sono «bravissimi musicisti»": questo non è mai bastato agli Skiantos, che comunque negli ultimi anni hanno molto migliorato il loro bagaglio tecnico-musicale, e non hanno credo oggi come oggi nulla da invidiare6 ad Elio e le Storie Tese (Mio cuggino; quella degli Skiantos)(18′ 50" – 19′ 55") .

Skiantos-Vs-Elio_thumb4_thumb (immagine dal sito Skiantos)

Ma ahimè gli Skiantos rimangono vittime di stereotipi: ci sono musicisti, critici, e giornalisti in Italia talmente ignoranti, da chiederci se ancora produciamo; non sanno nulla del fatto che gli Skiantos nel frattempo hanno più che imparato a suonare… e che però non sono mai legati… appunto, a dimostrazioni di virtuosismo, perché quello che conta è "Ciò che hai da dire, quello che hai da comunicare". A questo punto mi viene in mente una vignetta del grande umorista Stefano Disegni, dove viene disegnato un ragazzo che si è comprato il computer, e la vignetta dice "Ho il computer, ho comprato il modem, ho comprato tutto ciò che può servire per estendere la RAM, ho comprato mille e più aggeggi tecnologici: adesso devo trovare qualcosa da dire agli altri". (Sono un ribelle mamma) (21′ 05") .

Gli Skiantos di oggi hanno finalmente imparato a suonare ma nessuno se n’è accorto: dalla canzone "Sono un ribelle mamma" in avanti, gli Skiantos si sono evoluti, gli Skiantos hanno migliorato il loro set, hanno fatto anche dischi acustici, hanno… prodotto tantissimo ma ripeto… c’è molta disattenzione nei loro confronti.

Dalle cantine alle… fogne

Gli Skiantos di oggi non tirano più la verdura sul pubblico [e questo è un male;-)], hanno altre armi a loro disposizione, per esempio degli slogan… anche scritti su cartelli che esibiscono durante i loro concerti. Per esempio gli Skiantos si definiscono "L’unico gruppo che è partito dalle cantine per arrivare alle fogne". Gli Skiantos, l’unico gruppo che ha fatto dischi in vinile con le canzoni nel lato A, e le scuse della casa discografica sul lato B. Gli Skiantos, l’unico gruppo in Italia, forse in Europa, probabilmente nel mondo, che possa vantare decine… forse centinaia, probabilmente migliaia di tentativi di imitazione, tutti perfettamente riusciti; forse meglio dell’originale. Gli Skiantos, un gruppo che ha costretto i "Pooh" [puah come sputo] a cambiare nome [intende dire che lo sputo era rivolto a loro ?].

NOTE

1 Il termine preciso ci sembra "Indie", almeno secondo Wikipedia

2 "Il Male" è tornato in edicola il 5/10/2011; Antoni aveva ragione, c’è sempre bisogno d’ironia … e di intelligenza, ma sul poco gusto che se ne ricava in Italia ad averla, lo stesso Antoni si è già pronunciato col suo libro….

3 Alcuni giudici questo livello lo raggiunsero sul serio perché fecero scrivere "Arrestato un camorrista insospettabile: Enzo Tortora" facendolo sfilare in manette, tra l’altro senza accorgersi di un errore nel leggere un testo manoscritto in cui "Tortona" era stato letto come "Tortora".

4 I falsi furono de Il Giorno e de La Stampa, ma i titoli più grossi furono su Paese sera (quotidiano romano).

5 Chi ha trascritto questa auto-audio-biografia, nel 1990 fece credere ad un’intera classe che i mondiali di calcio che si dovevano svolgere proprio in Italia (attesi spasmodicamente) erano stati sospesi, con "Il Lunedì di Repubblica" (versione successiva dello stesso "Il Male"). Il titolo cubitale era (credo) “Sospesi i mondiali”, c’erano altre colonne, di cui una con un titolo assolutamente geniale “Nella FIFA prevale la paura” .

6 La disputa "Prima i contenuti o prima la musica ?" non finirà mai; chi ha trascritto propone di vederla in termini di proporzioni, per cui possiamo andare dalla poesia "densa" letta senza musica, alle ballate di Guccini, e via fino alle canzoni strumentali. C’è spazio per tutti i gusti: Skiantos per le provocazioni intellettuali, EelST per i virtuosismi, allora la disputa può diventare del tutto … insensata.


(5/5)

Ortaggi di nicchia

(Io sono uno Skianto) Gli Skiantos sono un gruppo che ha il coraggio di essere impopolare, [per queste prime righe Antoni ripete proprio le parole della parte 1/5] un gruppo che è saldamente ancorato alla dimensione della nicchia, "la nicchia vincerà, la storia ci darà ragione" dicono gli Skiantos per consolarsi. Un nostro fan di Torino diceva "Rendiamo il giusto omaggio agli Skiantos finché sono vivi, finché sono nostri contemporanei".

Mentre a volte nel pubblico si scatena una strana competizione, figlia della provocazione del lancio della verdura: quando lanciavamo la verdura abbiamo sentito una spettatrice dire "Andiamocene, questo lancio di ortaggi mi fa schifo!" e il suo fidanzato ribadire "No, perché se andiamo via glie la diamo vinta a loro".( 2′ 35") ([canzone di cui non riusciamo a trovar nulla, fa "Siamo il massimo del pessimo…", chi la conosce ci scriva]) ( 3′ 30")

La formazione degli Skiantos

Gli Skiantos di oggi sono formati da 5 componenti, è la classica formazione rock e cioè 2 chitarre elettriche, un basso e una batteria, più il cantante, il front-man, che è il sottoscritto Roberto "Freak" Antoni. In passato, agli inizi erano 8-9 elementi, nel senso che c’erano 3 cantanti … o meglio "non-cantanti", che si definivano "urlatori", e il resto della formazione strumentale era la stessa di oggi più o meno. Nel corso della loro storia però gli Skiantos hanno avuto musicisti aggiunti, il resto della band è formata dai fratelli Testoni: Fabio "Dandy bestia" Testoni che insieme a me è stato socio fondatore degli Skiantos; il fratello Luca superraccomandato … essendo il fratello di Fabio è stato assoldato d’ufficio ma in realtà è bravissimo; al basso abbiamo avuto Marco "Marmo" Nanni, bassista bravissimo, che ha in qualche modo sostituito il primo bassista "Frankie Grossolani", ovvero Franco Villani, il primo bassista degli Skiantos in assoluto; e l’ultimo bassista degli Skiantos è Max Magnani Massimo detto "Max Magnus" Magnani.

Freak Antoni è da sempre il cantante e paroliere del gruppo; sono 30 anni che bene o male, tra alti e bassi, esiste questo gruppo… la cui fondazione certa risale al novembre ’77 ma che in realtà risalgono come origine a molto prima, all’epoca dei Ramones insomma… ’75-75. Le prove degli Skianto risalgono a quell’epoca e furono fatte nella cantina di Roberto "Freak" Antoni, tra il disappunto dei condomini che nel palazzo mal sopportavano questo rumore assolutamente inascoltabile.( 5′ 47") (Permanent Flebo; poi sembra che la musica segue una specie di medley) ( 8′ 38")

I musicisti incontrati

Gli Skiantos hanno incontrato diverse… diversi artisti importanti: tra questi Demetrio Stratos è stato uno dei primi, perchè eravamo cavalli della stessa scuderia, come usa dire ….cioè artisti della stessa etichetta la "Cramps", la prima, la più importante forse a tutt’oggi la più famosa etichetta… libera, indipendente, gestita da un intellettuale, da un grafico intellettuale di nome Gianni Sassi… che ho scoperto mancarmi parecchio, perché al suo tempo, ai tempi del nostro rapporto fine anni ’70 primi ’80, io ero molto prevenuto: [io ero] figlio del movimento studentesco … insomma che predicava la non-capitalizzazione …no ? delle esperienze … il fatto di non commercializzare l’arte in nessun modo, no? ehh.. io ero sospettoso nei confronti di Gianni Sassi, perchè … insomma era un manager, perché poi si sapeva che reinvestiva i soldi guadagnati in altre produzioni e quindi noi non si vedeva mai una lira.

Gli Area erano il gruppo nobile, di punta per così dire, il gruppo importante. E Gianni Sassi me lo ricordo disperato una volta… a cui penso ancora ogni tanto con… dispiacere perchè era talmente depresso visto e considerato che gli avevano rubato dalla macchina tutti i testi pronti, inediti, i testi inediti per gli Area, i testi inediti non mi ricordo più per quale lavoro… gli avevano rubato anche le cassette con i provini, e i suoi tentativi di… di testo da inserire nella musica. Me lo ricordo molto… così, molto provato per questo furto. Anche noi subimmo… anche noi Skiantos subimmo diversi furti a Milano. Ma Gianni Sassi era anche un grande conoscitore dell’area milanese, dell’area del lavoro culturale milanese; era molto inserito in quanto appunto intellettuale… insomma diverso, discografico, con gli occhi molto aperti, era inserito nel tessuto sociale milanese… nella produzione artistica milanese. E io avrei voluto avere un amicizia più rilassata con lui, non avere tutte queste remore, tutte queste barriere che io per primo tiravo su. C’è un altro episodio che vorrei citare e ricordare: io porto su …portai a Gianni Sassi il… diciamo così il provino di una nostra pubblicità, facevamo queste pubblicità strane, ritagliando fotografie dai giornali, fotografie interessanti insomma, dove grandi uomini della scena internazionale si incontravano e si davano la mano, noi mettevamo i balloon – lo spazio per il fumetto – e naturalmente [ride] scrivevamo delle cose improbabili ! Io gli portai una cosa fatta … come dire… fatta in prova, un provino di … di questa promozione e lui mi disse "No ma è così che la facciamo ! Così che tu l’hai pensata ed è così che dev’essere!", dico "Gianni guarda che questa è la malacopia!", [Gianni risponde] "No, ha abbastanza forza per essere questa la cosa che manderemo ai giornali" : io non ho mai trovato dopo di lui un discografico che dicesse così. C’erano tutti i discografici che… avevano… i discografici che abbiamo incontrato dopo Gianni Sassi erano tutti banali, veramente, ribadiamo il concetto: Gianni Sassi della Cramps era un discografico anomalo, "diverso" nel senso migliore del termine. ( 12′ 25") ([brutto blues di cui non riuscivamo a trovar nulla,  ma che grazie a Word3Press scopriamo essere “Blues a balues ]).14′ 50)

Demetrio Stratos

Invece parlando con Demetrio Stratos io ho avuto la netta impressione che lui non fosse tra quelle persone che… ci condannavano senza appello … senza alcuna possibilità di difesa. Conoscendo Demetrio Stratos io ho avuto l’impressione di una persona molto curiosa, di un artista autosufficiente, mi spiego: per "autosufficiente" voglio dire… voglio intendere un artista che aveva un proprio spessore … culturale, un proprio spessore creativo, che non aveva bisogno in nessun modo di relazionarsi agli altri in maniera competitiva, infatti non era per nulla competitivo nei nostri confronti, si interessò del cosiddetto "genere demenziale", appunto un’invenzione degli Skiantos, il demenziale questa via di mezzo tra il punk-rock e il cabaret più dadaista, … era molto curioso di sapere quali erano le nostre idee in generale, e non aveva alcuna riserva di sorta nei nostri confronti. Era… una specie di gigante, che guardava dall’alto in basso ma per evidenti sproporzioni fisiche nei miei confronti. ( 16′ 20") [“Canzone per gli artisti”, incisa coi Punx Crew; grazie all’indicazione di Carlo Lagorio ]  ( 17′ 05")

L’importante è essere originali

Abbiamo conosciuto gente che aveva un occhio di riguardo per gli Skiantos in maniera insospettabile, benché frequentasse generi completamente diversi dal nostro, benché producesse musica e arte agli antipodi, o …. agli antilopi, come dice qualcuno, e cioè esattamente all’opposto, ebbene aveva per noi una certa ammirazione, perchè uno dei messaggi degli Skiantos in qualche modo, è sempre stata la voglia di comunicare agli altri la spinta ad affrontare l’arte dal proprio punto di vista. Naturalmente per gli artisti la caratteristica fondamentale è l’originalità, gli Skiantos hanno sempre cercato di spingere l’acceleratore in questa direzione: "essere originali", "essere unici". "Diverso" per Skiantos vuol dire "comunque interessante", vuol dire "al di fuori della norma… al di fuori del buon senso comune" e quindi in qualche modo "degno di interesse", in qualche modo stimolante.

Gli Skiantos di oggi sopravvivono grazie al loro lavoro di gruppo, ma anche grazie alle loro attività individuali. Io personalmente, Roberto "Freak" Antoni, ho iniziato una nuova esperienza in un progetto che si intitola "Ironikontemporaneo" e… che tratta di musica contemporanea e di poesia demenziale. ( 19′ 10") (Base musicale con poesia che dovrebbe essere "Ode al tortellino",e fa "Un monumento al tortellino, piatto sopraffino, vertice dell’arte culinaria, profumo nell’aria, di carne e di sfoglia ne ho sempre voglia"; dovrebbe trattarsi di brani incisi con Alessandra Mostacci)

100.000 copie ancora invendute

Siamo stati recentemente ospiti al festival "Tenco" e devo dire, …. devo ringraziare per l’accoglienza… piuttosto strepitosa che abbiamo avuto.

Gli Skiantos producono dischi sui quali c’è una fascetta con su scritto "100.000 copie ancora invendute", grandi tonfi, grandi fiaschi, grandi insuccessi e dunque grandi personalità. Se c’è un grande insuccesso, se c’è una grande debacle, un grande fiasco, c’è anche una grande personalità. Ai concerti continuiamo a dire "Il solito trionfo …" e poi traduciamo per le… (naturalmente inventate) numerose emittenti in lingua anglosassone che stanno riprendendo l’evento, e dico "The usual triumph …", "Il solito trionfo" appunto… e ringraziando il pubblico degli astanti, ringraziando gli spettatori dicendo "Voi con questi applausi ci confondete…. con degli altri, sicuramente". ( 21′ 15"- 25′ 21") (prosegue base musicale con poesia "Ode al tortellino", fino alla fine)

F I N E

10 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Simone
    Mar 17, 2013 @ 22:05:05

    grazie della trascrizione, molto interessante, posso fare una segnalazione? quando nel paragrafo “novembre 77” freak antoni fa l’elenco dei gruppi che ascoltavano insieme, si riferisce ai Kinks di Ray Davies (“Waterloo sunset”, “You really got me”, etc….) e non ai “Kings” gruppo italiano.

    Rispondi

  2. Andrea Benini
    Giu 13, 2013 @ 13:13:38

    Molto interessante. Grazie per l’ottimo lavoro di trascrizione! La canzone a 16’20”-17’05” potrebbe essere “Sono Contro”.

    Rispondi

    • massimodangeli
      Giu 13, 2013 @ 22:01:00

      Grazie, son contento che ti sia piaciuto.
      In quale punto del testo ti riferisci per “Sono contro” ? Ora sto un po’ immerso in tutt’altre cose appena ho tempo controllerò.

      Io ho anche fatto un poco di amicizia col Maestro, ed è veramente un genio, ora lo trovi con Freak Antoni Band, e con Alessandra Mostacci.

      Rispondi

  3. Manolo
    Nov 11, 2013 @ 12:56:48

    “siamo il massimo del pessimo” rientra forse in uno dei brani inediti messi come bonus extra nei cd ristampati, o in una variazione live dei primissimi tempi di largo all’avanguardia. chi volesse implementare: http://corpimobilivitreali.blogspot.it/2009/04/roberto-freak-antoni-1994.html

    Rispondi

  4. Venturi Raffaele
    Feb 19, 2014 @ 10:59:35

    salve la puntata 4
    4 https://drive.google.com/file/d/0BxJFIClAseLMTy1vcDJvUkFwSDg/edit?usp=sharing
    è possibile non sia accessibile senza autorizzazzione . . . ?

    Rispondi

  5. Trackback: Mi chiamo Margherita ho 15 anni e sono la figlia di “Freak” | Libertà e Persona
  6. uberautista
    Gen 14, 2015 @ 16:08:45

    La canzone a 16’20”-17’05” è Canzone per gli artisti, incisa coi Punx Crew

    Rispondi

  7. Fabrizio Marongiu
    Set 27, 2015 @ 13:23:55

    Domanda: se il bassista Marco Nanni va via dagli Skiantos nel 2002 e il bassista Max Magnus Magnani ci entra nel novembre 2003, nel periodo intermezzo chi è stato il bassista degli Skiantos? grazie a chi mi risponde. Fabrizio.

    Rispondi

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