Libri sull’arretratezza italiana

 

  • Abravanel R., Meritocrazia.  4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese più ricco e più giusto, 2008
  • Benini R.,   Italia cortigiana.  Passato e presente di un modello di potere, 2012
  • Cassese S.   L’Italia: una società senza Stato, 2012
  • Corte suprema di cassazione – Ufficio del massimario e del ruolo – Relazione tematica: Il mobbing n. 142 2008  (citato in D’Angeli M, 2012)
  • D’Angeli M. Quando i veri malati sono i posti di lavoro,
    anche in uniforme, 2012 (libro gratuito sul mobbing; scarica in pdf)
  • De Carolis G., Flaiano e la pubblica amministrazione, 2010
  • Ellul J., Propaganda. The formation of men attitude, 1965 (gratuito in inglese),
  • Galli della Loggia, L’identità italiana, 1998
  • Gambetta, Origgi, L-worlds – The curious preference for low quality and its norms (gratuito Oxford Univ), 2009
  • Leopardi G., Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani, 1823
  • Morello M., Io ti fotto. L’Italia è un Paese fondato sulla fregatura: ecco tutti i modi in cui gli italiani raggirano gli altri (e sé stessi), 2010
  • Patriarca S., Italianità. La costruzione del carattere nazionale, 2010
  • Pelizzetti, Vetritto, Italia disorganizzata. Incapaci cronici in un mondo complesso, 2006
  • Russo G., I re di carta – le ipocrisie, le omissioni, le paure e le vanità del giornalismo scritto e televisivo, 1996
  • Salvadori M., Storia d’Italia e crisi di regime, 1994
  • Soffici C., Italia yes, Italia no, Che cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra, 2014
  • Viroli M., La libertà dei servi, Laterza 2010

Tra gli ultimi nell’uso di Internet

Una misura sperimentale precisa dell’arretratezza socio-culturale italiana è il (non)uso di Internet.

Gli itaGliani, sempre amanti della TV, del calcio e degli spaghetti, restii a comprendere cose non immediatamente percepibili, nell’uso di Internet superano solo Portogallo, Bulgaria, Grecia e Romania: solo il 48% usa la rete, contro l’88% degli svedesi.

Tutti i paesi del nord europa superano l’80%, poi c’è un gruppo (capeggiato dalla Francia) nell’arco tra 75% e 70%, e poi si sprofonda sempre nel peggio.  Qui vanno i polpettoni sugli omicidi, i “Grande fratello”, la “fiction”.    Qui i dati