La Dopologia e la Retorica del lutto

    L’Italia è un paese cialtrone, ignorante, buffone, burattino, stupido; con tante eccezioni (solo nei singoli) ma sempre insufficienti rispetto al contesto sociale totalmente degradato.             

       Una cosa che odio è la Dopologia : gli italiani sono cicale, sempre “allegri”, ottimisti, tranquilli … poi “all’improvviso” accadono cose strane, “imprevedibili”: le “fatalità” (cani che mordono, una cosa mai accaduta nella storia dell’umanità): incidenti mentre si guida con 3 cellulari, terremoti sotto case costruite in modo illegale e pericoloso, incidenti sul lavoro, insomma incidenti o omicidi e subito si materializzano i Dopologi, burattini delle istituzioni che tutto il giorno omettono di fare il loro dovere, di fare quello per cui sono pagati, e che dopo l’incidente lanciano accuse e strali, fingono stupore (che un cane uccida è imprevedibile), selezionano i casi solo se mediatici.

           E’ la Retorica del lutto: col morto davanti tutti questi inetti poiché percepiscono che in tutta la loro vita non hanno fatto un cazzo di quanto dovevano, poiché capiscono che è colpa loro, si esibiscono in posticcia tristezza, approfittano, letteralmente usano un morto per guadagnare in immagine, e dopo che per anni hanno ignorato le sue legittime richieste, i suoi centinaia di allarmi.  Poiché questo fare è generalizzato, e poiché con gli ignoranti funziona benissimo, in Italia ci saranno sempre morti annunciatissime, anche per iscritto, ma che diventeranno “fatalità” o “disgrazie” o “per esaurimento nervoso” o “per disoccupazione”.  

Altro

Il prodotto dei cialtroni che scaldano le sedie al ministero dell’interno: agenti che cantano “Faccetta nera”

    Quando raccontano le favolette tipo non riusciamo a sconfiggere la mafia perché non abbiamo i soldi, pensa che questo è ciò che fanno le forze dell’ordine, per “colpa” innanzitutto di ministri, prefetti, capetti vari, dirigenti, e dei giornalisti lettori di veline e reggitori di microfoni.

“Mi hanno rotto … un braccio, una gamba, 10 costole, avevo la testa come una palla di rugby, ecchimosi dappertutto. mi hanno picchiato con i manganelli alla rovescia. cantavano «Faccetta nera» ”.  Quando gli stranieri ridono, magari pensiamo a questo …

rappresentanti delle istituzioni addestrati a cantare “Faccetta nera”