Flaiano: agenti evasivi e scortesi

        Che i violenti incompetenti delle forze dell’ordine romane siano impunibili lo scriveva già Flaiano negli anni ‘60 quando meditava addirittura di fuggire dall’Italia !   " … i modi evasivi e subdoli dell’agente, e quelli scortesi e fiscali del vigile urbano mi avevano messo di malumore.  Nella nostra città queste scene si fanno sempre più frequenti e ci dicono a che punto siamo arrivati nei rapporti tra cittadini e agenti dell’ordine, che all’estero sono invece improntati alla reciproca fiducia.  Ecco perché penso di andarmene dall’Italia.   Naturalmente ho preso il nome dell’agente e il numero del vigile, pensando che potrei denunciarli ai loro superiori, ma mi dicono che non servirebbe a nulla"  (Ennio Flaiano, 1962).     

Flaiano viveva a Roma, e almeno dagli anni ‘60 ci si imbatte in agenti scortesi, e denunciare gli agenti non serve a nulla, se non a ricevere ulteriori aggressioni: lo sosteneva Flaiano nel ‘62: non è cambiato niente, i vertici prendono lo stipendio ma non lavorano, la sicurezza a Roma è una farsa, i giornalisti non fanno inchieste (qui invece ci sono le cronache dei veri incontri tra agenti e cittadini).    Il Sistema non prevede che gli agenti siano sanzionati, gli ingranaggi di ogni Sistema girano solo in un senso.  

Il prodotto dei cialtroni che scaldano le sedie al ministero dell’interno: agenti che cantano “Faccetta nera”

    Quando raccontano le favolette tipo non riusciamo a sconfiggere la mafia perché non abbiamo i soldi, pensa che questo è ciò che fanno le forze dell’ordine, per “colpa” innanzitutto di ministri, prefetti, capetti vari, dirigenti, e dei giornalisti lettori di veline e reggitori di microfoni.

“Mi hanno rotto … un braccio, una gamba, 10 costole, avevo la testa come una palla di rugby, ecchimosi dappertutto. mi hanno picchiato con i manganelli alla rovescia. cantavano «Faccetta nera» ”.  Quando gli stranieri ridono, magari pensiamo a questo …

rappresentanti delle istituzioni addestrati a cantare “Faccetta nera”