“Sto così arretrato che se guardo avanti vedo il passato”

Qualcuno ha inventato la frase surreale “Io sto così avanti che se guardo indietro vedo il futuro”: in questi giorni mediatici (lo so, a v0lte guardo i tg) la frase adatta è “Sto così arretrato che se guardo avanti vedo il passato”.  

(retorica del lutto da parte del presidente Letta)

Con tutti i gravissimi problemi esistenti, primo tra tutti il tabagismo (210 morti al giorno, 11 milioni di malati di cui la metà morirà se non riesce a smettere), media e istituzioni attuano i loro rituali sociali di Retorica del lutto, di Esibizionismo di finta indignazione, per due vicende minime, ormai sepolte, vecchie, e soprattutto finite e dove tutti sono d’accordo.     Parlando di fatti come questi non si rischia niente, non si paga nulla: è tutto gratis.  Forse farlo non vale molto ?!  O forse comunque non serve a niente ?  O sicuramente serve molto meno che interessarsi della prima causa di morte (fumo) o di altre ?

 

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La Dopologia e la Retorica del lutto

    L’Italia è un paese cialtrone, ignorante, buffone, burattino, stupido; con tante eccezioni (solo nei singoli) ma sempre insufficienti rispetto al contesto sociale totalmente degradato.             

       Una cosa che odio è la Dopologia : gli italiani sono cicale, sempre “allegri”, ottimisti, tranquilli … poi “all’improvviso” accadono cose strane, “imprevedibili”: le “fatalità” (cani che mordono, una cosa mai accaduta nella storia dell’umanità): incidenti mentre si guida con 3 cellulari, terremoti sotto case costruite in modo illegale e pericoloso, incidenti sul lavoro, insomma incidenti o omicidi e subito si materializzano i Dopologi, burattini delle istituzioni che tutto il giorno omettono di fare il loro dovere, di fare quello per cui sono pagati, e che dopo l’incidente lanciano accuse e strali, fingono stupore (che un cane uccida è imprevedibile), selezionano i casi solo se mediatici.

           E’ la Retorica del lutto: col morto davanti tutti questi inetti poiché percepiscono che in tutta la loro vita non hanno fatto un cazzo di quanto dovevano, poiché capiscono che è colpa loro, si esibiscono in posticcia tristezza, approfittano, letteralmente usano un morto per guadagnare in immagine, e dopo che per anni hanno ignorato le sue legittime richieste, i suoi centinaia di allarmi.  Poiché questo fare è generalizzato, e poiché con gli ignoranti funziona benissimo, in Italia ci saranno sempre morti annunciatissime, anche per iscritto, ma che diventeranno “fatalità” o “disgrazie” o “per esaurimento nervoso” o “per disoccupazione”.  

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