Il doppio del gioco

 

    Suono il basso su questa stupenda canzone, di Battisti con testo di Panella, cantata da Roberto Pambianchi :

Il doppio del gioco

Largo Lucio Battisti a Roma –l’inaugurazione del 2005

 

   Per chi volesse vedere l’inaugurazione di "Largo Lucio Battisti" a Roma nel 2005;  3 filmati da 10′, da Veltroni a Pambianchi, passando per Mogol (ripresa mia).   Il tipaccio dietro con berretto e occhiali scuri non è un bandito 😉 😉

Largo Lucio Battisti - foto

 

Parla l’Assessore alla Cultura di Roma Borgna, il Vicepresidente del consiglio comunale Sabbatani Schiuma, “Mogol” Rapetti (da ascoltare ), e il Presidente del XIII Municipio Bordoni

 

il Delegato per il Sindaco per il litorale Paolo Orneli, il Sindaco di Roma Veltroni.

 

si scopre la targa, Roberto Pambianchi ci delizia cantando. Poi a sentire le spiegazioni di Mogol sulle loro fonti di ispirazione, si capisce ancora meglio com’è nata l’alchimia Mogol-Battisti.

Così Battisti da leccarsi le orecchie !

 

    Il 21 c’è stato a Roma un incontro (quasi) irripetibile: i 2 massimi autori che ripresentano Battisti si sono riuniti insieme (1), dando vita ad una rievocazione che dirla sublime è farle un torto. Giandomenico Anellino e Roberto Pambianchi, il primo col suo gruppo e la sua magica chitarra, il secondo anche lui col rispettivo gruppo e “La Voce” del nostro caro Battisti.

    Grazie ad alcuni sponsor ed al Comune di Roma, si è potuto organizzare (grazie anche all’infaticabile Jessica Ribaudo) il concerto “Io vorrei ….” al teatro Olimpico,

Io vorrei ... locandina

al chiuso, per un migliaio di persone, quindi con una resa acustica e di atmosfera molto migliore che all’aperto; inoltre c’era tanta affettuosità, visto che eravamo in tanti a conoscere personalmente i 2 artisti.

       La chitarra di Anellino mi incanta; il Maestro, secondo la mia conoscenza, inizia in genere con un motivo con un “pedale di basso” che per chi lo sente la prima volta non ricorda proprio nulla di battistiano, ma ormai io l’ho imparato e so che sfumerà in “Dongiovanni” e la cosa è veramente sublime, da leccarsi le orecchie.  Oltre a sorvolare vari “bianchi” Anellino ha suonato “La luce dell’Est” accennando a Lucio Battisti in persona, e sentire la sua voce con quella scena (c’era il gruppo di Anellino, cantava Pambianchi ma non si vedeva) è stato molto suggestivo.

      Ottimo e inesauribile Pambianchi. Carino quando ha parlato con l’arrangiatore di Battisti il signor Detto Mariano (c’era anche lui), molto utile è stato quando prima Pambianchi ha suonato una canzone (se non erro “Mi ritorni in mente) con sola chitarra, e subito dopo ci è stata fatta ascoltare la versione con gli arrangiamenti.

     Per chi è resistito e non avesse ancora chiesto il parere al Grande capo indiano Estiqaatsi ;-))) metto qui le mie foto con i 2 artisti.

teatro Olimpico Pambianchi e Massimo 1-400

teatro Olimpico Anellino e Massimo 22 11 2011-400

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(1) Non è la prima volta; la prima (a quanto provvisoriamente ci risulta) è stata nel Marzo 2010 creata dal caro Corrado Burgio (in un pub a Roma); la seconda sempre per opera di Corrado il 16/4/2011 all’Arciliuto di Roma.