Cassese: l’Italia, una società senza Stato

(Il testo integrale è sul numero 1/2012 della rivista Il Mulino)

La lettura di Sabino Cassese al Mulino:

"L’Italia: una società senza Stato"
6 novembre 2011 – 00:27 di Luisa Torchia    [testo copiato !]
In un momento così difficile per il nostro Paese, la lezione dell’insigne giurista, tenuta nel cenacolo bolognese del Mulino davanti a un pubblico colto in cui spiccava lo stato maggiore della Banca d’Italia e la presenza dell’ex premier Romano Prodi, aiuta a comprendere i problemi di fondo dell’Italia e gli svantaggi che nascono dalla debolezza dello Stato.

Altro

L’autorità dello Stato non è necessaria

 

   I media, i politici, la società, ci fanno credere che “i politici” abbiano un potere che è tutto necessario al nostre bene, ci fanno credere che deve esistere uno Stato con la forma che conosciamo.  Invece il potere può essere molto meno coercitivo.

          Ci sono società in cui “Il capo invece è il depositario di un paradossale potere che non può nulla, è colui che parla a nome della società, costantemente sotto sorveglianza: la società vigila per impedire che il prestigio derivato dal privilegio della parola si trasformi in Un potere separato e trascendente, in dominio”.     Insomma, dobbiamo sorvegliare e possiamo criticare costantemente chiunque si investa di un potere pubblico: amministratori, sindaci, politici, ministri, presidenti; e se si comportano male possiamo lanciargli invettive, pomodori, uova marce.   Ce lo spiega Pierre Clastres in “Anarchia selvaggia. Le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re”, recensito qui da Alfabeta2.

Forza ItaGlia, prima nelle diseguaglianze

Roger Abravanel (da Corriere della Sera) parla dell’ItaGlia prima, tra i paesi occidentali, per DISeguaglianze.

Roger Abravanel - Regole - Corriere TV